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Max Parisi

DOMENICA SI VOTA IN MOLDAVIA: POTREBBERO VINCERE PARTITI FILORUSSI ANTI-UE E LA TRANSNISTRIA PRONTA A DIVENTARE RUSSIA

martedì 25 novembre 2014

CHISINAU (REPUBBLICA DI MOLDAVIA-TRANSNISTRIA) - Le autorità di Chisinau assicurano che non c'è possibilità di fare marcia indietro rispetto al corso pro-europeo. Ma i sondaggi in vista delle elezioni legislative in Moldova, domenica 30 novembre, segnalano un Paese diviso, con un'opinione pubblica fortemente tentata di tornare a guardare verso Est, alla Russia. L'ex sorella maggiore sovietica a sua volta segue da vicino gli sviluppi nella piccola e povera repubblica incuneata tra Ucraina e Romania e ha già mandato segnali eloquenti, come l'embargo sulle importazioni di vino, carne, frutta e verdura.

La svolta filo-europea c'è stata nel 2009, con l'arrivo al potere dell'Alleanza per l'Integrazione europea. Ma da allora questo cartello di tre partiti uniti nel nome dell'avvicinamento all'Ue non è riuscito a cambiare radicalmente il quadro, come promesso: la corruzione resta endemica in questa repubblica dell'ex Urss che conta in tutto 3,5 milioni di abitanti e la classe dirigente continua a segnalarsi per litigi e divisioni che portano all'impasse su ogni questione.

La povertà resta diffusissima e il salario medio si aggira sull'equivalente di 300 dollari al mese. Fattori che contribuiscono ad alimentare una certa nostalgia per l'epoca sovietica, evocata come periodo di stabilità, malgrado i problemi. Tutti fattori che si pongono come incognite rispetto al voto di domenica prossima, con il dubbio che la sinistra possa prendersi una rivincita e cambiare radicalmente il quadro.

I seggi in palio alle legislative sono 101. L'Alleanza filo-europea può sperare di ottenere di nuovo la maggioranza o anche rassegnarsi ad un accordo di coalizione con il partito comunista, forza rivale ma cautamente in equilibrio nel rivendicare un corso di integrazione con l'Ue e forti legami economici con Mosca. Sarebbe tutta un'altra storia, invece, se il Partito socialista dovesse ottenere un ottimo risultato: nel suo programma figura l'ingresso della Moldova nell'Unione doganale, a guida russa, che al momento include Kazakistan e Bielorussia e che Mosca vede come la base per l'Unione economica eurasiatica che ufficialmente nascerà dal 1 gennaio 2015.

Mentre Chisinau ha già ratificato l'Accordo di associazione con l'Ue, lo stesso che è stato il pomo della discordia tra Mosca e Bruxelles all'origine della crisi ucraina e che è incompatibile con le regole del blocco commerciale russo. 

In base ai sondaggi, sono cinque i partiti che dovrebbero entrare in parlamento a Chisinau: le tre formazioni al governo ora (Partito Liberal Democratico, Partito Riformista Liberale e Partito Democratico), il Partito comunista dato attorno al 23%, Parus del businessman Renato Usatii in ascesa, certamente sopra il 6% necessario per entrare nell'assemblea.

Quest'ultimo, sceso in campo pochi mesi fa, è accusato dai filo-Ue di essere una creatura del Cremlino, incaricata di assicurare un contrappeso ai pro-europei (oppure una fase di instabilità politica che permetta di manovrare). I Socialisti sono dati in bilico sul quorum del 6%, mentre il Movimento anti-Mafia - pur molto popolare tra i giovani - resterebbe di gran lunga sotto l'asticella.

Il leader dei socialisti, Igor Dodon, ha incontrato di recente Vladimir Putin. E proprio il leader dei socialisti, Igor Dodon fa notare che un ulteriore allontamento da Mosca potrebbe avere pessime conseguenze in termini di contratto sul gas. C'è inoltre la regione della Transnistria (grande un terzo della Moldavia) che resta de facto sotto tutela russa e che, alla bisogna, potrebbe diventare la leva per un nuovo braccio di ferro con l'Occidente.

Questa minuscola, autoproclamata repubblica situata "oltre il fiume Nistro" (il significato di Transnistria, ndr.) è stata teatro di una vera guerra nel 1992. E sulla scia degli eventi in Crimea lo scorso marzo ha chiesto l'annessione alla Russia.

Insomma, domenica prossima potrebbero cambiare tante cose, in Moldavia e anche nella Ue, se in Moldavia - come pare dai sondaggi - vinceranno i partiti che vogliono l'alleanza con Mosca ancichè con Bruxelles. 

Redazione Milano

 


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