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Max Parisi

FISCO IMPONE TASSE ALLE IMPRESE PARI AL 65,4% DEGLI UTILI: SIAMO IL 141° POSTO AL MONDO DOVE CREARE AZIENDE, CARO RENZI

giovedì 15 gennaio 2015

L'Italia resta di gran lunga la peggiore nazione d'Europa per quanto riguarda le tasse sulle imprese. Lo dimostra un'elaborazione del Centro studi "ImpresaLavoro" sui nuovi dati riferiti al 2014 contenuti nel rapporto Doing Business 2015. Nella valutazione generale (rank -ndr) che misura la facilita' per le imprese del sistema fiscale, l'Italia si classifica ultima a livello continentale e 141esima nel mondo, riuscendo a fare addirittura peggio dell'anno scorso quando si classifico' 137esima. Alla faccia delle "riforme" volute da Renzi.

Un risultato determinato da un mix micidiale composto da pressione fiscale elevata, sistema fiscale complesso, tempi lunghi anche per pagare quanto dovuto allo Stato. Tra i Paesi dell'Europa a 28 la palma di miglior sistema fiscale va all'Irlanda, seguita dalla Danimarca e dal Regno Unito.

Dietro, ma comunque meglio dell'Italia, tutte le tradizionali economie dell'area euro: l'Olanda e' sesta, la Germania 18esima, la Spagna 20esima e la Francia 25esima. In termini di Total Tax Rate sulle imprese l'Italia ha un mostruoso prelievo complessivo del 65,4%. Avete letto bene: 65,4%. Praticamente, non ha più senso fare l'imprenditore in Italia perchè oltre i due terzi dei guadagni li rapina lo stato con una mitriade di tasse sulle imprese.

Un 65,4 % battuto in Europa e nel modo solo dalla Francia di Hollande, che ha portato la pressione fiscale sulle imprese al 66,6%, devastando l'economia che infatti va malissimo.

Anche volendo tralasciare sistemi di particolare favore verso le imprese come quello croato (Total Tax Rate al 18,8%) e irlandese (25,9%), non si puo' fare a meno di notare come, tranne la Francia di cui si e' detto, nessuno dei nostri partner tradizionali a livello comunitario sconti una pressione fiscale cosi asfissiante: la Germania si ferma a 16,6 punti percentuali di Total Taxe Rate in meno (48,8%) e anche Grecia (49,9%), Portogallo (42,4%) e Spagna (58,2%) fanno meglio di noi.

Per tacere di una grande economia matura come quella del Regno Unito che riesce comunque a garantire alle sue imprese un prelievo statale complessivo del 33,7%. Al prelievo elevato, nel nostro Paese, si associa anche un sistema burocratico particolarmente complicato. Tra Ires, Irap, tasse sugli immobili, versamenti Iva e contributi sociali in Italia un imprenditore medio effettua in un anno 15 versamenti al fisco, 6 in piu' di un suo collega tedesco, 7 in piu' di un inglese, di uno spagnolo o di un francese e 9 in piu' di uno svedese. 

Per essere in regola con il fisco le aziende italiane sono costrette ad occupare una parte consistente del loro tempo: con 269 ore l'anno impiegate per adempimenti fiscali, l'Italia e' sesta in Europa e prima tra le grandi economie per il tempo impegnato a... pagare le tasse!  

Un'azienda tedesca ha bisogno di "sole" 218 ore all'anno (51 in meno) e fa comunque peggio di Spagna (167 ore, 102 in meno dell'Italia) e Francia (137 ore, 132 in meno). Particolare la situazione del Regno Unito: a un sistema fiscale gia' leggero in termini quantitativi si accompagna un sistema di pagamento molto semplice. Gli imprenditori inglesi effettuano in un anno una media di 8 versamenti al fisco, occupando "solo" 110 ore del loro tempo, meno della meta' di un imprenditore italiano. 

Come mostrano questi dati, il vero e unico problema dell'Italia produttiva NON è il costo del lavoro e tanto meno l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il vero problema è fare impresa in Italia dove o stato non tassa, rapina e depreda le aziende produttive, con un governo che è complice di questa devastazione. Un governo che toglie diritti a chi lavora e ruba i guadagni ai datori di lavoro.

Un'infamia che ha portato l'Italia nella situazione in cui si trova: in rovina.

Max Parisi

 

 


FISCO IMPONE TASSE ALLE IMPRESE PARI AL 65,4% DEGLI UTILI: SIAMO IL 141° POSTO AL MONDO DOVE CREARE AZIENDE, CARO RENZI


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