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Max Parisi

WALL STREET JOURNAL: INIZIATA LA CORSA AL RIMPATRIO DELL'ORO, L'OLANDA LO FA IN QUESTI GIORNI DOMENICA LA SVIZZERA VOTA

venerdì 28 novembre 2014

La crisi finanziaria del 2008 e i suoi postumi hanno risvegliato, specie in Europa, l'interesse "nello strumento monetario di un'era ormai passata: l'oro". A scriverlo e' il "Wall Street Journal".

In alcuni paesi, primo tra tutti la Svizzera, le banche centrali sono addirittura sotto pressione da parte dei cittadini, che chiedono loro di incrementare il loro capitale di oro fisico o di riportare in patria le quote che detengono all'estero, per la maggior parte negli Usa e nel Regno Unito.

Da decenni, l'oro non gioca un ruolo di rilievo nella politica monetaria globale, e i banchieri centrali sperano che le cose continuino per lo stesso verso, anche se alcuni "hanno usato il nobile metallo come esca simbolica per provare a ricostruire la fiducia dei cittadini, minata da anni di politiche monetarie espansive".

La banca centrale tedesca ha destato scalpore lo scorso anno, annunciando il rientro di parte delle riserve auree detenute negli Usa e a Parigi a seguito di una campagna mediatica promossa dai quotidiani "Frankfurter Allgemaine Zeitung" e dal "Bild".

La Bundesbank sostiene di aver assunto una decisione indipendente, ma il suo presidente, scrive il quotidiano Usa, "e' lo stesso Jens Weidmann che siede al Consiglio direttivo della Bce e si e' opposto a tante misure di stimolo dell'istituto".

La Banca centrale olandese, anch'essa parte della Bce, ha seguito l'esempio quella tedesca, annunciando che rimpatriera' il suo oro dagli Usa, anche se nel 2012 il presidente aveva assicurato che non ce n'era alcun bisogno e che l'oro era "assolutamente al sicuro a Manhattan"; la settimana scorsa, pero', il presidente ha dichiarato che l'operazione potrebbe "avere effetti positivi sulla fiducia pubblica".

Swiss National Bank (Snb) potrebbe addirittura essere costretta a raddoppiare le proprie riserve di oro fisico e vedersi negata la possibilita' di venderlo da una iniziativa referendaria, battezzata "Salvate l'oro degli svizzeri" dai suoi promotori.

I sondaggi (attendibili o interessati?) suggeriscono che i cittadini del paese alpino diranno "no" alla proposta, che pero' e' emblematica di una tendenza diffusa. La stagnazione economica e il rischio deflazione alimentando la nostalgia degli europei per l'oro, nonostante la brusca flessione della sua quotazione negli ultimi due anni.

Per il presidente di Snb (Banca nazionale svizzera) Thomas Jordan, il referendum e' "inutile e pericoloso", perche' "stante l'attuale ordine monetario, non esiste alcun legame tra stabilita' dei prezzi e quota di oro fisico a bilancio dell'Snb".

L'ex direttore della Federal Reserve Usa, Ben Bernanke, ha espresso concetti simili in diverse occasioni: "Molta gente detiene l'oro come margine contro l'inflazione, ma le fluttuazioni dei prezzi dell'oro, in realta', non predicono l'inflazione poi tanto bene. Nessuno comprende davvero i prezzi dell'oro, e nemmeno io fingero' di farlo", ha dichiarato Bernanke durante una audizione al Congresso Usa lo scorso anno.

Stati Uniti ed Europa hanno sperimentato diversi regimi di gold e silver standard per gran parte del Diciannovesimo secolo, ma quel periodo, scrive il "Wall Street Journal", non e' stato certo privo di volatilita' finanziaria, anzi: "boom e burst finanziari si sono alternati per gran parte dell'Ottocento, riflettendo in parte l'andamento delle attivita' estrattive".

La decisione di abbandonare il gold standard e' giunta progressivamente nel Novecento, e l'attuò Nixon, "di fronte alle crescenti esigenze di flessibilita' da parte delle banche centrali". "La forza del gold standard e' la sua piu' grande debolezza, perche' l'offerta di denaro flat e' vincolata all'offerta d'oro, e non puo' essere aggiustata in risposta alle condizioni economiche contingenti", ha dichiarato Bernanke.

Il suo, pero', non e' certo un parere disinteressato: contrariamente a tante altre banche centrali, la Fed non detiene alcuna riserva aurea: il Gold Reserve Act, promulgato nel 1934, nel pieno della Grande recessione, ha costretto la Fed a trasferire la proprieta' del suo oro al dipartimento del Tesoro Usa.

Lo sapevate? 

Redazione Milano. 


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