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Max Parisi

L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / CONFRONTO TRA IL PROGRAMMA POLITICO DI MARINE LE PEN E QUELLO DELLA NUOVA LEGA DI SALVINI

mercoledì 22 ottobre 2014

La recente manifestazione della Lega a Milano contro l’operazione Mare Nostrum, unita alla campagna contro l’euro ed alle tematiche sulla tassazione, sembrano accomunare sempre più l’operato di Matteo Salvini a quello di Marine Le Pen, leader del Front National francese.

Entrambi i partiti sembrano voler incarnare un nuovo concetto di destra che superi, in entrambi i paesi, schematismi che li hanno portati al disastro politico ed economico all’interno della ue. Non è un mistero infatti, che oltre all’italico stivale, nel mirino della cancelliera tedesca Merkel ci sia proprio la Francia.

Ma i due movimenti politici sono realmente affini dal punto di vista programmatico e, soprattutto, sono in grado di proporre soluzioni concrete ai mali di Francia ed Italia e dell’intera Europa?

Abbiamo voluto analizzare i loro programmi e metterli a confronto.

Partiamo dalla moneta unica:

Per Il FN: “L’euro, dopo 10 anni, non ha mantenuto nessuna delle sue promesse. Il Suo bilancio è senza appello: esplosione dei prezzi, delocalizzazioni, disoccupazione.” E ancora: “Restare nell’euro significa morire poco alla volta”

La Lega dal canto suo afferma: “La scelta di uscire dall’euro è indifferibile; aver voluto imporre una moneta unica per le economie differenti dei diversi Stati dell’UE ha, di fatto, privato l’Europa del principale strumento utile ad affrontare i drammatici effetti della crisi economica scoppiata negli Stati Uniti nel 2008.”

Stesse motivazioni anche per l’uscita: ridare fiato all’economia ed alle imprese: “Tornare alla nostra moneta è il primo passo per tornare ad avere occupazione e far vincere il nostro “saper fare”, la nostra peculiarità agli occhi del mondo e guardare a un futuro di benessere con speranza” per Salvini, “Rifiutare le politiche di austerità ed il taglio dei salari imposti dall’euro, tornando alla moneta nazionale” per Marine Le Pen.

Per quello che riguarda l’economia interna, i due movimenti viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: mettere un argine allo strapotere delle banche e delle multinazionali e incentivare la piccola e media imprenditoria. Il FN dichiara apertamente che “sarà necessario porre un freno alla grande distribuzione per tutelare il piccolo commercio. Procederemo con l’applicazione di misure alle frontiere per rendere meno competitive le merci prodotte in stati che sfruttano la mano d’opera.” Inoltre la leader francese propone che “La banca centrale possa prestare denaro allo stato francese, eliminando il monopolio a favore delle banche private”. 

Analoghe parole riecheggiano nel programma della Lega Nord allorquando si prevede: “abbiamo avanzato l'idea di introdurre una riforma del settore bancario. In particolare pensiamo che per uscire dalla crisi dovremmo attuare una separazione tra banche commerciali e banche d'affari (legge Glass-Steagall), tutelando le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l'economia reale e differenziando tali attività da quelle legate all'investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali.” e l’applicazione di dazi doganali per i prodotti che arrivano da paesi dove la mano d’opera viene sfruttata.

Ultimo punto toccato dall’analisi riguarda quello dell’immigrazione e delle frontiere. Su questo aspetto, la posizione della Lega è netta: “procedere con un presidio costante delle nostre frontiere sia terresti sia marittime attuando anche azioni di respingimento. Fondamentale sarà procedere con l’unico metodo che garantisce risultati sicuri e cioè gli accordi bilaterali con i Paesi terzi da cui hanno origine i maggiori flussi d'immigrati irregolari.” Altrettanto chiara è quella del Front National: “Ridurremo l’immigrazione legale da 200.000 a 10.000 immigrati l’anno. Tutte le persone che entreranno o si troveranno in Francia illegalmente saranno espulse”.

Ironia della sorte, proprio mentre il premier non eletto italiano parla di introdurre lo jus soli nell’italico stivale, la Le Pen dice chiaramente che: “lo jus soli sarà abolito e la naturalizzazione dovrà essere merita e sottoposta a strette condizioni”.

Dal confronto tra i due programmi (rinvenibili sui rispettivi siti ufficiali), appare chiaro come il Front National e la Lega Nord stiano cercando di incarnare una risposta pratica e concreta ai disastri provocati dalla globalizzazione, dallo strapotere delle banche e dall’immigrazione incontrollata.

Come tutte le proposte possono essere o meno condivise, ma è necessario e doveroso riconoscere ad entrambi i movimenti di non essersi fermati a mere dichiarazioni generiche, ma di essere entrati nel merito delle problematiche e di aver proposto soluzioni concrete.

Si tratta di un  mutamento di scenario non indifferente, che potrebbe catalizzare il voto di quanti non si riconoscono non solo nelle ideologie di sinistra, ma nemmeno in quelle di una destra stantia e ferma nella contemplazione di un radioso futuro alle spalle.

Luca Campolongo


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