56.284.213
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

LA GERMANIA PREPARA L'USCITA DALL'EURO CON LA RICHIESTA ALLA BCE DI ALZARE I TASSI E IL ''NEIN'' AL Q.E. (CAMPOLONGO)

domenica 7 dicembre 2014

Cosa sta accadendo dalle parti di Berlino?

Sulla stampa internazionale, dall’Economist, al Financial Times, passando per il  New York Times si fanno sempre più numerose e dettagliate le analisi e le interviste ad economisti sulla possibile uscita della Germania dall’Euro.

Sì, avete capito bene: la Germania starebbe valutando in modo molto serio l’uscita dalla moneta unica.

Secondo l’economista Alan Meltzer, l’ipotesi è tutt’altro che campata in aria e le ultime mosse tedesche sembrano portare proprio in quella direzione.

A cosa alludiamo? Ai costanti “nein” da parte della cancelliera Merkel e della fida Bundesbank all’idea del governatore della BCE di acquistare titoli di stato sui mercati secondari (ovvero non al momento dell’emissione) e alla folle richiesta giunta in questi giorni di aumentare i tassi d’interesse  alla BCE.

L’unione delle due pretese tedesche avrebbe effetti devastanti per le nazioni più deboli ed in particolare per l’italico stivale che, a fronte anche del declassamento del debito pubblico a BBB- (un gradino sopra la spazzatura), si troverebbe nei fatti ad un passo dalla bancarotta, anche perché nel 2015 è previsto un fabbisogno di copertura del debito pari a circa un terzo del pil (provate ad immaginare cosa comporterebbe anche solo un aumento dell’1% del tasso d’interesse sui nostri conti pubblici).

Perché la Germania starebbe tirando la corda per far saltare il banco?

Per due motivi: il primo, non vuole restare col cerino in mano qualora fosse l’Italia o la Francia a decidere di staccare la spina alla moneta unica. Molto meglio andarsene sbattendo i pugni sul tavolo perché i “cattivi” paesi del mediterraneo non vogliono “prendere la medicina” piuttosto che essere abbandonata in mezzo alla strada come una qualsiasi zitella inacidita che dice sempre di no.

Il secondo motivo è che ormai l’obiettivo portato avanti dalla Germania con la moneta unica è stato raggiunto, ovvero la desertificazione industriale dei principali paesi concorrenti, Italia in testa.

Grazie alla moneta unica ed ai tassi di cambio folli accettati rispetto alle precedenti valute nazionali, la Germania è riuscita a distruggere tutte le altre nazioni industriali dell’area euro, ed ora, qualsiasi cosa possa accadere, godrà per almeno un decennio di un netto vantaggio competitivo. In fondo, i tedeschi hanno applicato semplicemente su larga scala quanto sperimentato con il tessuto industriale della ex DDR (vedasi al riguardo i dettagliati studi del prof. Vladimiro Giacchè)

Non è un caso, difatti che il “Der Spiegel” abbia dedicato un articolo all’uscita dell’Italia dall’euro dicendo che sarebbe un toccasana per l’economia del bel paese, ma una sciagura per la Germania.

Quindi, molto meglio portare la situazione al punto di non ritorno, far saltare il banco per primi e lasciare gli altri paesi, Italia in primis, nel caos.

E gli economisti à la carte come Zingales, da sempre nemici giurati dell’uscita dell’Italia dall’euro cosa pensano se fosse la Germania a fare il grande passo?

Ovviamente ne sono entusiasti, perché porterebbe ad un miglioramento della competitività del nostro paese per effetto della svalutazione dell’euro di serie B o della nuova lira. Ma come, non era proprio quello che consideravano nefasto pochi mesi fa, affermando che una nuova moneta svalutata avrebbe portato il disastro? Cosa non si fa per non ammettere di aver sbagliato per anni!

Un’ultima annotazione: l’uscita della Germania dall’euro consentirebbe alle sue banche di risolvere non pochi problemi: infatti molti risparmiatori potrebbero decidere di portare i loro soldi nei forzieri di Berlino e Monaco attratti dal facile guadagno di una rivalutazione del nuovo Marco rispetto all’euro lasciato a sé stesso o alle altre nuove monete nazionali.

