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Max Parisi

POLETTI, MINISTRO DEL LAVORO CHE NON HA MAI LAVORATO IN VITA SUA DECIDE DI NON ANDARE AL CONGRESSO UIL (CODARDO, SCAPPA)

mercoledì 19 novembre 2014

Il prossimo leader della Uil, Carmelo Barbagallo, attuale segretario generale aggiunto che sara' eletto venerdi' dal congresso come successore di Luigi Angeletti, modifica la linea politica della confederazione, portandola a decidere lo sciopero generale, insieme con la Cgil, per il 12 dicembre.

La Cisl pero' si smarca, perché secondo il suo segretario generale Annamaria Furlan in questo momento "non serve bloccare il Paese". Tuttavia, il sindacato guidato da Furlan si mobilitera' il 1 dicembre, anche se solo nel settore pubblico, per sostenere la vertenza per il rinnovo del contratto degli statali fermo da sei anni.

Il cambio di strategia della Uil rappresenta una novita' che ha colto di sorpresa il Governo, inducendo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a rinunciare al suo intervento al congresso, sebbene fosse programmato da tempo.

Dopo aver ascoltato la relazione del segretario generale uscente Luigi Angeletti, considerato il "mutato contesto" dovuto alla decisione di Cgil e Uil di scioperare contro il Governo su legge di stabilita', Jobs act e contratti pubblici, Poletti ha dato forfait inviando un messaggio alla confederazione, accolto dai fischi della platea congressuale.

"Evidentemente non aveva nulla da dire", ha ironizzato Barbagallo. "Ho l'impressione che in questo Governo nessun ministro abbia la liberta' di parlare", ha aggiunto. La replica di Poletti non si e' fatta attendere: "Mi aspetterei rispetto e garbo dai massimi dirigenti Uil".

Che qualcosa stia cambiando nel sindacato, almeno nelle alleanze, e' risultato evidente anche nell'ultima relazione da segretario generale di Angeletti. Il premier Matteo Renzi "e' un mago nell'annunciare i progetti", ha affermato, ma "nell'affrontare il presente sta mostrando ancora tutti i suoi limiti. Sarebbe fuori dalla realta' chi si ostinasse a governare il Paese con un tweet".

L'opposizione sociale alle misure del Governo dunque cresce. Un dato che probabilmente a Palazzo Chigi non sfugge, nonostante si continuino a mostrare una certa sicurezza e un passo spedito nell'approvazione di provvedimenti finora soltanto annunciati.

Il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha giudicato un "errore" lo sciopero generale deciso da Cgil e Uil. "Era un errore ieri e resta un errore oggi", ha detto Taddei. Le imprese, per il momento restano alla finestra, forti di una legge di stabilita' che le premia sul versante dell'Irap e di un Jobs act che potrebbe concedere loro procedure piu' facili per i licenziamenti, alla faccia del fatto che Renzi invece lo descriva come una spinta all'occupazione.

"Con i bassi livelli di attivita' dell'industria che abbiamo adesso forse lo sciopero generale e' un vantaggio", ha commentato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, senza neppure rendersi conto che così decreta la resa di Confindustria alla crisi smentendo il governo su le mirabolanti possibilità di ripresa che sarebbero dietro l'angolo.

Redazione Milano.


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