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Max Parisi

IL GOVERNO RENZI VUOLE CANCELLARE - PER DECRETO - TUTTI I LIMITI AL GIOCO D'AZZARDO (SLOT E ALTRI) EMANATI IN ITALIA.

giovedì 26 febbraio 2015

Nel giro di due anni da ora, ben 13 Regioni si erano dotate di una legge per contrastare il fenomeno del Gioco d'azzardo di Stato e i suoi danni economici e sociali sui territori. Leggi che oltre a incentivi fiscali agli esercizi commerciali senza slot, stabilivano distanze dai luoghi sensibili come scuole, ospedali, Centri di aggregazioni o diurni. 13 Regioni per circa 40 milioni di italiani che proprio con queste leggi stavano conoscendo per la prima volta dopo vent'anni la possibilita' di mettere qualche argine alla terza industria italiana, industria che brucia valore e risorse invece che crearle.

Oltre alle Regioni anche centinaia di Comuni sono oggi in prima linea nel contrasto al fenomeno con ordinamenti che limitano gli orari di apertura e ostacolano l'apertura di nuove sale. Ebbene tutto questo, se il testo del decreto fiscale previsto dalla Legge delega non cambiera', verra' spazzato via, come denuncia l'Associazione Movimento No Slot.

Nell'ultima bozza di decreto e' scritto che: "Eventuali disposizioni di fonte regionale o comunale, comunque incidenti in materia di giochi pubblici, devono risultare coerenti e coordinate con quelle del presente decreto. Le Regioni e i Comuni che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, hanno emanato loro disposizioni non coerenti ovvero in contrasto con quelle del presente decreto ne promuovono la modificazione al fine di renderle coerenti con il quadro regolatorio di cui al presente decreto. Analogamente provvedono all'adeguamento del loro ordinamento, a fini di coerenza ed unitarieta' della disciplina del gioco pubblico a livello nazionale, le Regioni e le Province a statuto differenziato".

Essendo che sulle distanze dai luoghi sensibili, sulla regolazione degli orari d'apertura e sugli incentivi fiscali il decreto nulla dice, ne consegue che tali normative locali dovranno decadere e adeguarsi alla "riserva statale". In pratica, un gigantesco colpo di spugna del governo Renzi su tutte le limitazioni introdotte per impedire si diffonda la piaga del gioco. 

E contro questo abbrobrio, s'è scagliato il Codacons. Pronto alla guerra legale, il Codacons, se passera' il decreto legislativo sui giochi con le misure cosi' come emerse in queste ore. Ne da' notizia l'associazione, commentando alcuni punti emersi dal testo ancora allo studio che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri la prossima settimana.

In particolare la parte del decreto nel mirino del Codacons e' quella che prevede la cancellazione della possibilita' per gli enti locali di limitare il diffondersi di sale e slot machines sul proprio territorio.

"Oggi, solo grazie all'intervento di sindaci attenti alla salute dei propri cittadini, si e' riusciti ad arginare la nascita come funghi di sale giochi e il diffondersi di macchinette e slot, il cui numero e' comunque eccessivo - spiega il Presidente Carlo Rienzi - Ora con questo decreto il Governo vorrebbe impedire ai Comuni di decidere se autorizzare o meno l'apertura di nuove sale, o imporre divieti e limitazioni a tutela della salute pubblica.

Cosi' facendo le casse dell'Erario potrebbero contare su entrate non piu' soggette alle decisioni degli enti locali, mentre aumenterebbe il numero di cittadini che si avvicinano al gioco e il conseguente insorgere di dipendenze e forme di ludopatia, che gia' oggi vedono 800mila malati e 2 milioni di giocatori a rischio". Per tale motivo il Codacons e' pronto a denunciare penalmente il premier Matteo Renzi e il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta nel caso in cui il decreto conterra' limitazioni per gli enti locali, e diffida gli 8000 sindaci d'Italia a portare dinanzi la Corte Costituzionale l'evidente conflitto tra attribuzioni di poteri. Pronti alla guerra, dunque.

Redazione Milano


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