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Max Parisi

GERMANIA E FRANCIA PREPARANO LA FINE DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA, CHE POTREBBE ESSERE DECRETATA IL PROSSIMO 15 GENNAIO

lunedì 5 gennaio 2015

Il club "normanno" della diplomazia al lavoro per una soluzione del conflitto in Ucraina si riunisce oggi a Berlino, per preparare il summit di Astana del prossimo 15 gennaio, che dovrebbe portare nella capitale kazaka Vladimir Putin, il collega ucraino Petro Poroshenko, il capo dello Stato francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel. E' questo, appunto, il formato "normanno", dal primo scambio di vedute tra Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko a giugno 2014, alle celebrazioni del 70esimo anniversario dello sbarco alleato.

E dalle consultazioni in Kazakistan potrebbero presto sortire una svolta: dalla Germania e dalla Francia nelle ultime ore sono arrivate importanti dichiarazioni sulla possibilità di revocare le sanzioni contro la Russia, ma il capo del Cremlino sa bene che serve qualcosa di concreto perché questo avvenga.

Così, da oggi entrano nel vivo i negoziati per un'intesa almeno di massima che trasformi la tregua rinnovata nell'Est ucraino in un periodo di transizione verso la pace vera e propria. Quello di oggi nella capitale tedesca "sarà un incontro meramente pratico - ha dichiarato all'agenzia Tass il viceministro russo degli Esteri Grigory Karasin - la cosa principale è discutere i preparativi e, naturalmente, l'applicazione degli accordi di Minsk". L'Ucraina, ha confermato la sua partecipazione. Secondo fonti russe, presto ci dovrebbe essere un incontro a livello di ministri degli Esteri. A remare a favore di un'intesa meno precaria della tregua in vigore, sempre sulla base degli Accordi di Minsk, ci sono le comuni difficoltà, acuite dalla stagione invernale.

Quelle dell'Ucraina, alle prese con le crescenti spese della guerra nel Sud-Est in un momento in cui il Fondo Monetario Internazionale pone condizioni stringenti per erogare altri aiuti. Quelle dello stesso Donbass, dove l'inverno ha reso drammatiche le condizioni umanitarie, ponendo problemi di gestione quotidiana sempre più gravi e solo in piccolissima parte alleviati dai "convogli umanitari" in arrivo dalla Russia, da dove proprio oggi ne è atteso un altro, l'undicesimo dall'inizio del conflitto.

Anche Mosca ha tutti i motivi per cercare di mettere in piedi un'intesa per il Sud-est ucraino, che permetta all'Ue di revocare le sanzioni. Insomma, tanto la Germania quanto la Francia hanno capito che la via delle sanzioni - volute dagli americani e della Nato - è nefasta sia per la Ue sia per la stessa Ucraina, ormai in ginocchio. E dannosa per la Russia, ma in modo certo minore.

Oggi, infatti, di fine delle misure punitive contro la Russia ha parlato il presidente Hollande. Le sanzioni vanno revocate "se ci sono progressi" verso una soluzione del conflitto in Ucraina - ha detto il capo dello Stato francese - vado ad Astana il 15 gennaio, a una condizione: che possano esserci dei nuovi progressi. Se è tanto per riunirsi, per parlarsi senza vedere passi avanti, non ne vale la pena. Ma penso che ne vedremo". La Germania da parte sua ha escluso la possibilità di un ulteriore giro di vite nelle sanzioni, paventato invece dagli Usa. Un inasprimento delle misure potrebbe destabilizzare ulteriormente la situazione in Russia e far precipitare il Paese nel caos, ha detto il vicecancelliere e ministro dell'Economia tedesco Sigmar Gabriel, in un'intervista al domenicale Bild am Sonntag. "Noi vogliamo aiutare a risolvere il conflitto in Ucraina, non mettere in ginocchio la Russia", ha sottolineato.

Un modo per dire che le sanzioni stanno devastando sia la Ue sia la Russia sia l'Ucraina. Potrebbero davvero finire presto, se non addirittura il prossimo 15 gennaio.  

Redazione Milano


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