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Max Parisi

''IL DADO E' TRATTO: REFERENDUM SULL'EURO IN ITALIA O - MEGLIO - LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE'' (AMBROSE EVANS PRITCHARD)

mercoledì 15 ottobre 2014

LONDRA - Eccezionale articolo di Ambrose Evans Pritchard per il  Telegraph sull'Italia che si avvia al ritorno della lira (o alla bancarotta).

"In Italia il dado è tratto. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha lanciato una petizione per il ritiro dell'Italia dall'unione monetaria europea e per il ritorno alla sovranità economica. "Dobbiamo lasciare l'euro il più presto possibile", ha detto Grillo nel fine settimana, parlando ad un raduno del suo movimento.

"Stasera lanciamo un referendum consultivo. Raccoglieremo mezzo milione di firme in sei mesi - un milione di firme - e arriveremo al parlamento, e questa volta grazie ai nostri 150 parlamentari, dovranno parlare con noi". Da quando il comico pugnace ha fatto il suo ingresso nella scena politica, le élite della zona euro hanno potuto rassicurarsi sul fatto che il partito non è davvero euroscettico, e di certo non vuole riportare la lira. Questa illusione è stata infranta.

Un referendum in sé non sarebbe vincolante, ma una "legge di iniziativa popolare" sicuramente lo sarebbe. Per la prima volta, in Italia è in corso un processo che farà sorgere un dibattito nazionale sull'unione monetaria e può spingere a un voto sull'adesione all'UEM che non può essere facilmente controllato.

Gianroberto Casaleggio, il co-fondatore del partito e guru economico, mi ha detto oggi che il Movimento Cinque Stelle - o Cinque Stelle - a maggio aveva presentato le proprie richieste sulla creazione di Eurobond per sostenere la UEM, così come sull'abolizione del Fiscal Compact dell'UE. "Sono passati cinque mesi e non abbiamo avuto nessuna risposta. Ci hanno completamente ignorato" ha detto.

Il Fiscal Compact è una follia economica. Obbligherebbe l'Italia a enormi avanzi di bilancio per decenni. Questi causerebbero una depressione ancora più profonda, spingendo il rapporto debito/Pil ancora più in alto, e sarebbero quindi scientificamente controproducenti. Gli storici emetteranno un verdetto di condanna sui mascalzoni che hanno imposto questa atrocità in Europa.

La mia opinione è che l'Italia non potrebbe avviare una ripresa all'interno dell'UEM, anche se la Germania accettasse le due condizioni di cui sopra (un'idea impossibile). E' ormai troppo tardi. L'Italia ha perso il 40% di competitività del costo del lavoro contro la Germania da quando il cambio del marco e della lira sono stati fissati stabilmente a metà degli anni '90.

Qualsiasi tentativo di effettuare una "svalutazione interna" in stile irlandese in una economia chiusa in condizioni che sono già di deflazione sarebbe suicida, innescherebbe un crollo del sistema bancario italiano e un'esplosione dei rapporti di indebitamento pubblico e privato. Ho il sospetto che il signor Casaleggio la pensi allo stesso modo. "Un quarto dell'industria italiana è scomparsa. La nostra moneta è sopravvalutata e non c'è niente che possiamo fare restando all'interno dell'euro ", ha detto.

La critica dei Cinque Stelle alla UEM non è puramente economica, un punto di importanza cruciale. Si sta difendendo la sovranità italiana, l'autogoverno e la democrazia e contro gli abusi di un meccanismo europeo che ha usurpato le funzioni parlamentari.

"Io non do via la mia sovranità a nessuno", ha detto Casaleggio. "Mio nonno ha combattuto con i partigiani per tre anni. Se volete la mia sovranità, dovete venire a prenderla, non sventolando qualche lettera della BCE. Dovete venire ben armati, come hanno già provato in passato" ha detto.

La lettera della BCE - “La Lettera”, come è chiamata in Italia - era il diktat segreto inviato al leader italiano Silvio Berlusconi nel mese di agosto 2011 che richiedeva drastiche "riforme" di tutti i tipi. Una lettera simile è stata inviata al capo del governo spagnolo. La contropartita erano gli acquisti dei bond.

La minaccia implicita era che la BCE avrebbe rifiutato di svolgere la sua funzione di prestatore di ultima istanza a meno che Berlusconi non capitolasse. Egli non lo ha fatto, o è stato ritenuto che non lo avesse fatto. Gli acquisti di obbligazioni sono stati interrotti. I rendimenti italiani a 10 anni si sono impennati sopra il 7pc. Berlusconi è stato rovesciato.

Ho sempre pensato che queste due lettere sarebbero ritornate a galla a rendere la vita difficile alla BCE, e all'unione monetaria stessa, e così ora sta avvenendo. "[Mario] Draghi [Presidente della BCE] ci ha detto che i governi che non fanno le riforme saranno rovesciati. Egli non è un membro del governo e non so con quale autorità egli esiga queste riforme. Egli non ha il diritto di darci degli ordini, direttamente o indirettamente ", ha detto Casaleggio.

