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Max Parisi

CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CONDANNA L'ITALIA PER IL PRECARIATO NELLA SCUOLA: 250.000 DA ASSUMERE (JOBS ACT SCHIANTATO)

mercoledì 26 novembre 2014

Per la Corte di Giustizia europea le norme italiane sui contratti precari nella scuola violano la direttiva comunitaria: la Corte ha infatti condannato l'Italia per la violazione della Direttiva 1999/70/CE e giudicato illegittima la reiterazione, da parte della Pubblica amministrazione, dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi.

"E' una vittoria storica, cinque anni dopo la denuncia alla stampa e un contenzioso avviato presso le Corti del lavoro per migliaia di supplenti", commenta in una nota il sindacato Anief-Confedir:

"Ora 250mila precari possono chiedere la stabilizzazione e risarcimenti per due miliardi di euro, oltre agli scatti di anzianita' maturati tra il 2002 e il 2012 dopo il primo biennio di servizio e le mensilita' estive su posto vacante. Coinvolto tutto il pubblico impiego: il sindacato avvia ricorsi anche per precari Afam, sanita', Regioni, enti locali".

La Gilda degli Insegnanti annuncia invece "subito una diffida al Governo e poi, entro dicembre, al via in tutta Italia le iniziative giudiziarie per la stabilizzazione dei precari.

La sentenza della Corte di Giustizia europea coinvolge un numero altissimo di lavoratori precari italiani: sulla base dei dati Miur e Inps l'Anief ha calcolato che solo nella scuola sono piu' di un milione e mezzo le supplenze annuali (fino al 31 agosto) e al termine delle attivita' didattiche (fino al 30 giugno) conferite in questi anni ai docenti, a fronte di 250mila immissioni in ruolo e 300mila pensionamenti.

"Ora quei precari devono essere tutti assunti e risarciti", sottolinea Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir. I legali dell'Anief hanno annunciato l'avvio di ricorsi per tutti dipendenti e dirigenti medici del pubblico impiego perché la sentenza avra' effetti sul sistema di assunzioni nell'amministrazione pubblica.

"Nella diffida indirizzata a Palazzo Chigi e al ministero dell'Istruzione - spiega l'avvocato Tommaso De Grandis, legale rappresentante della Gilda nella causa alla Corte europea - verra' fissato un termine breve entro cui dare esecuzione alla sentenza emessa questa mattina dai giudici di Lussemburgo, perché vogliamo sapere quando e come l'Esecutivo intendera' provvedere alla stabilizzazione dei precari della scuola.

In seconda istanza, entro il mese di dicembre - prosegue De Grandis - verranno impartite istruzioni operative a tutte le nostre sedi provinciali per intraprendere iniziative, anche giudiziarie, volte alla stabilizzazione del precariato pubblico.

Le province che hanno gia' presentato ricorso al giudice del lavoro, dovranno allegare, a verbale di udienza, la sentenza della Corte di Lussemburgo e chiedere la disapplicazione delle norme interne che contrastino con la Direttiva comunitaria".

"Siamo molto soddisfatti - commenta Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda - perché la sentenza della Corte europea sancisce una vittoria per il nostro sindacato che dal 2007 ha intrapreso la strada giudiziaria con ricorsi che richiamavano le norme europee contro l'abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego. Adesso ci auguriamo che il Governo, come ha annunciato nelle linee guida sulla Buona scuola con il piano di assunzioni dei 148mila precari inseriti nelle Gae, dia rapidamente seguito alla sentenza dei giudici europei"

La sentenza della Corte Giustizia Europea che ha deciso che i precari della scuola con piu' di 36 mesi di servizio hanno diritto all'assunzione a tempo indeterminato "e' destinata a fare da apripista e dare una speranza alle centinaia di migliaia di precari che da anni coprono posti vacanti facendo funzionare le scuole, gli enti di ricerca, le universita' e tutte le pubbliche amministrazioni". Lo dice in una nota Domenico Pantaleo segretario generale della Flc-Cgil.

"Renzi non puo' piu' sostenere che il sindacato difende i garantiti: finalmente le ragioni dei precari - stabilita' del lavoro e equa retribuzione - sostenute dalla Flc-Cgil anche in migliaia di ricorsi sono state riconosciute alla luce del sole. Adesso sfidiamo il Governo - prosegue il sindacalista - a dare immediata attuazione alla sentenza stabilizzando tutti i precari e non solo quelli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Ma non ci fermiamo qui. Stiamo chiedendo che nelle elezioni nel pubblico impiego delle RSU di marzo ai precari venga riconosciuto il diritto a candidarsi e a votare".

"Nel rinnovo dei contratti nazionali rivendicheremo uguali retribuzioni e diritti tra lavoratori precari e a tempo indeterminato. La Flc-Cgil vuole unire il mondo del lavoro e per queste ragioni continueremo a lottare per cancellare il precariato. Invece il Governo Renzi con il Jobs Act allarga la precarieta' e riduce il lavoro a merce per rispondere agli interessi delle imprese e dei poteri forti. La sentenza della Corte di Giustizia Europea rafforza le ragioni dello sciopero generale del 12 ottobre", conclude Pantaleo.

In effetti, è clamoroso il fatto che il giorno dopo della contestatissima votazione alla Camera con la quale è stato approvato da un ramo dei Parlamento il Jobs Act, la Corte di Giustizia europea schianti al suolo il precariato italiano praticato dallo Stato. Così, il Jobs Act che toglie garanzie ai lavoratori rendendoli di fatto tutti precari perchè licenziabili in qualsiasi momento viene bocciato ancor prima di entrare in vigore.

Non a caso Susanna Camusso ha dichiarato: "La Cgil sta valutando l'ipotesi di ricorrere alla Corte di Giustizia europea contro il Jobs act, forte anche della sentenza europea sui precari della scuola".

Redazione Milano


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