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Max Parisi

30 MILIONI DI USD DI RICOMPENSA A CHI AIUTA A TROVARE LA VERITA' SULL'ABBATTIMENTO DEL BOEING MALESE (AGENZIA TEDESCA)

mercoledì 26 novembre 2014

BERLINO - La ricompensa a chi aiuta a stabilire la verità sul disastro del Boeing precipitato in Ucraina è stata aumentata. Gli investigatori privati dell’agenzia tedesca Wifka stanno cercando informatori che sanno chi è il colpevole della tragedia e chi sta ostacolando lo svolgimento imparziale dell’inchiesta.

l cliente dell’agenzia tedesca, che resta anonimo, è davvero generoso: è disposto a pagare ben 30 milioni di dollari per l’informazione sugli organizzatori del crimine che ha portato alla distruzione del Boeing malese. L’agenzia tedesca ha iniziato l’indagine in settembre. L’investigatore privato Josef Resch, intervistato dal portale web tedesco Capital, ha informato che da allora i detective hanno analizzato migliaia di comunicazioni elettroniche, decine di lettere e centinaia di telefonate. La stragrande maggioranza delle informazioni erano false, ma alcune segnalazioni sono degne di attenzione. Con queste gli investigatori continuano a lavorare.

L’inchiesta si svolge in un clima di segretezza assoluta, l’unico ad esserne informato è il cliente dell’agenzia. Intanto il cliente, di cui non si sa nulla, annuncia un’altra ricompensa: 17 milioni di dollari a chi aiuta a risalire alle persone che cercano di intervenire nell’indagine sulla sciagura del volo MH-17. Per dimostrare che i fatti vengono travisati e che il tutto viene pilotato da qualcuno, gli investigatori stanno cercando un nuovo “Edward Snowden”.

Pare davvero che non esistano altri modi per sapere la verità.

Recentemente Elsevier, una delle maggiori testate olandesi, ha interpellato il governo per sapere se esista davvero un accordo di Ucraina, Olanda, Belgio e Australia per tenere segreta qualsiasi informazione relativa all’indagine che uno dei quattro ritiene inopportuno rivelare.

Il governo si è rifiutato di rispondere spiegando che ciò potrebbe incidere negativamente sulle relazioni internazionali.

Di conseguenza abbiamo una situazione in cui gli olandesi, che svolgono (o non svolgono) l’inchiesta, sono controllati da ucraini, belgi e australiani. Persino alla Malesia non è stato dato il permesso di indagare. Dice Serghey Melnichenko, membro del Fondo mondiale per la sicurezza dei voli:

La parte malese non può partecipare all'inchiesta, non può accedere ai resti dell’aereo. È incredibile, perché in conformità alla legge, e anche in conformità alle regole dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO), i rappresentanti del paese dove è registrata la compagnia alla quale appartiene l’aereo, sono tenuti a partecipare all’indagine. Tuttavia questa volta l’indagine sin dall’inizio è stata politicizzata sin troppo.

Ai malesi questa situazione non piace. Nelle prime ore dopo il disastro le autorità della Malesia hanno raggiunto con i miliziani un accordo per la consegna delle scatole nere dell’aereo precipitato. I malesi, a loro volta, hanno consegnato i registratori di volo al gruppo internazionale che sta svolgendo l’indagine, guidato dall’Olanda. Con questo la partecipazione della Malesia è terminata.

Nonostante la promessa del premier olandese Mark Rutte, che in novembre ha visitato Malesia, agli esperti malesi è stato negato il permesso di partecipare all’operazione di recupero dei frammenti dell’aereo. Le autorità di Kuala Lumpur credono che ciò sia dovuto al fatto che il paese avesse chiesto di non fare conclusioni affrettate e di aspettare i risultati ufficiali dell’inchiesta. Evidentemente si temeva che i malesi potessero diventare dei testimoni scomodi, mentre la commissione sta cercando di nascondere all’opinione pubblica alcuni fatti. Di conseguenza si è deciso di estrometterli dall’indagine.

Ricordiamo che il Boeing-777 della Malaysia airlines, in volo da Amsterdam per Kuala Lumpur, è precipitato il 17 luglio scorso nell’Est dell’Ucraina. La sciagura ha provocato la morte di 298 persone.

LA VOCE DELLA RUSSIA


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