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Max Parisi

IL SEGRETO DEL BOOM ECONOMICO INGLESE? LEGGE FINANZIARIA CHE AIUTA L'ECONOMIA TAGLIANDO LE TASSE E IL DEFICIT PUBBLICO

giovedì 19 marzo 2015

LONDRA - Anche la Gran Bretagna ha la sua legge finanziaria e ogni primavera si ripete il rito che vuole il cancelliere dello scacchiere presentarsi al parlamento con una valigetta rossa contenente le ultime decisioni in maniera di finanza pubblica e tutti aspettano con ansia per vedere chi verra' colpito e chi verra' favorito.

Quest'anno in molti si aspettavano una finanziaria piena di agevolazioni visto che a maggio ci sono le elezioni e bisogna dire che molti sono stati accontentati. Ma cosa prevede questa legge di bilancio?

Tanto per iniziare, il reddito minimo per pagare le tasse salira' a 10.800 sterline l'anno prossimo (15mila euro) e 11 mila sterline nel 2017 (15.400 euro) quindi chi guadagnera' meno di queste somme non dovra' pagare nessuna tassa. Neppure una sterlina, per essere più chiari. In Italia, la soglia è della metà, tanto per precisarlo.

Poi e' previsto un congelamento delle accise sulla benzina (quindi niente aumenti di tasse sui carburanti in nessun caso), una riduzione di 1 centesimo su ogni pinta di birra e un taglio del 2% delle tasse su whisky e sidro, un aumento degli sgravi fiscali alle famiglie sposate di 1.100 sterline (1540 euro), una revisione al ribasso delle tasse sulle imprese, tagli invece alle agevolazioni fiscali delle banche, aiuti all'industria petrolifera del mare del Nord, esenzione fiscale per le prime mille sterline di interessi sui risparmi (in Italia se lo sognano), contributi governativi per un massimo di 200 sterline (280 euro) per chi investe in alcuni prodotti di risparmio, maggiori investimenti per i trasporti ferroviari, piu' fondi per aiutare i minori afflitti da problemi mentali e abolizione dei contributi per i lavoratori al di sotto dei ventuno anni, che già da solo, come provvedimento, allelererà ancor di più l'occupazione, che è già alle stelle, nel Regno Unito. Basti ricordare che la disoccupazione è inferiore al 6%.

Ma la cosa davvero interessante e' che nonostante queste agevolazioni che si trasformano ovviamente in un minor gettito fiscale per le casse dello stato, il governo di David Cameron prevede un calo dell'indebitamento dai 90 miliardi di sterline di quest'anno (126 milardi di euro) a 75.3 miliardi per l'anno 2015/16, fino a precipitare a 39.4 miliardi per l'anno 2016/17,  schiantare a12.8 milardi per l'anno 2017/18 per poi arrivare ad avere un surplus di 7 miliardi di sterline (9.8 milardi di euro) per l'anno 2018/19.

Tale surplus verra' usato per ridurre il debito pubblico che dovrebbe passare dall'attiuale 80,2% del PIL al 70% nel 2019. Avete letto bene? 

Il governo conservatore ha spiegato che tali impegni saranno mantenuti perche' l'economia britannica e' destinata a crescere nei prossimi anni e anche se molti oppositori, specialmente labuisti, non ne sono del tutto convinti rimane il fatto che il governo inglese puo' decidere liberamente non solo perche' ha una propria moneta ma anche perche' non ha firmato il fiscal compact.

Ovviamente non si puo' dire lo stesso dell'Italia e difatti non e' un caso che tale notizia sia stata censurata perche' darebbe fastidio a tutti coloro che insistono nel dire che l'euro e' stato un grosso successo e temono che gli italiani possano ribellarsi come si sono ribellati ieri i cittadini tedeschi a Francoforte.

Ma ancor prima, perchè la politica del governo inglese viaggia nella direzione opposta di quella della Ue a trazione tedesca: invece di distruggere l'economia con tasse e tagli della spesa, punta tutto sull'aiutare l'economia a prosperare e quindi a creare ricchezza che a sua volta potrà essere tassata senza passare per la follia dell'austerity. 

Vale sempre la pena ricordare la vecchia storiella che raccontano i conservatori britannici: se metti una forte gabella su un bene incasserai sempre meno di quanto faresti se la togliessi quasi del tutto. Vi sembra una sciocchezza? Riflettete...

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.


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