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Max Parisi

ENTRO VENERDI' 16 NOVEMBRE LA UE DEVE PAGARE 28 MILIARDI DI EURO DI FATTURE ARRETRATE DEL 2014, MA NON HA SOLDI IN CASSA

mercoledì 12 novembre 2014

BRUXELLES - Prima devono essere saldati i debiti del bilancio Ue 2014, e poi si può discutere di quello 2015. E' la posizione espressa dalla commissione bilancio dell'Europarlamento, dopo un terzo round di negoziati con il Consiglio andato a vuoto per trovare un'intesa a soli tre giorni dalla scadenza ufficiale di venerdì. Dopo questa data, la Ue è ufficialmente in mora, e può essere citata in giudizio dai creditori. Cosa che certamente accadrà, dato il rilevantissimo importo dei crediti vantati.

"E' scioccante che il Consiglio non abbia dedicato tempo a discutere come pagare le fatture per quest'anno" ma abbia "solo discusso la questione" dei contributi nazionali "che non ha effetto sul bilancio" Ue all'Ecofin di venerdì scorso, ha dichiarato il presidente della commissione, il liberale francese Jean Arthuis, accusando gli stati membri di una "mancanza di rispetto per i cittadini Ue che sono i beneficiari finali del bilancio".

A rischio sono infatti i programmi per i giovani come Erasmus, per le imprese, la ricerca e l'innovazione. Il Parlamento chiede al Consiglio, per iniziare a colmare il "buco" da 28 miliardi di euro stimati di pagamenti arretrati, che i 5 extra provenienti dalle risorse proprie della Commissione grazie a multe vengano utilizzati per saldare le fatture più urgenti. Ma sarebbe comunque poca cosa, neppure un quinto dell'ammontare totale dei debiti.

Gli eurodeputati hanno quindi domandato che il Consiglio adotti una sua posizione entro giovedì mattina in modo da permettere una discussione e chiudere i negoziati entro venerdì nel rispetto dei tempi previsti. "Non siamo fanatici - ha concluso Arthuis - stiamo semplicemente chiedendo che il Consiglio paghi quel che ha promesso". Ma purtroppo alla base di questa situazioen paradossale c'è una realtà sottaciuta: non ci sono i soldi in cassa per pagare.

Si potrebbe anche arrivare al pignoramento della sede di Bruxelles e di tutte le proprietà immobiliari dell'Unione europea, se non verranno onorati questi 28 miliardi di euro di debiti del 2014.

Redazione Milano


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