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Max Parisi

VAROUFAKIS: ''ANCHE L'ITALIA A RISCHIO CRAC MI HANNO DETTO ALTI FUNZIONARI ITALIANI CHE CI DANNO RAGIONE MA HANNO PAURA''

domenica 8 febbraio 2015

"Ci troviamo in una situazione da vera e propria crisi umanitaria. Ci sono persone che dormono lungo le strade, che hanno fame, persone che avevano posti di lavoro, case, persino negozi, sino a due-tre anni fa e adesso non hanno niente. Noi dobbiamo occuparci di questa crisi, immediatamente, perche' non e' giusto, perche' una capitale europea che vive una crisi umanitaria cosi' grande non ci portera' in un Europa piu' democratica. Questa e' la prima priorita'".

Cosi' il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis dice in un' intervista al programma "Presa diretta" che andra' in onda oggi, domenica 8 febbraio su Rai 3 alle 21.45. Qua, alcuni stralci della sua corposa intervista.

"La seconda priorita' e' che dobbiamo presentare una serie di proposte sul tavolo dell'Unione Europea, della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale, per porre fine a questo circolo vizioso che noi stessi stiamo producendo, perche' ormai la crisi umanitaria ha superato i confini della Grecia e tocca tutta l'Europa. La terza cosa che dobbiamo fare e' presentare un elenco completo di riforme per cambiare questo Paese in maniera radicale, tale per cui se anche superiamo questa crisi , la Grecia non si debba mai piu' trovare nella situazione in cui si e' trovata nel 2010". E sull'Italia avanza considerazioni di un certo peso.

"Dei funzionari italiani, non vi dico di quale grande istituzione - dice il ministro delle Finanze greco - mi hanno avvicinato per dirmi che sono solidali con noi, ma che non possono dire la verita' perche' anche l'Italia e' a rischio bancarotta e temono conseguenze da parte della Germania.(...) noi greci non abbiamo il monopolio della verita'. Cio' che possiamo fare per il resto dell'Europa, e specialmente per l'Italia, e' aprire una porticina verso la verita'"

Alla domanda: "Voi volete rinegoziare il debito contratto con l'Europa, per investire nell'economia e fare ripartire il Paese. Secondo voi, la Germania perche' dovrebbe accettare queste condizioni?" il ministro Varoufakis risponde: "Nel 2010, lo Stato greco e' andato in bancarotta. E l'Europa ha risposto concedendo alla Grecia il prestito piu' grande di tutta la storia. Ora, anche un bambino di 8 anni poteva capire che la storia non era destinata a finire bene. Se sei in bancarotta, significa che non sei in grado di ripagare i prestiti che ti sono stati concessi. Non puo' funzionare. E questo e' il motivo per cui la Grecia oggi si trova in uno stato ancora peggiore rispetto al 2010. Il problema non e' che l'Europa non ci abbia dato denaro a sufficienza. Il problema e' che ce ne ha dato troppo e che meno del 9% di tutti questi soldi e' andato alla Grecia. Tutto il resto e' andato ad alimentare la finzione che stessimo ripagando il debito che non eravamo in grado di ripagare. Pertanto, cio' che noi oggi vogliamo spiegare ai nostri partner europei e' che questa irrazionalita' deve essere affrontata, una volta per tutte. E poi gli vogliamo dire che qui e' l'integrita' stessa dell'Europa che e' in gioco. Quando si dice ad un Paese dell'Europa "dobbiamo salvarvi", "dobbiamo mantenervi all'interno dell'euro", che si tratti dell'Italia che lo chieda alla Grecia, della Germania che lo chieda all'Italia, perche', diciamocelo, la situazione del debito italiano e' insostenibile, quando iniziamo a pensare in questo modo, l'Europa entra in un periodo di de-costruzione. Vogliamo davvero che l'Europa inizi a frammentarsi? E guardate che le uniche persone che alla fine traggono vantaggio da questa de-costruzione sono Marie Le Pen, quelli di Alba Dorata qui da noi, Nigel Farage in Gran Bretagna, tutti quelli che in definitiva odiano la democrazia europea. Io quindi metterei in guardia chiunque si accinga a pensare strategicamente di amputare la Grecia dall'Europa. Perche' questo e' molto pericoloso. A chi tocchera' dopo di noi? Al Portogallo? Cosa succedera' quando l'Italia scoprira' che e' impossibile restare all'interno della "giacca stretta" dell'austerity?" 

Alla domanda "Avrete messo in conto la possibilita' che se voi continuate, tirate dritto per la vostra strada la Grecia rischia di andare fuori dall'Euro? L'avete presa in considerazione questa eventualita'?" il ministro Yanis Varoufakis risponde: "L'uscita della Grecia dall'euro non e' una prospettiva che rientra nei nostri piani, semplicemente perche' riteniamo che l'Euro sia fragile. E' come quando si costruisce un castello di carte. Se togli la carta greca cascano anche le altre. L'Europa nasce per uscire per sempre dagli orrori della guerra e dei conflitti, per esplorare finalmente il terreno dei vantaggi reciproci".

Alla domanda "Tsipras dice che la vostra vittoria e' non solo la vittoria non di un partito, ma e' una svolta storica per l'Europa. Lei crede che questa voglia di cambiamento ci sia davvero in tutta Europa, pensa che vi sosterranno altri paesi, che altri vi seguiranno, tra cui l'Italia? Oppure alla fine vinceranno gli interessi, l'opportunismo, la sudditanza con la Germania?" il ministro Yanis Varoufakis risponde: "Dei funzionari italiani , non vi dico di quale grande istituzione, mi hanno avvicinato per dirmi che sono solidali con noi, ma che non possono dire la verita' perche' anche l'Italia e' a rischio bancarotta e temono conseguenze da parte della Germania. Una nuvola di paura negli ultimi anni ha avvolto tutta l'Europa. Insomma, stiamo diventando peggio dell'ex Unione Sovietica. Quindi per rispondere alla sua domanda io dico: noi greci non abbiamo il monopolio della verita'. Cio' che possiamo fare per il resto dell'Europa, e specialmente per l'Italia, e' aprire una porticina verso la verita'. Non possiamo trovare noi stessi la verita', ma possiamo aprire la porta e fare in modo che voi possiate raggiungerci. In questo modo potremo passare tutti dall'oscurita' dell'attuale austerity, verso la luce di un dibattito europeo razionale e ragionevole".

Alla domanda "Concretamente, secondo lei, da un punto di vista economico ce la puo' fare la Grecia?" il ministro Varoufakis risponde: "Noi proporremo che l'Europa intraprenda un new deal, come Roosevelt nel 1933, un new deal per l'Europa, finanziato dalla Banca Europea per gli Investimenti che deve aumentare di dieci volte i capitali finora investiti. Sono idee che interesseranno l'intera Europa. Non credo che noi abbiamo il diritto di chiedere per noi stessi delle cose che non chiediamo per i portoghesi, gli italiani o per gli irlandesi. E prima o poi la signora Merkel dovra' sedersi ad un tavolo con noi e spiegarci perche' le nostre proposte non vanno bene".

Allora, appuntamento in tivù stasera alle 21.45 su Rai3, per chi vuole ascoltare Varoufakis da vivo.

Redazione Milano


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