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Max Parisi

RAPPORTO BOMBA DI BARCLAYS: ''BUCO DI 61 MILIARDI NEI CONTI ITALIANI, SE GREXIT, GRECIA MORTA SE RESTA NELL'EURO'' (ADDIO)

venerdì 13 febbraio 2015

Chi crede che l'Italia abbia prestato alla Grecia circa 40 miliardi di euro, sbaglia per due ragioni: la prima è che non lo ha dati alla Grecia ma a un fondo Salva-stati della Ue che in concreto ha salvato unicamente le banche tedesche e francesi creditici delle banche greche, mentre alla popolazione non è arrivato il becco di un quattrino.

La seconda ragione per cui sbaglia è nella cifra: non si tratta di 40 miliardi ma di più di 60 miliardi di euro. Esattamente, 61,2 miliardi, secondo i calcoli fatti scrupolosamente dal colosso bancario mondiale Barclays. L'istituto di credito ha stilato un rapporto - anticipato dal Repubblica - che si basa non tanto sulla improbabile "ristrutturazione" del debito greco, ovvero il suo taglio radicale, fatto escluso da tutti i vertici della Ue, non solo dalla Germania, bensì sull'uscita - che Barclays dà per quasi certa, della Grecia dall'euro. 

Volendo citare esattamente le parole scritte sul rapporto, Barclays afferma: "le possibilità di uscita della Grecia dall'euro sono più alte adesso che nel 2012". Testuale.

Però questo è solo l'antefatto, l'introduzione ai veri contenuti dell'analisi di Barclays, che l'istituto riassume in una tabella che mostra i seguenti dati: "L'Italia è esposta con la Grecia per 10 miliardi di prestiti bilaterali, più 27,2 miliardi tramite il fondo salvastati, più 4,8 come quota parte dell’operazione Securities Markets Programme del 2012 (l'acquisto di titoli di debito da parte della Bce di cui peraltro beneficiò anche l'Italia), più 19,2 miliardi come passività derivanti dal Target 2.

Totale: 61,2 miliardi, il 3,8% del Pil italiano, un valore catastrofico, se diventasse una perdita secca. 

E quindi, dopo questi dati da far rizzare i capelli in testa, Barclays aggiunge: "Il problema è che sarebbe un’uscita brusca e traumatica. La storia insegna che pochi governi sono sopravvissuti in casi del genere. Le più colpite sarebbero le classi medie italiane, senza soldi all’estero né speciali proprietà".

Per la Grecia, invece, si tratterebbe di osservare "la fuga dei depositanti dalle banche, che sarebbe precipitosa, prima ancora che venga fissato il nuovo cambio della dracma, e sarebbe quasi inevitabile la statalizzazione degli istituti dopo il loro collasso".

Detto questo, allora bisognerebbe "pregare" che la crisi Grecia-Ue non arrivi alla cacciata di Atene dalla zona euro? Sbagliato.

"Ma gli scenari - scrive sempre Barclays - non sono molto migliori senza uscita dall’euro. Il debito pubblico greco, se Atene resterà nel programma della Troika, scenderà dal 175 al 120% nel 2020, ma se si chiama fuori nello stesso anno sarà ancora del 155% e bisognerà aspettare il 2030 per giungere al 123%".

E non solo: tutto ciò accadrebbe unicamente se la Ue concedesse alla Grecia la totale cancellazione degli interessi a partire da ora, 2015, fino al 2035. Vent'anni. E comunque, conclude Barclays, "La Grecia resterebbe per decenni altamente esposta a shock fiscali e dipendente da aiuti finanziari".

Quindi, volendo riassumere: se la Grecia esce dall'euro, tutto il conto economico e finanziario dell'Italia tracolla, con tutti gli indici che finiscono letteralmente "fuori scala", come ad esempio il rapporto Debito/Pil che supererebbe con un balzo da spavento il 3% per atterrare se va bene al 6%. Inoltre, il debito pubblico salirebbe di colpo di oltre 60 miliardi. Conseguenze? Per rispettare le folli regole "tedesche" della Ue, l'Italia dovrebbe abbatterlo a colpi di "tagli radicali della spesa pubblica, delle pensioni, della spesa sanitaria, della spesa sociale". Non sono parole virgolettate a caso: sono parte del Memorandum imposto alla Grecia di Samaras dalla famigerata troika.  Esatto, l'Italia la vedrebbe arrivare. 

Se invece la Grecia restasse nell'euro accettando - il governo Tsipras - di continuare a seguire il detto Memorandum, condannerebbe sè stessa alla dannazione praticamente eterna.

Anche un idiota riesce a capire come andrà a finire.

Max Parisi.



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