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Max Parisi

''PERCHE' L'EURO CHE SI E' SVALUTATO DEL 26% SULL'USD E DEL 20% SUL CHF VA BENE, E SE TORNASSE LA LIRA SVALUTATA, NO?''

lunedì 19 gennaio 2015

Con una mossa a sorpresa, giovedì la Banca Centrale Svizzera ha sganciato il franco svizzero dal cambio "fisso" di 1,20 con l'euro e nel giro di un paio d'ore la moneta unica ha perso circa il 20% del suo valore rispetto alla valuta elvetica.

Del pari, l'euro, ha perso circa il 26% sul dollaro dal picco del 2008 e ben il 13,82% dal primo aprile dello scorso anno.

Perchè citiamo questi dati? Perchè proprio in quel periodo, vale a dire in piena campagna elettorale per le elezioni europee, gli economisti italiani più acclamati, Zingales, Baglioni, o Biasco, giusto per non fare nomi, esortavano gli italiani a dare un convinto e chiaro voto a favore dell'euro, paventando catastrofi in caso di uscita dalla moneta unica, prima fra tutti una drammatica svalutazione che avrebbe fatto infiammare l'inflazione e distrutto l'economia ed i risparmi del nostro paese.

Questi economisti paventavano una svalutazione nell'ordine del 50% ed un'inflazione non molto diversa. La loro convinzione, dunque, era che un'elevata svalutazione della nuova moneta avrebbe avuto conseguenze disastrose sui risparmi degli italiani e sulla vita quotidiana, con i prezzi della benzina, ad esempio, assolutamente fuori controllo.

Bene: gli stessi economisti, ora, stanno esaltando il quantitative easing proposto da Draghi, che dovrebbe portare a... una svalutazione dell'euro nell'ordine di almeno il 30% rispetto al dollaro ed alle altre valute forti, come il franco svizzero.

Eh, sì, perchè il quantitative easing, aumentando la massa monetaria in circolazione ha come effetto principale la perdita di valore della moneta rispetto alle altre.

Non a caso, i mercati hanno già iniziato a "scontare" l'euro sul dollaro, sceso ad 1,15 sul biglietto verde rispetto all'1,39 di quando gli economisti esortavano a votare per i partiti pro euro. Una bella botta di svalutazione che li vede stranamente silenti quando non apertamente favorevoli alla mossa del governatore della BCE.

Scusate, ma la svalutazione è svalutazione, per cui se è "cattiva" per la nuova lira, dovrebbero esserlo anche per il tanto amato "euro", di cui tra l'altro questi economisti lodavano la forza sul mercato.

Baglioni, ad esempio scriveva su lavoce.info "È vero che l’impatto immediato della svalutazione sarebbe un guadagno di competitività. Tuttavia, esso sarebbe presto compensato  dalla ripresa dell’inflazione, dovuta alla svalutazione della “nuova lira”: la spirale svalutazione-inflazione è un fenomeno che l’Italia conosce bene, alla luce dell’esperienza degli anni Settanta-Ottanta!" il 10 aprile del 2014 e "La liquidità immessa verrà in parte usata da chi la riceve per comprare attività estere, facendo così cadere il valore dell’euro rispetto alle altre valute. La svalutazione favorirà le nostre esportazioni nette." il 16.12.2014. So che può sembrare strano, eppure siamo in presenza dello stesso autore, ve lo posso garantire!

Francamente rimango piuttosto interdetto di fronte a scritti del genere. So per certo che il prof Baglioni saprà spiegare per filo e per segno perchè la svalutazione della nuova lira sarebbe pericolosissima, mentre quella dell'euro sarebbe bellissima, con argomenti ricchi di grafici ed equazioni. In fondo lui è un economista di professione, come i suoi colleghi citati prima (per la cronaca, anche Zingales è a favore del quantitative easing), proprio come quelli che sono riusciti a portare in deflazione un intero continente e, dopo aver provocato il disastro, chiedono carta bianca per risolverlo.

La realtà è che siamo in presenza di un sistema che "vieta" qualsiasi discussione sull'euro e sul suo disastro, una sorta di autocensura da parte di politici ed economisti che pur di non ammettere il fallimento della moneta unica e di questa ue è in grado di dire tutto ed il contrario di tutto rimanendo assolutamente impassibile, come ben documentato da Alberto Bagnai in "L'Italia può farcela".

Tuttavia non è con questo atteggiamento che si può sperare di uscire dalla crisi: sarebbe molto meglio ammettere di aver sbagliato e tornare indietro (leggasi monete nazionali), piuttosto che affrontare pericolose arrampicate sugli specchi per dimostrare di vivere nel miglior mondo possibile.

Lo sganciamento del franco svizzero dal cambio fisso con l'euro e l'aumento dei tassi negativi (ovvero paghi perchè le banche svizzere ti tengano i soldi in banca) per scoraggiare il deposito di euro convertiti in franchi svizzeri nei forzieri elvetici la dice lunga su quale sia lo stato di salute della moneta unica. A prescindere dalle giravolte più o meno disinvolte degli economisti.

Luca Campolongo

www.sosimprese.info

consulenza@sosimprese.info

 


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