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Max Parisi

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG: ''IL FRONTE FAVOREVOLE ALLA CONTINUAZIONE DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA E' INCRINATO''

lunedì 22 dicembre 2014

BERLINO - A pochi giorni da Natale, i capi di Stato e di governo dell'Unione Europea hanno espresso una "tormentata armonia" in merito alla politica delle sanzioni contro la Russia. E' vero che al vertice dello scorso fine settimana i leader comunitari sono stati molto vicini ad una spaccatura sulla politica da adottare nei confronti della Russia, ma sin dal principio hanno tentato di mantenere almeno un'apparenza di unione nella condanna al presidente russo Vladimir Putin. Un velo d'ipocrisia che però sembra avere i minuti contati. E ne scrive l'autorevole quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung

"L'Unione terra' fede alla sua linea; il Consiglio europeo e' pronto, se necessario, a fare un ulteriore passo avanti", si legge nel comunicato diffuso a margine del vertice. Ma questa e' solo una mezza verita, per la Faz: in realtà diversi leader vorrebbero che la morsa sanzionatoria fosse allentata.

Dalle indecisioni non è "immune nemmeno la Germania" sentenzia il primo quotidiano tedesco: il socialdemocratico tedesco esperto di politica estera, Ralf Mutzenich, si e' detto favorevole ad un'interruzione delle sanzioni contro la Russia nel caso in cui nell'Est dell'Ucraina venisse rispettata la tregua e venissero soddisfatte altre condizioni. Le sanzioni non sono fine a se stesse, ha dichiarato Muetzenich ai media. "Se nelle prossime settimane venisse rispettata la tregua nell'Est del Paese e se venisse applicato l'accordo di Minsk con la creazione di un'atmosfera di fiducia, anche le sanzioni potrebbero essere ridotte passo dopo passo".

L'accordo di Minsk - va precisato - prevede il cessate il fuoco, la smilitarizzazione di una zona lungo la linea del fronte del 19 settembre, il ritiro delle truppe internazionali e l'assunzione del controllo da parte dell'Osce. Intanto le imprese tedesche, però, sentono sempre di piu' le conseguenze delle sanzioni alla Russia.

Le potenti Camere di Commercio della Germania  vedono un calo dell'export del 15 per cento e parlano di una "situazione drammatica". Tuttavia si guardano bene dal chiedere al governo di Berlino una posizione piu' mite nei confronti della Russia, perchè in Germania c'è una vera separazione dei ruoli, e alle Camere di Commercio non competono quelli politici.

Sanno infatti - secondo il quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung" - che non esiste alternativa alle sanzioni economiche fino a quando il presidente russo Vladimir Putin non fornira' rassicurazioni credibili in merito alle velleita' espansionistiche della Russia, che però alla prova dei fatti risultano molto più una "fobia" americana che una reale minaccia per l'Europa.

Per questo motivo, secondo il quotidiano tedesco il ministro dell'Economia Sigmar Gabriel invia un segnale sbagliato quando parla di un possibile "crollo della Russia nel caos economico". Gabriel, insomma, sarebbe colpevole di "rompere i ranghi" della politica sanzionatoria dell'Occidente, e secondo il quotidiano dovrebbe limitarsi ad "assegnare correttamente le responsabilita'" della crisi che, sottintende il quotidiano, non sono esclusivamente russe. 

Quindi, se addirittura la paludata Frankfurter Allgemeine Zeitung arriva a scrivere che il fronte favorevole alle sanzioni alla Russia si è  pesantemente incrinato perfino in Germania, questa follia voluta e imposta anche tramite pressioni della Nato dalla Casa Bianca all'Europa potrebbe finire già nella prima metà del 2015.

Redazione Milano.


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