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Max Parisi

DODICI SONDAGGI CONSECUTIVI - L'ULTIMO E' DI OGGI - ASSEGNANO LA VITTORIA A SYRIZA ALLE ELEZIONI POLITICHE IN GRECIA

lunedì 19 gennaio 2015

Alexis Tsipras vincera' le elezioni politiche in Grecia del 25 gennaio: lo prevedono ben 12 sondaggi d'opinione svolti nelle ultime ore, e anche uno studio statistico dell'Universita' della Macedonia. Il quotidiano Kathimerini fa infatti una media tra i vari rilevamenti: secondo questo "sondaggio dei sondaggi", il movimento guidato da Tsipras, Syriza, otterrebbe il 29,5% dei consensi, Nea Dimokratia 25,7%; To Potami (centrosinistra) 6%; Alba Dorata 5,2%, Kke (comunisti) 4,8%; Pasok 4%, Greci indipendenti 2,6%, Kinima (Socialdemocratici) 2,2%. In media, il 10,9% dei greci e' indeciso su chi votare.

La soglia per entrare in parlamento e' del 3%. Se si ipotizza che quel 10,6% decida alla fine di votare per qualcuno dei partiti in lizza, un calcolo di probabilita' farebbe arrivare Syriza al 34,7% e ND al 30,2%, con il resto dei voti sparsi tra le forze piu' piccole. Il quotidiano nota pero' come sia difficile prevedere se Syriza riuscira' a formare un governo monocolore; cio' dipende dal numero di partiti minori che entreranno o resteranno esclusi dal Parlamento.

Piu' ne restano fuori, piu' bassa sara' la percentuale di voti necessaria al partito vincente per governare senza alleanze. Se i piccoli partiti prenderanno il 12% complessivo dei voti, ad esempio, il partito di maggioranza relativa otterra' i 151 seggi necessari (su 300) con il 35,6% dei voti (la maggioranza relativa garantisce un bonus di 50 seggi). Secondo il giornale, i partiti da tener d'occhio in questa prospettiva sono il Kinima di George Papandreou e i Greci Indipendenti, il cui ingresso in Parlamento e' assai incerto. Intanto, quando manca solo una settimana al voto, sembrano gia' iniziate manovre per formare possibili alleanze per il post-elezioni: se da una parte, in un'intervista ad AffariItaliani.it, Dimitris Koutsoumpas, segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Greco Kke, chiude a ogni accordo con Tsipras che, dice, rappresenta una "finta sinistra" che collabora con i poteri forti internazionali, segnali di segno opposto vengono dal vicepremier e leader del Pasok, Evangelos Venizelos.

Per il capo dei socialisti "c'e' bisogno di un governo di unita' nazionale con tutte le forze democratiche, se possibile progressiste, che credano nel futuro della Grecia nell'euro". Nel caso Tsipras vinca le elezioni, Venizelos appoggerebbe il prossimo governo, ma solo "se non crea rischi per il futuro della Grecia e dell'Unione europea e se segue l'unica strategia plausibile, un piano di uscita dalla crisi, in collaborazione con i nostri partner".

E mentre un sondaggio condotto dalla societa' Kapa Research, per conto del settimanale To Vima, rivela che l'86% degli intervistati considera le elezioni del 25 gennaio decisive per il futuro della Grecia, al centro del duro confronto politico tra i leader dei partiti - soprattutto tra Antonis Samaras, e Alexis Tsipras - si trovano i programmi economici dei due partiti.

Samaras, parlando a Kalamata, nel Peloponneso, si e' detto ottimista per la vittoria di Nea Dimokratia nelle elezioni della domenica prossima, "per garantire la stabilita' politica e il cammino della Grecia nell'Unione europea", accusando Syriza e il suo leader, Alexis Tsipras, "di rappresentare il lobby della dracma".

Da parte sua il leader di Syriza, parlando a Volos, nella Grecia centrale, ha tra l'altro accusato il premier di considerare gli elettori tradizionali di Nea Dimokratia di sua proprieta', per affermare che "egli verra' smentito dai fatti". "Invito tutti coloro che hanno votato Nea Dimokratia nelle elezioni del 2012 di venire con noi", ha aggiunto il leader di Syriza.

"Dateci la forza di rivendicare una soluzione migliore per la nostra patria, nell'ambito dell'euro", ha detto Tsipras, che giovedi' guidera' una grande manifestazione di Syriza ad Atene con accanto il leader degli 'indignados' spagnoli di Podemos, Pablo Iglesias, il cui movimento si avvia a ottenere due clamorosi successi: tanto alle elezioni amministrative di primavera, quanto alle politiche in autunno. Del 2015, l'anno che cambierà la storia d'Europa. 


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