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Max Parisi

L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / LA CAMPAGNA D'AUTUNNO DELLA GERMANIA. OBBIETTIVO: CACCIARE DRAGHI E UE TUTTA TEDESCA.

martedì 7 ottobre 2014

La Germania ha iniziato ufficialmente la campagna d’autunno, quella che secondo  i piani di Berlino dovrebbe garantire la totale supremazia teutonica sul continente, portando alla realizzazione aggiornata al nuovo millennio del reich millenario di hitleriana  memoria.

Fantascienza? Decisamente no: gli ultimi attacchi di politici e stampa tedesca nei confronti di Mario Draghi e della sua politica, dell’Italia e della Francia, spingono tutte in una sola direzione, quella della supremazia tedesca rispetto a tutte le altre nazioni.

E per ottenere questo, l’unico mezzo è quello di distruggere le economie nazionali, in modo da togliere qualsiasi concorrenza al sistema produttivo tedesco.

D’altra parte, da quando la crisi è scoppiata, la Germania gode di una posizione invidiabile: a fronte di un’esposizione mostruosa delle sue banche in strumenti derivati (la sola Deutsche Bank ne ha in pancia 75.000 miliardi, 150 volte il proprio patrimonio!) in grado di mettere in serio dubbio la solvibilità dello stato, la cancelliera Merkel è in grado di ridurre il proprio debito pubblico… indebitandosi. Già, può sembrare assurdo, ma gli investitori, abbagliati dalla presunta solidità tedesca, sono disposti a rinunciare agli interessi e, anzi, a pagare, pur di acquistare i Bund tedeschi, che ormai presentano, soprattutto sulle brevi durate, rendimenti reali negativi.

Tutto questo, ovviamente, è possibile se il resto del panorama europeo è considerato poco più che spazzatura e per far sì che questo si avveri, è necessario continuare ad insistere sulle politiche di austerità tanto care a Berlino. Quelle politiche, giusto per intenderci che, spacciate per cure miracolose, hanno portato la Grecia ad avere un PIL inferiore, in termini reali, del 30% rispetto all’inizio della crisi, con un debito pubblico nuovamente fuori controllo ed una spesa pubblica che, nonostante i tagli da macelleria sociale, è in costante aumento per effetto della deflazione.

Vogliamo parlare della Spagna?  Anche qui, le miracolose ricette made in Berlino, hanno fatto sì che 2.500.000 spagnoli dipendano dai sussidi della Caritas e che le riforme del lavoro attuate dal governo Rajoy abbiano fatto esplodere la disoccupazione a livelli mai visti (le stesse riforme che alcuni economisti italiani, con notevole sprezzo del ridicolo, vorrebbero attuare da noi).

Che dire dell’Italia? Anche quest’anno il PIL sarà negativo, il debito pubblico batterà ogni record, così come la disoccupazione, in particolare quella giovanile che ormai riguarda quasi un giovane su due.

Ovviamente, un investitore, secondo voi, è più invogliato ad acquistare un BTP, un Bonos Spagnolo o un bund tedesco, se non vuole preoccupazioni? E infatti, i Bund arrivano ad avere perfino interessi negativi, come dicevo poco fa. 

Tuttavia, se la BCE, come ha deciso di fare Draghi, inizia ad attuare politiche non convenzionali per stimolare la crescita degli stati, come l’acquisto di titoli di debito privato per abbassare i tassi d’interessi al sistema privato, ecco che il giochino tedesco potrebbe rompersi. Maggior credito alle imprese significa possibilità di fare investimenti (ora totalmente fermi in molti paesi dell’eurozona) per le aziende, quindi creazione di posti di lavoro e ripartenza dell’economia. In una sola parola: concorrenza per le conglomerate tedesche e problemi per le sue banche che, dalla vendita di derivati sul rischio default degli altri stati guadagnano fior di commissioni.

Tutto questo, dalle parti di Berlino, è inaccettabile e per questo è partito il fuoco di artiglieria su Draghi, definito l’uomo sbagliato al posto sbagliato dal ministro delle finanze del land della Baviera ed esponente di spicco della CSU, fedelissimo alleato della CDU di Merkel.

D’altra parte, diciamocelo chiaramente, se fossimo al posto della Germania, con una classe politica europea prona ai suoi desideri a scapito degli interessi dei propri cittadini, con una banca centrale che fino a poco tempo fa era altrettanto accomodante, non ne avremmo approfittato anche noi per ottenere la supremazia economica? Di primo acchito, verrebbe da dire di sì, poi pensando alla nostra classe politica, la risposta virerebbe verso un convinto e fragoroso: “NO”.  

Il che, ci fa capire come, alla fine, la campagna d’autunno potrebbe avere successo con un Draghi messo gentilmente alla porta, pronto a divenire il nuovo presidente della repubblica italiana complice il passo indietro dell’attuale inquilino per raggiunti limiti di età.

Luca Campolongo

consulenza@sosimprese.info

www.sosimprese.info

 


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