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Max Parisi

LA LEGGE ELETTORALE DI RENZI? QUELLA BOCCIATA DALLA CORTE COSTITUZIONALE (70% ''NOMINATI'' 30% SCELTI DAGLI ELETTORI)

mercoledì 5 novembre 2014

Premio di lista per chi supera il 40% invece che il 37%, soglia di ingresso al 5%, e poi capilista bloccati (che significa nominati dalle segreterie dei partiti) e preferenze per stabilire gli altri eletti. E' questa la proposta che Matteo Renzi dovrebbe avanzare a Silvio Berlusconi nel corso del colloquio a palazzo Chigi, secondo quanto riferito da fonti parlamentari del Pd alla luce delle parole del premier ieri sera all'assemblea dei parlamentari democratici e stamattina nella riunione stretta sulla legge elettorale.

Ma se sulle prime due modifiche all'Italicum la strada sembra spianata, problemi si riscontrano ancora sul tema delle preferenze. Alla riunione di oggi Renzi ha riproposto per l'appunto la possibilità di 'bloccare' i capilista e lasciare alle preferenze la scelta degli altri eletti nelle varie circoscrizioni. Ma in questo modo, è l'obiezione che arriva da diversi settori del Pd - non solo di minoranza - "avremmo un Parlamento fatto per due terzi da nominati e solo per un terzo da politici scelti dai cittadini". E certo "faremmo fatica a spiegalo ai notri elettori, dopo che per anni abbiamo sostenuto la necessità di 'sbloccare' il Parlamento".

Una situazione che in qualche modo vive anche Berlusconi: non è un mistero la sua preferenza per i capilista bloccati, che nel caso di Forza Italia - alla luce degli ultimi sondaggi - potrebbero rappresentare la quasi totalità degli eletti; ma per lo stesso motivo sono forti le resistenze dentro Fi a questa soluzione, per il timore di molti degli attuali parlamentari di non essere riconfermati dal leader.

Potrebbe quindi realizzarsi una convergenza tra settori del Pd e la 'pancia' di Forza Italia, che un parlamentare democratico ipotizza così: "Dovremmo individuare un metodo che ribalti le percentuali, ovvero il 70% scelto e il 30% bloccato, trovando l'equilibrio tra un congruo numero nominati che vogliono Berlusconi e forse anche Grillo e Renzi, e una maggioranza che invece sia scelta dai cittadini".

Altro possibile punto di frizione nell'incontro di oggi, quello dei tempi. Se Renzi sta cercando di accelerare sul tema, in Fi c'è il timore che una volta incassata la nuova legge elettorale il premier possa optare per il voto anticipato.

In pratica, un pasticcio come al solito, anzi peggio: la legge elettorale che vorrebbe Renzi è praticamente uguale a quella cancellata perchè anti costituzionale dalla Corte Costituzionale. Ora si capisce meglio perchè all'incontro a Palazzo Chigi di oggi a pranzo tra Renzi e Berlusconi c'è anche Denis Verdini.

Redazione Milano


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