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Max Parisi

L'ISLANDA RITIRA UFFICIALMENTE LA DOMANDA DI ADESIONE ALLA UE! E IL PIL CRESCE DEL 5% DAL 2013 (L'82% NON VUOLE L'EURO)

lunedì 19 gennaio 2015

Lo spauracchio della Grecia che esce dall'euro è sventolato ovunque, sui giornali e le televisioni italiane, mentre è passata - volutamente - inosservata una notizia che dà molto bene l'idea di quanto sia ormai al lumicino tanto l'euro quanto la stessa Unione europea che l'ha voluto. L'Islanda ha deciso di ritirare volontariamente la domanda di adesione alla Ue - e all'euro - presentata cinque anni fa, nel 2009. 

Dopo aver deciso quattro anni fa, di non salvare le sue banche private fallite per colpa di spericolate e truffaldine operazioni finanziarie speculative di banchieri senza scrupoli, e dopo averli anche portati in tribunale, sotto processo per i disastri che hanno provocato sia in Islanda che nel resto d'Europa, adesso il governo islandese ha fatto il definitivo passo per sganciarsi dal barcone Ue che sta affondando, sommerso dalle ondate di deflazione e zavorrato da un euro sbagliato e nefasto. 

Si ha notizia che il partito conservatore "Independence Party" appoggerà una nuova legge  in Parlamento per ritirare e cancellare la domanda di adesione dell’Islanda all’Unione europea.

La notizia è stata confermata ieri da Bjarni Benediktsson, il ministro delle Finanze e presidente del partito, in un’intervista con l’emittente di stato RÚV, riportano tutti i giornali islandesi (e neppure uno italiano)

Un po' di storia.

Reykjavik aveva presentato la domanda di adesione nel 2009, nel pieno di una profonda crisi che aveva colpito l’economia nazionale. Ma nel 2013 il nuovo governo islandese, formato da una coalizione di partiti e movimenti euroscettici, aveva congelato i negoziati per l’adesione nella UE. Una delle ragioni è stato lo scoppio delle tensioni tra l’Unione Europea e l’Islanda provocato dalla politica comunitaria sulla pesca. Le quote sul pesce pescato di Bruxelles non soddisfano Reykjavik, scrivono i giornalisti di Wsi, ma la vera ragione è molto, ma molto più importante e profonda. 

Dal 2013, il Pil dell'Islanda cresce di un gigantesco 5%: è un tasso di sviluppo dell'economia che non ha rivali in Europa, anche l'ottima crescita della Gran Bretagna, che nel 2014 ha superato il 3%, risulta seconda a quella dell'Islanda. L'unica nazione al mondo che sta facendo lo stesso sono gli Stati Uniti e meglio, solo la Cina (+7% previsto nel 2015).

E' evidente che con un'economia così florida e ben avviata a continuare in questa direzione, l'adesione alla Ue avvelenata dalla deflazione e con una Bce che pretenderebbe  - poi - di controllare e comandare nella finanza islandese, è una vera follia. Che infatti è stata rigettata come tale.

Quanto all'euro, in Islanda l'utlimo sondaggio di dicembre 2014 dava la valuta unica europea "gradita" solo dal 18% dei cittadini islandesi, contro l'82% che considera l'euro "dannoso" e "pericoloso" per l'economia e i risparmi. 

Max Parisi

 

 


L'ISLANDA RITIRA UFFICIALMENTE LA DOMANDA DI ADESIONE ALLA UE! E IL PIL CRESCE DEL 5% DAL 2013 (L'82% NON VUOLE L'EURO)




 
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