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Max Parisi

LA GERMANIA ABBANDONA LA ZONA EURO PER LE ESPORTAZIONI (E ALLORA A CHE SERVE LA VALUTA UNICA EUROPEA?)

giovedì 2 aprile 2015

BERLINO - Il più forte segnale del declino dell'eurozona non arriva dagli stati notoriamente devastati dall'euro e dalle politiche recessive imposte dalla Ue ad esempio all'Italia, bensì dalla Germania. Ed è un segno indiscutibile del declino provocato dall'euro.

Infatti, per l'intero tessuto produttivo tedesco l'eurozona perde sempre piu' importanza, scrive il quotidiano "Handelsblatt".

Nel 2014, per rimanere ai dati più recenti, solo il 36,6 per cento del fatturato estero della Germania e' stato registrato nei paesi appartenenti all'unione monetaria, ha fatto sapere ieri l'ente di statistiche federale tedesco.

"Nel 2005 la quota era ancora del 44,7 per cento", sottolinea l'istituto, mentre nel 1993, anno di entrata in vigore del trattato di Maastricht, la quota era del 47,6 per cento.

Alla base del crollo c'e' la crisi economica da cui paesi come Francia, Italia e Spagna si stanno riprendendo "solo lentamente" espressione usata in modo eufemistico dal quotidiano Handelsblatt.

Contemporaneamente, stanno diventando sempre piu' importanti per l'export tedesco i paesi appartenenti all'Ue ma non all'unione monetaria, come ad esempio Gran Bretagna e Polonia: dal 2013 al 2014 la quota di export verso questi paesi e' cresciuta dal 20,1 al 21,4 per cento.

L'anno scorso gli esportatori tedeschi hanno venduto un quantitativo di merci pari a 1.133,5 miliardi di euro: il piu' alto fatturato di sempre.

Dal 1961 ad oggi la Francia e' stata il primo paese importatore per la Germania ma, secondo le previsioni della Camera di Commercio e Industria tedesca (Dihk), questo felice rapporto potrebbe cambiare presto, perche' Parigi non riesce a riprendersi dal ristagno economico. Nè può farlo, se deve "tagliare" anzichè investire come richiede l'ABC dell'economia che evidentemente è sconosciuto alle burocrazie parassitarie di Bruxelles.

Potrebbero essere gli Stati Uniti, quindi, a diventare il cliente numero uno della Germania: "gli Stati Uniti stanno crescendo molto piu' velocemente dei nostri vicini", ha dichiarato l'esperto di Dihk, Volker Treier: "nel 2015 le nostre esportazioni negli Usa potrebbero crescere dell'8,5 per cento". Per l'export verso la Francia, invece, si prevede poco e niente.

Nel 2014 le imprese tedesche hanno consegnato a Parigi merci per un totale di 102 miliardi di euro su un totale esportato di oltre 1.133 miliardi, solo 6 miliardi in piu' rispetto agli Usa, con tutti connessi problemi logistici di quest'ultimo tipo di export, data la notevole distanza da superare via nave o aereo.

Il paese d'oltreoceano potrebbe recuperare il distacco quest'anno, mentre dal 2018 anche Cina e Gran Bretagna potrebbero superare la Francia come cliente delle esportazioni tedesche, ha spiegato Dihk. 

In pratica, la Germania è sempre meno interessata alla zona euro. E allora l'euro a che serve, se non serve per facilitare e far crescere le economie che lo usano? A cosa serve, se l'export dentro l'eurozona non interessa più alla prima economia dell'eurozona?


LA GERMANIA ABBANDONA LA ZONA EURO PER LE ESPORTAZIONI (E ALLORA A CHE SERVE LA VALUTA UNICA EUROPEA?)




 
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