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Max Parisi

L'UMP DI SARKOZY VINCE LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, MA IL FRONT NATIONAL E' IL PIU' VOTATO DI FRANCIA (HOLLANDE DEMOLITO)

lunedì 30 marzo 2015

PARIGI - L'onda blu (dal colore della destra "repubblicana", ndr), prevista in Francia al secondo turno delle elezioni dipartimentali svoltosi ieri, c'e' stata: il centrodestra (Ump-Udi-MoDem) ha conquistato 65 Dipartimenti, la sinistra solo 31; l'estrema destra del Front national (Fn) non ne conquista nessuno. Due Dipartimenti (Vaucluse e Tarn-et-Garonne) per il momento non hanno ancora una maggioranza certa; fra i Dipartimenti d'Oltremare, la Guadalupa non ha ancora votato mentre in Martinica e Guyana non si vota.

Entrando nel dettaglio dei risultati, la sinistra francese ha subito una sconfitta storica, perdendo 28 Dipartimenti: 26 nella Francia metropolitana e due in Oltremare, gli arcipelaghi dell'Oceano Indiano Rèunion e Mayotte; un solo Dipartimento e' invece passato da destra a sinistra, quello della Lozère, che e' anche il meno popolato del paese.

La sinistra complessivamente e' insomma tornata ai livelli degli anni Novanta: crollano infatti sia la coalizione attualmente al potere a Parigi ed i partiti che la compongono, a cominciare dal Partito socialista (Ps), che i partiti e partitini dell'estrema sinistra, come il Partito comunista (Pcf) che perde uno dei due soli Dipartimenti che amministrava.

Sono passati a destra sia il feudo elettorale del presidente Francois Hollande, la Corrèze, che quello del primo ministro Manuel Valls, l'Essonne.

Tuttavia la destra "repubblicana" e' divisa nell'interpretazione della vittoria: l'ex presidente Nicolas Sarkozy, che da novembre guida il principale partito di destra Ump, alle migliaia di militanti riuniti nella serata di domenica al quartier generale del movimento per celebrare il successo ha detto che "la sconfessione del governo e' stata totale"; e dopo aver annunciato che sara' accelerato il programma politico in vista delle elezioni presidenziali e parlamentari del 2017, per mettere fine al "socialismo piu' arcaico d'Europa", Sarkozy ha affermato: "L'alternanza e' in marcia e niente la fermera'".

Invece l'ex primo ministro Alain Juppe', che e' stato avversario di Sarkozy alle primarie del novembre scorso per la leadership dell'Ump e che probabilmente lo sara' anche a quelle dell'anno prossimo per la scelta del candidato del centrodestra alle presidenziali del 2017, ha messo l'accento piuttosto sull'unita' del centrodestra: "Le forze della destra (Ump e Udi) e del centro (MoDem) si sono presentate unite", ha detto, "mentre la sinistra era profondamente divisa".

A sinistra, il primo ministro Manuel Valls ha riconosciuto il "netto arretramento", pur senza usare la parola "sconfitta": "I Francesi con il loro voto, e persino con la loro astensione dal voto, hanno ribadito le loro attese, le loro esigenze, la loro rabbia e la loro stanchezza per una vita quotidiana difficile fatta di disoccupazione, tasse e carovita", ha detto.

Per poi aggiungere: "Io ho capito il loro messaggio". Tuttavia, scrive il quotidiano di sinistra "Libèration", Valls ha annunciato solo qualche timida concessione all'ala sinistra del partito, promettendo "nuove misure in favore degli investimenti privati e pubblici"; ed ha soprattutto confermato un programma legislativo immutato, difendendo la "legge Macron" che a suo dire "libera delle energie" e la futura legge sul dialogo sociale, due punti-chiave della volonta' cosiddetta "riformatrice" del duo Hollande-Valls che invece sono osteggiati dalla sinistra del partito.

E se il pessimo risultato elettorale e' in parte dovuto alle divisioni a sinistra, i "frondisti" socialisti avvertono: "Senza un cambiamento sincero delle politiche di governo, senza un rinnovamento della pratica del potere, la dispersione del voto di sinistra sara' irreversibile".

Quanto al Front National (Fn), nonostante le ottime percentuali di voto raccolte sia al primo che al secondo turno delle elezioni dipartimentali, non e' riuscito a conquistare il governo di nessun Dipartimento, data la legge elettorale maggioritaria. Tuttavia la presidente del Fn, Marine Le Pen, ha affermato che il voto di domenica e' stato "una tappa cruciale per il movimento patriottico sulla strada verso la conquista il potere: lo storico risultato", ha detto, "conferma il Fn ed il Rassemblement Bleu Marine (le liste locali alleate del Fn, ndr) come forza in grado di attrarre forti consensi".

Infatti, il Front National di Marine Le Pen è il partito più votato di Francia, con una percentuale che arriva a sfiororare il 27%. Nessuno dei partiti della coalizione Ump di Sarkozy riesce neppure lomtanamente ad avvicinarsi. La corsa per l'Eliseo è iniziata  e sarà una sfida solo tra destre, come mai è accaduto in passato. In Francia, oggi, quasi 8 cittadini su 10 votano a destra, e tolta la contrapposizione sull'euro, dal quale per Marine Le Pen bisogna che la Francia esca, mentre per Sarkozy al momento vi può rimanere, i programmi dei due sfidanti sono praticamente identici. Vero è che molti commentatori hanno stigmatizzqto la scelta di Sarkozy di "copiare Marine" come hanno scritto praticamente tutti i maggiori quotidiani d'Oltralpe, ma l'elettorato in tutta evidenza lo ha gradito.

Redazione Milano


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