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Max Parisi

LA SOLUZIONE DEL DISASTRO GRECIA-UE SI CHIAMA PUTIN: LA TESTARDAGGINE DEI TEDESCHI PORTERA' AL TRACOLLO DI EURO E UE

mercoledì 11 febbraio 2015

Il governo Tsipras punta ad un accordo con i partner dell'eurozona sul debito, ma il negoziato e' difficile e nulla e' scontato. Se la situazione precipitasse, Atene potrebbe decidere guardare verso est. I segnali in questo senso sono da oggi piu' chiari che mai: la Russia, accomunata alla Grecia dalla fede ortodossa e da rapporti con la Sinistra ellenica che vanno indietro nei decenni, si e' oggi detta pronta a valutare aiuti alla Grecia, se dovesse arrivare una richiesta in tal senso.

Nella giornata cruciale della riunione straordinaria dell'Eurogruppo a Bruxelles, sulla quale aleggia il pessimismo, a Mosca e' giunto il nuovo ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias, un accademico e diplomatico noto per le sue posizioni filorusse, che ha incontrato il collega Serghiei Lavrov.

Il quale, in conferenza stampa al termine dei colloqui, ha spiegato che la Russia "prendera' in considerazione" la possibilita' di concedere "aiuti finanziari alla Grecia se tale richiesta arrivera'". Un'apertura che fa comodo alla Grecia, che a sua volta contraccambia con frasi che fanno piacere ai russi: Atene non sostiene l'idea di esercitare pressioni sulla Russia attraverso le sanzioni per la crisi ucraina.

"C'e' bisogno - ha detto Kotzias - di cercare altri strumenti, altre soluzioni adeguate". Il 27 gennaio, giorno stesso del giuramento del governo Tsipras, il neonato esecutivo aveva espresso tutta la sua irritazione per il documento Ue in cui i capi di stato e di governo chiedevano all'Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini di "considerare qualsiasi azione adeguata, in particolare ulteriori misure restrittive, per una veloce e piena attuazione degli accordi di Minsk".

Atene protestava: il comunicato a nome dei 28, recitava una gelida nota, "e' stato emesso senza la prevista procedura per ottenere il consenso dagli Stati, e in particolare senza assicurarsi del consenso della Grecia. In questo contesto, Atene non e' d'accordo con la dichiarazione".

Ufficialmente, per motivi procedurali, ma la valenza politica era evidente. Una presa di posizione subito elogiata dai media filogovernativi a Mosca. Un orientamento confermato due giorni dopo da Kotzias a Bruxelles: "La Grecia sta lavorando per ristabilire la pace e la stabilita' in Ucraina e, allo stesso tempo, evitare fratture tra la Ue e la Russia", aveva detto.

Syriza, il partito di Tsipras, non ha mai nascosto le sue simpatia per Mosca: i suoi eurodeputati, nel 2014, votarono contro l'accordo di associazione Ue-Ucraina. Un 'asse' che si basa su rapporti economici del valore di 7 miliardi di euro (nel 2013); le sanzioni hanno danneggiato l'export degli agricoltori greci per 400 milioni di euro, secondo fonti governative greche.

Ma l'interesse greco per la crisi ucraina non e' solo motivato da possibili sviluppi economici: ci sono 100.000 greci etnici a Mariupol, citta' dell'est dell'Ucraina ormai al centro degli scontri tra esercito di Kiev e filorussi. Ed è bene non scordare che l'alleato di governo di Syriza, il partito della destra nazionalista greca Anel, ha dichiarato per bocca dei suoi ministri nel governo, che "se non sarà la Ue a offrire aiuto alla Grecia ocn un prestito ponte, ci rivolgeremo a Russia, Cina o Stati Uniti", che per altro non hanno mai, questi ultimi, detto che avrebbero aiutato Atene. Quindi: Russia e/o Cina. 

Di fatto, sulla base di tutti questi dati la conclusione non può che essere: la Grecia verrà estromessa dalla zona euro e entrerà nella sfera di influenza dell'asse russo-cinese, mai così forte come oggi.

Non bastasse, ci ha pensato il ministro degli Esteri russo, Lavrov, a versare altra benzina sul fuoco, dato che oggi ha dichiarato: "Con la Grecia, abbiamo rapporti di lunga data in tutti gli ambiti, compreso quello tecnico-militare. Ci aspettiamo che queste relazioni continuino. Stiamo preparando accordi supplementari che possano consolidare il quadro giuridico in questo campo. Manteniamo inoltre amichevoli contatti militari reciproci. Siamo interessati a questa collaborazione, ci aiuta a cooperare su tutta una serie di problemi molto importanti che richiedono il coinvolgimento delle forze armate, tra cui la pirateria, le emergenze e molti altri".

E' abbastanza, per capire dove può andare a finire questa situazione creata dalla Ue che respinge il piano del governo greco per uscire dal disastro in cui la Grecia è precipitata per colpa della troika? Noi pensiamo di sì.

Redazione Milano. 


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