Il punto, tuttavia, è un altro: perché la Germania può tranquillamente pensare di lasciare l’euro per perseguire i propri comodi, così come ha fatto in precedenza con la moneta unica, mentre l’Italia, che avrebbe tutto l’interesse a farlo per prima e subito, non può?

Soprattutto, perché i nostri politici si rifiutano ostinatamente di prendere in considerazione ciò che altre cancellerie, ben più valide e politicamente avvedute, considerano se non auspicabile, molto probabile, preferendo portare al collasso finale un paese che, per spirito imprenditoriale e capacità professionali non merita?

La risposta è semplice: grazie al vulnus perpetrato nell’inverno del 2011 dal presidente Napolitano con la nomina del professor Monti a premier, i nostri governanti non devono più rendere conto al popolo del loro operato, a meno che non si considerino elezioni rappresentative le primarie del PD, per cui possono proseguire nell’opera di distruzione del paese in cambio di qualche pacca sulla spalla interessata da parte della cancelliera Merkel e di un selfie con gli oligarchi di Bruxelles, magari mandandolo sul web in piena conferenza stampa per non perdere tempo.

Luca Campolongo

consulenza@sosimprese.info

www.sosimprese.info


LA GERMANIA PREPARA L'USCITA DALL'EURO CON LA RICHIESTA ALLA BCE DI ALZARE I TASSI E IL ''NEIN'' AL Q.E. (CAMPOLONGO)




 
Gli ultimi articoli sull'argomento
LE SINISTRE ''EUROPEE'' SONO I PARTITI DI TASSE & BANCHIERI PER SPOLIARE IL CETO MEDIO: DAL PD ALL'SPD, TUTTA UNA RAPINA

LE SINISTRE ''EUROPEE'' SONO I PARTITI DI TASSE & BANCHIERI PER SPOLIARE IL CETO MEDIO: DAL PD

giovedì 11 gennaio 2018
BERLINO - Il possibile aumento dell'aliquota fiscale massima da parte di una nuova grande coalizione - preteso dal socialdemocratico SPD  per formare il nuovo governo - preoccupa molto i
Continua
 
CADUTA DEI PREZZI DELLE CASE IN ITALIA CONTINUA INESORABILE ANCHE NEL 2017 (-1%) MENTRE IN TUTTA EUROPA CRESCONO (+2,4%)

CADUTA DEI PREZZI DELLE CASE IN ITALIA CONTINUA INESORABILE ANCHE NEL 2017 (-1%) MENTRE IN TUTTA

mercoledì 10 gennaio 2018
La ripresa in Italia non c'è, anzi il Paese continua la discesa verso la povertà di massa. La prova sta nel continuo e inarrestabile calo del valore degi immobili, in assoluta contro
Continua
CONTRASTARE E RALLENTARE L'ALZHEIMER SI PUO' CON ''TRAIN THE BRAIN'' SVILUPPATO DAL CNR. L'ALZHEIMER NON E' IMBATTIBILE

CONTRASTARE E RALLENTARE L'ALZHEIMER SI PUO' CON ''TRAIN THE BRAIN'' SVILUPPATO DAL CNR.

martedì 9 gennaio 2018
Le patologie neurodegenerative riguardano in Italia 1 milione 200 mila persone, di cui circa 800 mila hanno l'Alzheimer. "L'opinione diffusa che non ci siano speranze se ci si ammala e' vera, ma solo
Continua
 
CENTRODESTRA VINCERA' E DOPO LE ELEZIONI I VERTICI DELLA UE DOVRANNO SCENDERE A PATTI CON L'ITALIA (O SALTANO UE E EURO)

CENTRODESTRA VINCERA' E DOPO LE ELEZIONI I VERTICI DELLA UE DOVRANNO SCENDERE A PATTI CON L'ITALIA

lunedì 8 gennaio 2018
"Il centrodestra vincerà le elezioni. Lo dicono tutti i sondaggi: uniti siamo tra il 37 e il 40%; il Movimento 5 stelle è staccato al 26-28%; quel che resta del Pd di Renzi sprofonda al
Continua
IN AUSTRIA LA DESTRA NAZIONALISTA VA AL GOVERNO! KURZ CANCELLIERE, STRACHE SUO VICE, ALL'INTERNO UN DURO DEL FPOE!

