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Max Parisi

INCHIESTA FINANZIARIA / I FAMOSI ''MERCATI'' CHE NE PENSANO DELLE MOSSE DELLA BCE PREVISTE DOMANI? RISPONDONO GLI ANALISTI

mercoledì 21 gennaio 2015

MILANO - Che ne pensano gli analisti del 'quantitative easing' che con tutta probabilità domani la Bce è intenzionata a lanciare? Nelle sale operative e tra gli esperti di economia, si ha ancora fiducia in Mario Draghi, ma per sconfiggere la deflazione basterà? C'è qualche rischio per il piccolo azionista? E i mercati come reagiranno a caldo?

A quest'ultima domanda risponde Vincenzo Longo, market strategist di Ig: "Fino a 750 miliardi di acquisti è l'importo che i mercati stanno scontando in questo momento, quindi potrebbe essere sufficiente a non far innervosire gli operatori. Se invece l'operazione sarà intorno ai 500 miliardi è probabile che lasci l'amaro in bocca a molti - spiega - 1000 miliardi lascerebbero il mercato molto contento, e potremmo assistere ad ulteriori rialzi in Borsa".

"Storicamente Mario Draghi ha sempre dimostrato la sua capacità di saper interpretare le aspettative dei mercati e per questo motivo crediamo il volume dell'operazione potrebbe essere compreso tra i 500 e i mille miliardi - spiega Cosimo Marasciulo, responsabile portafogli obbligazionari governativi di Pioneer Investments - una dimensione che il mercato potrebbe apprezzare e che non interromperebbe il trend di deprezzamento dell'euro verso il dollaro in atto da inizio anno".

Ma proprio sulle fluttuazioni dell'euro, Filippo Diodovich, market strategist di IG, allerta i piccoli azionisti: "Bisognerà fare grande attenzione al mercato valutario, perché una manovra più espansiva porterà ulteriori pressioni ribassiste sull'euro. Molta attenzione se invece Draghi deludesse il mercato: ci sarà la direzione opposta con un apprezzamento dell'euro e gli indici potrebbero magari evidenziare un forte ribasso".

"Difficile fare previsioni, ma a questo punto la Bce dovrà qualcosa, altrimenti lo spread crescerà in modo pauroso in 48 ore" avverte Mariano Bella, a capo dell'ufficio studi di Confcommercio. "A mio avviso è più importante l'acquisto degli Abs (Asset Backed Securities, ovvero titoli garantiti da collaterali che sono a loro volta attività finanziarie o reali, ndr) se ci sarà da parte degli Stati la garanzia sui titoli 'mezzanine', un po' in stile stile 'bad bank'. Tutto ciò potrebbe togliere crediti deteriorati dalla pancia delle banche, migliorandone il patrimonio".

Però, c'è anche un secondo rischio, secondo Marasciulo: "Non è chiaro se vi sarà una 'mutualizzazione del rischio' relativo ai titoli acquistati fra le diverse banche centrali o se il rischio di ciascun Paese sarà in capo alla rispettiva banca centrale. Questa seconda opzione potrebbe venir accolta molto negativamente dal mercato anche se a livello monetario non vi saranno al momento impatti". 

"L'attuale livello di inflazione dell'area Euro è molto inferiore al target del 2% prefissato dalla Bce e un'operazione del genere avrebbe l'obiettivo di limitare le aspettative di un'ulteriore discesa dell'inflazione - aggiunge Marasciulo - nei nostri portafogli stiamo aumentando l'esposizione ai titoli indicizzati all'inflazione e riducendo le posizioni in titoli di Stato tedeschi perché i rendimenti sui titoli decennali della Germania appaiono molto bassi in vista di una possibile ripresa dell'economia dell'area euro".

"Tutto ciò può funzionare, ma abbiamo smesso di parlare di economia reale, proprio come dopo il 2007: se pensiamo di uscire dalla crisi così, non va bene - però avverte Bella - e l'auspicio è che l'operazione aumenti la liquidità, e che quindi le banche aumentino il credito". Servirebbe forse, come si fece negli Usa, un acquisto di corporate bond: "E' difficile che succeda - spiega Diodovich - sarebbe interessante perché rappresenterebbe un'iniezione di liquidità alle imprese, che potrebbero tornare ad espandersi. La crisi è stata infatti quella del mercato del credito. Ma ci sono molti ostacoli nel consiglio direttivo".

Resta quindi un parere unanime: o la Bce fa qualcosa adesso, o i mercati saranno colpiti da una tempesta finanziaria irrefrenabile. Tuttavia, la Bce si è infilata in vicolo cieco: se si allineerà ai voleri tedeschi, fallirà gli obbiettivi, se invece tradirà la Germania, la stessa esistenza dell'euro sarà messa in discussione, per non dire di peggio. Anzi, di meglio...

Redazione Milano.


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