50.756.340
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

LE TRE VIE PER USCIRE DALLA CRISI GRECIA-UE / NELL'ORDINE: GREXIT, GERMANEXIT, GERMANKAPUTT (MA L'EURO SEMPRE IN PEZZI)

venerdì 20 febbraio 2015

La Grecia ha ufficialmente presentato la sua proposta all’eurogruppo nell’ottica di una sostanziale modifica delle condizioni finora imposte dalla Troika al paese ellenico e accettate supinamente dal precedente governo. Condizioni che, è bene ricordarlo, hanno fatto esplodere il numero dei suicidi e della mortalità infantile, facendo tornare indietro il paese di almeno un secolo per quello che riguarda il tenore e la speranza di vita.

L’eurogruppo si esprimerà ufficialmente tra poche ore, ma da Berlino è già arrivato il “nein” del ministro delle finanze Wolfgang Schauble, evidentemente ancora offeso per la mordace vignetta pubblicata sul quotidiano di Syriza che l’ha visto protagonista. Ci sarebbe piaciuta altrettanta indignazione da parte di Schauble e dei quotidiani tedeschi per i bambini greci morti di stenti (+43% dall’inizio della crisi), ma evidentemente ogni popolo ha un proprio concetto di sensibilità alle tragedie umane.

Detto questo, gli scenari su quanto accadrà tra poco sono i più vari. Proviamo quindi a vederli in sintesi:

A) L’eurogruppo si allinea al no tedesco alla proposta avanzata dal governo ellenico e sospende qualsiasi intervento finanziario a sostegno della Grecia. In questo caso, la strada per Tsipras sarebbe una sola: portare fuori la Grecia dall’euro, accettando l’aiuto di Russia e Cina, che si sono già dette pronte a sostenere governo e valuta ellenici. Per gli altri paesi dell’euro si preparerebbe la tempesta perfetta, con i paesi del mediterraneo immediatamente preda della speculazione internazionale, che con la scusa della “perdita di credibilità” della moneta unica (oddio, quella l’ha già persa da tempo, basta vedere il cambio euro-franco svizzero dopo la fine del sostegno della banca centrale svizzera) chiederebbe interessi sempre più alti per tenersi in pancia BTP, Bonos e compagnia cantando. Per l’Italia significherebbe una manovra di emergenza con blocchi all’uso del contante (l’idea della tassa sui depositi di contante girata in questi giorni non vi suona stranamente familiare?), prelievo forzoso sui patrimoni dei cittadini e taglio di tutti i servizi essenziali. In una parola: l’inferno greco moltiplicato per dieci. Il tutto, naturalmente, per salvare il totem della moneta unica e le banche nordiche, tedesche in primis.  Potrebbe servire a qualcosa questa macelleria sociale? Ovviamente no, si sposterebbe il problema solamente di qualche mese e l’euro finirebbe comunque.

B) L’eurogruppo approva la proposta greca e la Germania china la testa. Si creerebbe un importante precedente per tutte le nazioni, che potrebbero a loro volta chiedere deroghe alla linea dell’austerità imposta da Schauble e Merkel. Ovviamente paesi come Spagna, Irlanda, Portogallo e Francia sarebbero le prime  a derogare ai vari vincoli imposti in questi anni per rilanciare i consumi e l’economia interna. E l’Italia? Beh, vedendo le performance dei nostri ministri, assolutamente allineati alla Germania, probabilmente farebbero la figura dei prodi e fedeli vassalli, preferendo portare al collasso quel poco di economia che è rimasta in Italia piuttosto che chiedere una deroga. L’euro, in questo caso, potrebbe anche restare in piedi per qualche tempo, ma con le economie rese nuovamente “autonome” rispetto al centralismo democratico teutonico, vien da chiedersi per quanto tempo i governi sarebbero disposti a mantenere una struttura artificiale come la moneta unica.

C) L’eurogruppo approva la proposta greca, ma la Germania rifiuta di piegare la testa e fa saltare il banco, annunciando l’uscita dalla moneta unica per “tutelare” il popolo teutonico dai cattivi paesi mediterranei che sarebbero liberi di spendere e spandere sulle spalle del virtuoso popolo germanico (peccato che le banche tedesche abbiano ingrossato i loro utili grazie ai debiti contratti dai popoli mediterranei e concessi un po’ troppo allegramente). La Germania che saluta la compagnia sarebbe il segnale che la moneta unica non esiste più: se la nazione che più l’ha difesa, ovviamente per proprio interesse e non certo per altruismo, la abbandona, perché mai gli altri partner dovrebbero restarvi dentro, stante la fallimentare esperienza di questi ultimi anni?