IN AUSTRIA LA DESTRA NAZIONALISTA VA AL GOVERNO! KURZ CANCELLIERE, STRACHE SUO VICE, ALL'INTERNO UN

sabato 16 dicembre 2017
VIENNA - I nazionalisti vanno al governo in Austria, finalmente. E non solo, Vienna batte Berlino sul tempo, dato che in Germania un qualsiasi nuovo governo è ancora ben al di là
Continua
 
POLONIA SLOVACCHIA UNGHERIA E REPUBBLICA CECA: NON ACCOGLIEREMO MAI MIGRANTI CHE LA UE VORREBBE IMPORCI. PUNTO E BASTA

POLONIA SLOVACCHIA UNGHERIA E REPUBBLICA CECA: NON ACCOGLIEREMO MAI MIGRANTI CHE LA UE VORREBBE

giovedì 14 dicembre 2017
BRUXELLES - Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (noti anche come "Paesi Vysegrad") sono pronti a dare tutto il contributo economico possibile all'Italia, ma non accetteranno mai
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
STANDARD & POOR'S DECLASSA L'ITALIA E SPIEGA PERCHE': L'UNICA ''RIFORMA'' FATTA NON CREA LAVORO E IL DEBITO E' ALLE STELLE

STANDARD & POOR'S DECLASSA L'ITALIA E SPIEGA PERCHE': L'UNICA ''RIFORMA'' FATTA NON CREA LAVORO E
Continua

 
LA GRAN BRETAGNA ATTIRA GLI INVESTIMENTI, ALTRO CHE IL JOBS ACT DI RENZI: MAGNATE LANCIA IL MERCATO DI CAMDEN IN BORSA!

LA GRAN BRETAGNA ATTIRA GLI INVESTIMENTI, ALTRO CHE IL JOBS ACT DI RENZI: MAGNATE LANCIA IL MERCATO
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!

CALDEROLI: QUANDO SAREMO AL GOVERNO ESPELLEREMO TUTTI I CLANDESTINI

12 gennaio - ''Due immigrati clandestini, un nigeriano e un marocchino, martedi'
Continua

FACEBOOK CENSURA LE NOTIZIE, LE SINISTRE GLOBALI NON RIESCONO A

12 gennaio - Facebook ha introdotto cambiamenti radicali all'algoritmo che ci fa
Continua

TUTTO IL CENTRODESTRA SOSTIENE ATTILIO FONTANA: CONFERENZA STAMPA A

11 gennaio - MILANO - 'Al lavoro!Piu' Lombardia. Fontana presidente' e' la scritta in
Continua

BRUNETTA: ''PRONTO IL PROGRAMMA DEL CENTRODESTRA. LO PRESENTEREMO

11 gennaio - ''Nella giornata di oggi chiuderemo il lavoro, positivo e proficuo, del
Continua

MACRON STA PER PRESENTARE LEGGE SULL'IMMIGRAZIONE DI STAMPO

11 gennaio - PARIGI - Il presidente francese Emmanuel Macron si prepara alla prova
Continua

MATTEO SALVINI: ''AVREI PREFERITO CHE MARONI SI RICANDIDASSE, MA HA

11 gennaio - MILANO - ''MARONI mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello
Continua

BERLUSCONI: ATTILIO FONTANA CANDIDATO PRESIDENTE IN LOMBARDIA VA

10 gennaio - MILANO - ''Non c'è nulla che ci allontana da Salvini che ha indicato un
Continua

LE SOFFERENZE DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO CONTINUANO INESORABILI

10 gennaio - A novembre 2017 - ultimo dato disponibile - le sofferenze nette sui
Continua

BERLUSCONI: ''MAI UN GOVERNO DI LARGHE INTESE COL PD. MAI''

9 gennaio - ''Non c'e' mai stata e non ci sara' neanche in futuro'' la possibilita'
Continua

CLAUDIO BORGHI: ''APPENA LA LEGA AL GOVERNO, PREPARERA' LA

9 gennaio - ''Un secondo dopo che la Lega siederà al Governo, metterà in atto
Continua
Precedenti »