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Max Parisi

I BUROCRATI DI BRUXELLES VOGLIONO IMPORRE AGLI AGRICOLTORI INGLESI COSA COLTIVARE NEI CAMPI (UE E' IN PREDA ALLA FOLLIA)

lunedì 2 febbraio 2015

LONDRA - E' abbastanza raro vedere un ministro protestare contro l'Unione Europea e per tale motivo la presa di posizione fatta pochi giorni da Liz Truss dovrebbe servire da monito per tutti coloro che obbediscono ai diktat dei parassiti di Bruxelles.

Per chi non lo sapesse, questa signora e' il segretario all'ambiente del Regno Unito e in tale veste ha usato parole pesanti per criticare la politica agricola dell'Unione Europea.

La signora Truss non e' per niente un'euroscettica e difatti e' convinta che far parte del mercato unico sia una cosa positiva, ma nonostante questo ritiene che molte direttive emanate dall'Unione Europea abbiano pesantemente danneggiato l'agricoltura britannica e imposto costi eccessivi a tutte le aziende agricole. Cose che sono accadute e accadono anche ai danni dell'agricoltura italiana, con la differenza che il ministro Martina del governo Renzi se ne guarda bene dal protestare, prono com'è ai diktat di Bruxelles.

Comunque, a far infuriare la signora Truss e' la direttiva che obbiga i contadini con un terreno agricolo superiore ai 30 acri (15 ettari) a piantare tre tipi diversi di prodotti agricoli al fine di garantire la fertilita' del suolo nel lungo termine e minimizzare l'impatto ambientale dell'agricoltura. Una cretinata solenne.

Tale regolamento e' stato pesantemente criticato dagli agricoltori britannici, perche' li obbliga a coltivare prodotti agricoli per cui non c'e' mercato, oppure che rendono pochissimo ecomicamente senza che ci siano, a loro dire, prove inconfutabili che tale sistema di coltivazione serva davvero a salvaguardare l'ecosistema e a proteggere il suolo, come provato dalle monocolture che ovunque nel mondo vengono praticate, Italia inclusa con il mais e il granoturco, per non dire delle risaie centenarie del pavese e del vercellese, i limoneti e aranceti del sud Italia, attivi dal Seicento.

E fermiamoci all'Italia, perchè se solo si osservasse cosa accade in Cina e in India, allora bisognerebbe affermare che milioni di ettari di entrambe queste grandi nazioni dovrebbero essere ormai terra sterile - secondo quanto sostengono gli euroburocrati incompetenti di Bruxelles - visto che sono coltivati a riso da millenni e ovviamente non mostrano alcun segno di quanto paventato dalla Ue per le coltivazioni intensive.

Altrettanto ovviamente, nessuno contesta la necessita' di introdurre regole per proteggere l'ambiente ma queste dovrebbero essere emanate dai singoli governi e non da anonimi burocrati che agiscono nell'ombra per conto di potenti lobby e per tale motivo la presa di posizione di Liz Truss e' stata accolta positivamente dalle associazioni agricole britanniche.

Se questo portera' a dei cambiamenti e' difficile dirlo anche perche' la revisione della politica agricola comunitaria non e' prevista prima del 2016 ma di certo questa critica riflette il crescente euroscetticismo dell'opinione pubblica del Regno Unito, oramai e' diventato impossibile da ignorare.

Sarebbe opportuno che anche in Italia quel ministro citato poco fa prendesse esempio da Liz Truss e protestasse contro i regolamenti dell'Unione Europea, ma per nostra sfortuna questo rimarra' solo un bel sogno. Anzi, un incubo per gli agricoltori italiani.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.


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