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Max Parisi

MASSACRO DI TERRORISTI ISLAMICI A PARIGI: DUE KILLER ENTRANO ALL'HEBDO' E UCCIDONO 10 GIORNALISTI, POI DUE POLIZIOTTI

mercoledì 7 gennaio 2015

PARIGI - E' di almeno 10 morti il primo bilancio di un attacco alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo' sul boulevard Richard-Lenoir, in pieno centro di Parigi. Lo riferisce su Twiter LE Figaro'. Charlie Hebdo, piu' volte finito nel mirino degli integralisti islamici per aver irriso la figura del Profeta Maometto. Due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella redazione e hanno cominciato a sparare con kalashnikov. Secondo le Figaro, e' stato ferito anche un poliziotto giunto sul posto. Un quotidiano francese 20Minutes e' riuscito a contattare per telefono un dipendente del quotidiano il quale gli ha detto che "e' un vero massacro, ci sono dei morti". Poi la linea e' caduta. (1- segue)

Due (forse tre) uomini che stamane hanno assalito la sede di Charlie Hebdo, in pieno centro di Parigi, sono poi fuggiti su un'auto, abbandonandola poco dopo per impossessarsi di un'altra. Lo riferisce France Info, ipotizzando dunque che il piano fosse ben organizzato. Ci sono testimonianze che riferiscono inoltre che i due conoscevano i nomi di alcuni dipendenti del periodico. La zona, in boulevard Richard-Lenoir, XI arrondissement, e' stata ovviamente tutta bloccata: nell'edificio al momento possono entrare solo agenti, polizia e magistrati. Il procuratore di Parigi e' gia' arrivato insieme al sindaco, Anne Hidalgo, il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve e a Jean-Paul Huchon, il presidente del Consiglio regionale. Sul posto c'e' il presidente, Francois Hollande e il premier Manuel Valls. E' intanto stato elevato il livello di allerta in tutta l'Ile de France: al momento e' ad 'allerta attentati', il livello piu' alto, secondo il sistema di sicurezza interno. Dalle foto sugli edifici circostanti, si vede che anche le vetrine di un negozio vicino all'edificio sede del settimanale sono stati raggiunti dai proiettili. (2 -segue)

La storia del giornale.

Con humour caustico e spirito irriverente, il settimanale satirico francese Charlie Hebdo non ha mai rinunciato all'ironia in punta di penna (e di matita) e alla difesa dei diritti e delle liberta' individuali. A partire dal 1960, quando ancora si chiamava Hara-Kiri e si autodefiniva un "giornale stupido e cattivo", e' stato protagonista di innumerevoli battaglie e polemiche. Nel 1970, in occasione della morte di Charles De Gaulle, l'Hebdo scandalizzo' la Francia con una copertina dal titolo "Bal tragique a Colombey, un mort", ballo tragico a Colombey (la residenza del Generale), un morto. Un'iniziativa che il ministero dell'Interno censuro' con il blocco delle pubblicazioni e l'interdizione dello staff, diretto da Francois Cavanna.

Disegnatori e giornalisti non si diedero per vinti e aggirarono il divieto dando vita al Charlie Hebdo, riferimento al celebre Charlie Brown dei Peanuts. Vicino alla gauche ma pungente anche con gli esponenti di centrosinistra, l'Hebdo balzo' di nuovo alle cronache nel 1992, con la pubblicazione di una tribuna dibattito intitolata 'Coraggio intellettuale' e dedicata all'opera di Oriana Fallaci 'La rabbia e l'orgoglio'. Nell'articolo si parlava di una "crociata" dell'Islam verso l'Occidente: parole che suscitarono un coro di polemiche e l'accusa di contenuti razzisti. Ma e' nel 2006 che l'Hebdo divenne noto al pubblico internazionale con la scelta di ripubblicare le dodici controverse vignette su Maometto del giornale danese Jyllands-Posten. Le vendite balzarono in un giorno dalle 140mila alle 400mila copie, facendo adirare il mondo islamico e spingendo il Consiglio francese del culto musulmano a chiedere il ritiro delle copie dalle edicole. Incriminato per razzismo, l'allora direttore Philippe Val fu assolto l'anno dopo da un tribunale francese. La battaglia contro i tabu dell'estremismo islamico e' proseguita nel tempo, fino all'ultima provocazione: il numero speciale dedicato alla vittoria degli islamisti in Tunisia. In copertina spicca una sacrilega immagine di Maometto che promette "cento frustate se non morite dal ridere". "Si', l'Islam e' compatibile con l'umorismo", hanno scritto i redattori del settimanale', disegnandovi accanto il Profeta islamico con un naso rosso da clown. Prima che l'edizione arrivasse nelle edicole, la sede della rivista e' stata distrutta da un incendio provocato da un lancio di molotov. 

max parisi


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