Il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto il 25.6% dei voti nelle elezioni politiche italiane lo scorso anno, testa a testa con il Partito Democratico (PD). (Non gli è stato assegnato un numero paragonabile di seggi a causa del modo in cui è progettato il sistema elettorale). Dispone di 108 deputati alla Camera, e 54 senatori.

E' vero che il premier Matteo Renzi quest'anno ha rubato la scena a Beppe Grillo, ma il Movimento Cinque Stelle non è scomparso. E' arrivato secondo alle elezioni europee di maggio, ottenendo il 21.5pc dei voti. I suoi 17 deputati siedono con l'UKIP a Strasburgo.

La luna di miele di Renzi è già finita, e lui in ogni caso ha fatto un errore di valutazione strategica. Il giovane prodigio ha strappato il potere in un colpo di Stato interno al partito nel mese di febbraio - con brillantezza tattica, senza dubbio – sulla base del presupposto che l'Italia avesse ormai toccato il fondo dopo sei anni di depressione, un calo di produzione del 9.1pc, un crollo del 24pc della produzione industriale, e una disoccupazione giovanile al 43pc.

Egli credeva nel mantra, così largamente diffuso, che l'Europa fosse sull'orlo di un nuovo ciclo di ripresa autonoma, sull'onda della crescita mondiale, e che tutto quello che doveva fare era di farsi trasportare dalla marea montante. Invece, si è schiantato di nuovo nella crisi.

L'errore di Renzi è comprensibile. L'illusione è stata generale, anche se queste pretese di ripresa ignoravano le teorie di Irving Fisher sulla deflazione del debito, o le teorie di Knut Wicksell sui circoli viziosi causati dalla contrazione del credito e dai tassi di interesse disallineati, o anche le più recenti teorie di Michael Woodford sul tasso di cambio reale.

L'Italia è già in una tripla recessione, la sua produzione è ai livelli di quattordici anni fa. L'OCSE dice che la crisi si trascinerà per gran parte del prossimo anno. La crescita sarà solo dello 0.1pc nel 2015.

Si noti che il governo Monti aveva detto tre anni fa che il rapporto debito/Pil in Italia sarebbe sceso al 115% nel 2014. In realtà ha raggiunto il 135.6% del PIL nel primo trimestre di quest'anno, impennandosi al ritmo del 5% del PIL all'anno, nonostante una serie di pacchetti di austerità, e un avanzo di bilancio primario del 2.5%.

Antonio Guglielmi di Mediobanca ha avvertito il mese scorso che questo è "catastrofico per le finanze del Paese". Il debito automaticamente esploderà al 145pc il prossimo anno (secondo la vecchia misurazione, e ora al 140pc in base alle nuove norme contabili). "Occorrerà una bomba nucleare per rimettere le cose a posto. Se Draghi finisce col fare quasi nulla, l'Italia è morta", ha detto. Non è un fallimento morale dell'Italia negli ultimi anni. E' solo la meccanica dell'"effetto denominatore", un onere del debito che aumenta sulla base di un PIL nominale in contrazione.

Il punto è molto semplice.

Il tasso di interesse medio sul debito pubblico italiano è ancora intorno al 4pc, così che il pagamento degli interessi è vicino al 5.5pc del PIL. A meno che il PIL nominale cresca alla stessa velocità, il rapporto del debito deve continuare a salire. Le riforme strutturali sono senza dubbio auspicabili come un fine in sé, ma non hanno nulla a che fare con i fatti in questione.

La crisi attuale in Italia è INTERAMENTE dovuta al fallimento della politica monetaria e al rifiuto della BCE di puntare al suo obiettivo di inflazione, o di rispettare i propri obblighi derivanti dal trattato di Lisbona di sostenere la crescita. (E sì, la BCE ha un duplice mandato ai sensi dei trattati UE.) Più l'Italia attua riforme drastiche in queste circostanze, e peggio otterrà. Gli effetti a breve termine delle riforme sono notoriamente recessivi.

Abbiamo raggiunto uno stato di cose davvero notevole in tutte e tre le principali economie dell'UEM: il Fronte Nazionale francese ha ottenuto una vittoria schiacciante alle elezioni europee a maggio con la sua richiesta di un ritorno immediato al franco francese; il partito tedesco anti-euro AfD ha fatto irruzione in tre parlamenti statali con gli appelli a tornare al marco tedesco; e ora il Movimento Cinque Stelle vuole il ritorno alla lira in un paese che è stato affidabilmente e appassionatamente europeista per 60 anni".

Ambrose Evans Pritchard, Londra. - Tradotto da Voci dall'Estero - che ringraziamo.

Link in inglese: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11159649/The-great-Lira-revolt-has-begun-in-Italy.html


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