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Max Parisi

IL CAOS DEL GAS RUSSO / MOSCA AVVERTE KIEV, PAGATE O LO TAGLIAMO E ALLA UE: VENITE A PRENDERLO IN TURCHIA SE LO VOLETE!

martedì 20 gennaio 2015

La Russia muove ancora la leva del gas e lancia messaggi a Unione europea e Ucraina. Alla prima avverte che, se davvero vuole il gas russo, dovrà andarselo a prendere in Turchia, dove le forniture destinate all'Europa sudorientale saranno portate dopo lo stop al progetto di gasdotto South Stream. A Kiev invece intima di pagare il debito arretrato - 2,4 miliardi di dollari - e chiarisce che il regime di prezzo scontato previsto in base a un precedente accordo finirà il primo aprile. Dopo, dovrà pagare a prezzo pieno.

"Il South Stream era un buon progetto e noi ci abbiamo lavorato seriamente. La decisione che la Russia ha preso non è stata politica, non è stata solo emozionale, ma legale", ha detto, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, il primo minsitro Dmitri Medvedev. "Siamo stati costretti - ha aggiunto - a rinunciare al progetto". E a costringerli è stata, soprattutto la Commissione europea, che ha posto dei vincoli. "E' triste, ma la vita va avanti. C'è una serie di altre idee. Noi siamo pronti a fare affari, ma su termini che ci permettono un accordo".

South Stream era un progetto all'origine italo-russo per la costruzione di un gasdotto che, attraversando il mar Nero, avrebbe dovuto portare il gas russo in Europa senza passare per Paesi terzi, in primis l'Ucraina. Il progetto, mai apprezzato a Bruxelles, è stato messo in soffitta a inizio dicembre, quando Mosca ha annunciato che avrebbe trasportato il suo gas in Turchia, sempre via gasdotto, dove costruirà un hub per una capacità di 63 miliardi di metri cubi all'anno. 

Nonostante il deterioramento dei rapporti con l'Occidente abbia spinto la Russia a guardare con più attenzione all'Asia orientale, in particolare alla Cina, per l'Europa la Russia resta sempre un fornitore cruciale per la politica dei prodotti energetici indispensabili al Vecchio Continente che ne ha un bisogno vitale..

I Paesi Ue importano più di un terzo del loro fabbisogno di gas dalla Russia e alcuni dei Paesi Ue, soprattutto quelli dell'area ex comunista, ne sono completamente dipendenti. Il ministro dell'Energia russo Alexander Novak ha detto di aver comunicato al commissario Ue all'Energia Maros Sefcovic che i Paesi europei, se vogliono il gas russo, dovranno andarselo a prendere in Turchia. "Sefcovic è stato informato da me a dicembre, la Russia ha raggiunto la decisione di costruire un nuovo gasdotto nel territorio turco e di costruire un hub lungo il confine tra Turchia e Grecia per la fornitura di 63 miliardi di metri cubi di gas", ha detto Novak, secondo quanto riferisce Interfax. "E - ha aggiunto - una decisione che è stata già presa e Gazprom sta prendendo tutte le necessarie misure con i partner turchi per realizzare il progetto".

Quindi, la Commissione europea, con i Paesi consumatori nell'Europa sudorientale e centrale, devono prendere una decisione il prima possibile per sviluppare la loro infrastruttura per la consegna di questi volumi ai consumatori europei, ha detto ancora il ministro. 

All'Ucraina, con la quale i rapporti sono sempre estremamente tesi per via del conflitto nella parte orientale del Paese, il monopolista russo Gazprom ha comunicato che deve pagare 2,44 miliardi di dollari di arretrato, una botta per i conti disastrati di Kiev, ma una botta annunciata, dato che sa benissimo di consumare gas a credito senza aver onorato i pagamenti stabiliti al prezzo concordato addirittura in sede Ue.

"Oggi Gazprom ha scritto a Naftogaz Ukrainy (l'operatore ucraino, ndr.), informando loro che 2,196 miliardi dovranno essere pagati, assieme alle relative penali - per un totale di 2,44 miliardi - dovranno essere pagati", ha detto il numero uno di Gazprom Alexei Miller. Miller inoltre ha chiarito che la validità degli sconti finirà il primo aprile. "Lo sconto, che è stato fornito dalla Russia in accordo con un ordine del governo, s'interromperà e, dal primo aprile, le forniture di gas saranno effettuate in stretto accordo con il contratto" ha detto ancora Miller. 

Ma l'inverno è ancora lungo, e fine marzo è lontana. Ora, la Ue ha una sola possibilità a disposizione, se non vuole che nella prossima primavera la Russia ciuda i rubinetti del gas all'Europa: pagare per conto dell'Ucraina. Già, ma chi esattamente scucirà quasi due miliardi e mezzo di dollari in contanti? Di sicuro non la Ue nello stato attuale delle sue finanze, che sono disastrate al punto da non essere stato deciso come fare fronte ai debiti, che superano i 140 miliardi di euro. Anche questi, in contanti. 

Redazione Milano.


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