Come possiamo vedere, qualsiasi delle tre ipotesi dovesse verificarsi, l’euro e l’unione europea sarebbero comunque diverse rispetto ad oggi.

Una piccola nota di chiusura: le ipotesi A e C avrebbero come corollario una fine caotica della moneta unica, con gravi ripercussioni per una popolazione europea già provata da un decennio di euro. Ipotizzando che tutte le ipotesi abbiano la stessa percentuale di verificarsi, significa che c’è un 66% di possibilità che l’euro finisca in tempi brevi: non sarebbe stato meglio prevedere una fine “morbida” di questo scherzo della natura che solo una classe politica totalmente ignorante poteva pensare di portare avanti?

E dico ignorante nel senso più pieno del termine, ovvero di colui che ignora ciò di cui parla o si occupa, visto che la stragrande maggioranza degli economisti, tra i quali non meno di sei premi Nobel per l'Economia, aveva previsto ancora vent’anni fa, quando di euro si parlava e basta, l’esito finale di questo assurdo progetto.

Luca Campolongo


LE TRE VIE PER USCIRE DALLA CRISI GRECIA-UE / NELL'ORDINE: GREXIT, GERMANEXIT, GERMANKAPUTT (MA L'EURO SEMPRE IN PEZZI)


Cerca tra gli articoli che parlano di:

EURO   FINE DELL'EURO   GERMANIA   GRECIA   UE   BCE   PROPOSTA   MERKEL   TSIPRAS   VAROUFAKIS   SCHAUBLE    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
STRAGE ISLAMICA A BARCELLONA, PIU' DI 10 MORTI. L'AUTORE (CON ALTRI IN FUGA) E' UN ISLAMICO NORDADRICANO.

STRAGE ISLAMICA A BARCELLONA, PIU' DI 10 MORTI. L'AUTORE (CON ALTRI IN FUGA) E' UN ISLAMICO

giovedì 17 agosto 2017
BARCELLONA - La polizia catalana ha identificato il terrorista o uno dei terroristi che alla guida di un furgone ha investito e ucciso numerosi passanti sulla Rambla prima di darsi alla fuga a piedi.
Continua
 
MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA NAZIONALISTA DELLA FRANCIA

MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA

lunedì 14 agosto 2017
LONDRA - Quando Emmanuel Macron e' stato eletto presidente della Francia tutti i sinistri di casa nostra hanno fatto a gara a dichiarare tale risultato come una vittoria contro il razzismo e il
Continua
PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO ''AFRICANO'' DELL'ITALIA

PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO

sabato 12 agosto 2017
Il mitico ministro delle finanze “pierpiero” padoan, ha pubblicamente dichiarato, in perfetto rispetto della sua tradizione di non averne azzeccata una da quando siede su quella poltrona,
Continua
 
DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI PRESENTI NEL PAESE

DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI

lunedì 7 agosto 2017
LONDRA - Giorni fa avevamo riportato la notizia che la Malesia sta cacciando via tutti gli immigrati clandestini che da anni vivono nel suo territorio. Ebbene questo non e' affatto un caso isolato
Continua
RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I PRESTITI SEGNANO -2%

RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I

sabato 5 agosto 2017
Ripresa? Non si direbbe, dato che a salire non è l'economia italiana ma le sofferenze bancarie, e cioè i crediti elargiti dalle banche e non rimborsati da chi li ha ricevuti. "Tornano a
Continua
 
DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI: LE CASSE SONO VUOTE

DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI:

giovedì 3 agosto 2017
Secondo un’inchiesta di Unimpresa, nella prossima legislatura: 2018-2022, andranno a scadenza 900.143.000.000 di euro di debito pubblico, mettendo a serio rischio la stabilità ed il
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
UNGHERIA E RUSSIA FIRMANO UN CONTRATTO VENTENNALE PER LA FORNITURA DI GAS MENTRE LA UE ''SCONSIGLIAVA'' LA VISITA DI PUTIN

UNGHERIA E RUSSIA FIRMANO UN CONTRATTO VENTENNALE PER LA FORNITURA DI GAS MENTRE LA UE
Continua

 
IL MINISTRO DELL'INTERNO AUSTRIACO VA IN KOSOVO E SI RIVOLGE AI CITTADINI: ''NON VENITE DA NOI, VI ESPELLEREMO TUTTI''

IL MINISTRO DELL'INTERNO AUSTRIACO VA IN KOSOVO E SI RIVOLGE AI CITTADINI: ''NON VENITE DA NOI, VI
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!