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VISTO DA VICINO: ECCO COSA PENSA E COSA VUOLE FARE VAROUFAKIS, L'UOMO CHE PROPONE ALL'EUROPA DI CAMBIARE VERSO (DAVVERO)

mercoledì 4 febbraio 2015

"Non abbiamo intrapreso questo tour di capitali per chiedere favori a nessuno, ma per stabilire un programma di lavoro comune sereno e razionale, in cui le esigenze di tutti i protagonisti sono correttamente sul tavolo. Dobbiamo tutti sedere dallo stesso lato del tavolo, non schierati uno contro un altro".

Sono le parole di Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze di Tsipras, riportate da 'Repubblica', all'indomani della visita del ministro all'ambasciata greca di Roma e alla vigilia dell'incontro con Schauble. "Il governo Tsipras è stato eletto con un mandato semplice: sollevare in Europa il problema della sostenibilità delle attuali politiche dell'euro - aggiunge Varoufakis - Cosa fa una banca quando un cliente va in difficoltà? Si siede al tavolo, discute e il più delle volte gli assegna qualche ulteriore fondo, con raziocinio, perché questo completi i suoi progetti e torni in bonis. Si chiama incentive compatibility. Un fallimento totale non è nell'interesse di nessuno".

La Grecia non chiede la cancellazione del debito, ma vuole dividere il debito: "300 miliardi in tre parti - spiega il braccio destro di Tsipras - Quella verso la Bce sarà saldata per intero e nei termini, ma la prima scadenza di 3,5 miliardi è il 20 luglio. Per le altre tranche, Fmi e Paesi, proponiamo la sostituzione con nuovi bond a interessi di mercato, oggi molto bassi, con una clausola: cominceremo la restituzione per intero quando si sarà riavviata in Grecia una solida crescita. Possiamo farlo senza mancare il pareggio di bilancio e finanziando al contempo iniziative di sviluppo purché ci si liberi dall'onere degli interessi". 

"Anche con l'Fmi abbiamo avviato il negoziato: non vedo perché non debba accettare una dilazione come fa sempre in casi del genere, almeno a fine anno", ha aggiunto Varoufakis, considerando che i primi prestiti scadono il 15 marzo per 1,9 miliardi e il 15 giugno per altrettanti. "Guardate che il link restituzione-crescita era previsto già negli accordi del 2010, solo che si basava su presupposti sballati - ha sottolineato il ministro greco - È vero che la congiuntura è andata in modo imprevisto: come diceva Galbraith 'le previsioni economiche servono per rivalutare gli astrologi'".

I futuri passi della Grecia saranno quattro: "Profonde riforme interne, per rendere la nostra economia sostenibile; ristrutturazione del debito nel presupposto che oggi l'indebitamento è insostenibile malgrado ci sia chi mette in giro voci contrarie; fissazione di una serie di obiettivi realistici da non mancare assolutamente; e riforma del metodo di governo dell'Europa, perché il problema non è la Grecia, ma la gestione complessiva dell'eurozona, che è concepita male e non potrà mai funzionare" prosegue Varoufakis. Il viaggio a Londra del ministro greco è andato molto bene: "nella comunità finanziaria britannica ho trovato riscontri favorevoli, a parte che hanno capito benissimo quali erano i nostri problemi pur essendo così distanti - racconta - Erano stupiti che un radicale di sinistra avesse stilato un piano degno di un bankrupt lawyer. Ma la Grecia, diciamolo chiaro, è fallita dal 2010. Non c'è nessuna ripresa, chi vuole farlo intendere dice il falso. Proprio per questo c'è bisogno di misure eccezionali".

Varoufakis ha poi annunciato che la Grecia non accetterà l'ultima tranche di finanziamenti della Troika: "Sui 7 miliardi previsti ne prenderemo solo 1,9 perché sono soldi nostri, i profitti che la Bce ha incassato da certi bond acquistati nel soccorso del 2010. Per favore, le diciamo, restituiteli. Per il resto la nostra richiesta è: sospendiamo qualsiasi operazione fino a giugno. Chiamiamolo periodo ponte. Intanto riflettiamo sulle misure da prendere per una soluzione stabile. È interesse non solo nostro ma di Italia, Francia, l'Olanda che ha un problema di debito privato, e così via". E conclude: "Ci vorrebbe una nuova Bretton Woods: del resto i disastri che quella conferenza affrontò non sono diversi dalla crisi attuale". 

Redazione Milano


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