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Max Parisi

PIALLATA ELETTORALE: OBAMA E I DEMOCRATICI DISINTEGRATI ALLE URNE, L'AMERICA ORA E' REPUBBLICANA (AUGURI SIGNOR RENZI)

mercoledì 5 novembre 2014

WASHINGTON  - Si prospettano due anni difficili per Barack Obama. Il presidente infatti dovrà fare i conti con un Congresso tutto repubblicano, dopo che il Grand Old Party in queste elezioni di Midterm è riuscito a mettere le mani anche sul Senato e allo stesso tempo a confermare la Camera, dove ha ampliato la maggioranza. I repubblicani, quindi, hanno conquistato la maggioranza al Senato, alle elezioni di metà mandato, ottenendo così il controllo di entrambe le camere del Congresso.

Hanno infatti superato la soglia necessaria, con 53 seggi al Gop, mentre i democratici del presidente Barack Obama ne hanno 45. Sette i seggi ai repubblicani, mentre ne erano loro necessari sei per avere la maggioranza. Sono passati dai democratici ai repubblicani: Arkansas, Colorado, Iowa, Montana, North Carolina, South Dakota e West Virginia. Il senatore Mitch McConnell, nuovo leader della maggioranza Gop al Senato, ha dichiarato che "gli elettori sono affamati di una nuova leadership". Restano non decisi Alaska e Virginia, mentre il ballottagio in Louisiana si terrà il 6 dicembre fra la democratica Mary Landrieu e il repubbliano Bill Cassidy.

I repubblicani hanno ottenuto alla Camera, alle elezioni di midterm, un risultato che li spinge verso una maggioranza storica. Hanno scacciato dai loro posti gli ultimi democratici bianchi del sud e fatto conquiste nelle roccaforti del partito del presidente Barack Obama in tutto il Paese. Hanno superato la soglia richiesta di 218 seggi e sono sulla via di sorpassare il numero di 246 detenuti durante l'amministrazione del presidente Harry S. Truman, più di 60 ani fa. Secondo l'ultima proiezione, il Gop ha 237 seggi e i democratici nel hanno 164, sul totale di 435. Il presidente Barack Obama dovrà quindi affrontare un Congresso "tutto repubblicano", poiché il partito rivale ha conquistato anche la maggioranza al Senato, in precedenza democratica. Obama, il cui partito perse 63 seggi nel 2010, diventerà il presidente al secondo mandato con il maggior numero di sconfitte nel voto di midterm, sorpassando il record di Truman nel 1974. 

Dure sconfitte anche nell'elezione dei governatori per i democratici, alle elezioni di metà mandato. Trentasei gli Stati di cui gli americani sono stati chiamati a scegliere il nuovo leader. Una scottante debacle è quella della Florida, dove il governatore repubblicano Rick Scott ha sconfitto il repubblicano poi passato ai democratici Charlie Crist. Il voto era osservato come uno dei più indicativi in vista delle presidenziali del 2016. Duro colpo anche in Wisconsin, dove il governatore Scott Walker ha sconfitto la democratica Mary Burke, in una vittoria che allarga le sue chance in vista del 2016. Rieletto il repubblicano Sam Brownback in Kansas, sconfitto Paul Davis. In Massachusetts, il ruolo di governatore torna in mano a un repubblicano per la prima volta da quando Mitt Romney lasciò nel 2007. Eletto Charlie Baker, che ha sconfitto Martha Coakley nella sua corsa a diventare la prima donna eletta nello Stato. Al Gop anche Ohio, Michigan, Illinois e Maryland. 

Dollaro in forte apprezzamento sui mercati valutari sulla scia della netta vittoria dei repubblicani nelle elezioni di mid term. Il biglietto verde e' schizzato nei confronti dello yen a 114,23, toccando il nuovo massimo da oltre cinque anni. Il dollaro guadagna anche sull'euro con un cross a 1,2532.

E arrivano anche i primi commenti repubblicani alla stotica vittoria di oggi: "La conquista della maggioranza al Senato da parte dei repubblicani significa il rifiuto delle fallimentari politiche del presidente Obama. Ai repubblicani è stata data l'opportunità di guidare il paese in una migliore direzione e i repubblicani alla Camera e al Senato sono pronti ad ascoltare il popolo americano. Speriamo che lo farà anche il presidente Obama".

Ma Obama lo farà? Improbabile. E d'altra parte, così messe le cose, se non lo farà gli rimarranno due anni pieni di gioco del golf, la sua passione. Politicamente parlando, è defunto.

max parisi


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