51.940.289
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

SCONTRO FRONTALE SPAGNA - CATALUNIA: ''FAREMO LO STESSO IL REFERENDUM, A QUALSIASI COSTO'' (PORTAVOCE ESECUTIVO CATALANO)

martedì 30 settembre 2014

BARCELLONA - Il governo regionale catalano ha sospeso "temporaneamente" la campagna per il referendum sull'indipendenza del 9 novembre - sospeso lunedì dalla Corte Costituzionale - per "ottemperare alla legge", ma ha ribadito di voler rispettare l'impegno a far svolgere la consultazione.

"Non possiamo certo mettere i funzionari pubblici con le spalle al muro, è in corso una procedura che non possiamo ignorare: la nostra volontà tuttavia è quella di continuare e faremo in modo da rispettare i nostri impegni conformemente alla legge" ha dichiarato il portavoce dell'esecutivo, Francesc Homs, ribadendo che "non c'è alcuna legge o decreto che sia stato annullato".

La Corte Costituzionale spagnola ha accettato ieri di esaminare il ricorso presentato dal governo di Madrid contro la convocazione del referendum, ovvero contro la relativa legge votata dal Parlamento catalano e il decreto firmato dal governo regionale, sospendendone quindi gli effetti. La mossa del governo di Madrid era del resto obbligata e altrettanto obbligata è stata la decisione della Corte; il voto del 9 novembre correrà quindi verosimilmente la sorte dell'unico precedente in materia - una consultazione promossa dall'ex presidente regionale basco Juan José Ibarretxe, bocciata sia dalle Cortes che dal tribunale, dal momento che in base alla Costituzione nessun governo regionale ha il potere di convocare un referendum. 

Non sembra infatti che la differenza legale sottolineata dal governo catalano - e cioè che si tratti di un referendum meramente "consultivo" - possa fare breccia in una Corte costituzionale da sempre orientata verso la difesa ad oltranza dell'unità dello Stato, come dimostrato dal suo intervento sullo Statuto di Autonomia catalano che costituisce peraltro una delle principali radici della crisi odierna.

L'Estatut approvato sotto il governo Zapatero e approvato dalle Cortes a maggioranza socialista con un regolare iter parlamentare venne infatti denunciato da alcuni gruppi dell'ultradestra con l'appoggio del Partido Popular e fortemente limitato dalla Corte, i cui giudici sono a maggioranza conservatori: un "vulnus" che Barcellona non ha mai perdonato, e che il successivo governo conservatore non ha fatto nulla per sanare.

Di fatto, l'esecutivo di Mariano Rajoy ha peggiorato la situazione con una polemica legge sull'istruzione che - secondo la Catalogna - ha l'obbiettivo di promuovere l'insegnamento in lingua castigliana a dispetto del vigente bilinguismo scolastico; né è stato trovato un equilibrio fiscale in grado di aumentare il grado di autosufficienza finanziaria della Catalogna, come accade al contrario per i Paesi Baschi (ai quali nemmeno la dittatura franchista, grata per l'appoggio della grande borghesia industriale, osò abolire i tradizionali "Fueros", diritti di origine medievale).

Le due parti sono giunte dunque a un punto morto, un muro contro muro che ha favorito l'auge dell'indipendentismo, divenuto un'opzione maggioritaria in grado di mobilitare milioni di persone malgrado l'assenza di un serio dibattito sulle eventuali conseguenze di una secessione; di fronte all'intransigenza (anche ideologica) di Madrid il presidente catalano Artur Mas si trova ora ad un difficile bivio.

Una prima possibilità è appunto quella di far svolgere comunque il referendum del 9 novembre, esponendo però gli organizzatori (e i membri dei seggi elettorali) ad eventuali sanzioni amministrative o penali; l'alternativa è rinunciare alla consultazione e trasferirne il significato politico a delle elezioni regionali anticipate, dalle quali tuttavia il partito di Mas, il conservatore CiU, rischia di uscire nettamente sconfitto dagli indipendentisti di Erc - uno scenario che non farebbe che radicalizzare lo scontro.

 


SCONTRO FRONTALE SPAGNA - CATALUNIA: ''FAREMO LO STESSO IL REFERENDUM, A QUALSIASI COSTO'' (PORTAVOCE ESECUTIVO CATALANO)


Cerca tra gli articoli che parlano di:

REFERENDUM   INDIPENDENZA   CATALOGNA   SPAGNA   MADRID   BARCELLONA    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
IL PRESIDENTE TRUMP ALL'ONU: ''GLI STATI-NAZIONE RESTANO IL VEICOLO MIGLIORE PER L'ELEVAZIONE DELLA CONDIZIONE UMANA''

IL PRESIDENTE TRUMP ALL'ONU: ''GLI STATI-NAZIONE RESTANO IL VEICOLO MIGLIORE PER L'ELEVAZIONE DELLA

mercoledì 20 settembre 2017
NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di radere al suolo la Corea del Nord, se quest'ultima dovesse intraprendere azioni offensive contro gli Usa o i loro alleati
Continua
 
E' IN CORSO IL GOLPE SPAGNOLO IN CATALOGNA: GUARDIA CIVIL ARRESTA 12 MEMBRI DEL GOVERNO CATALANO, PIAZZE IN RIVOLTA

E' IN CORSO IL GOLPE SPAGNOLO IN CATALOGNA: GUARDIA CIVIL ARRESTA 12 MEMBRI DEL GOVERNO CATALANO,

mercoledì 20 settembre 2017
BARCELLONA - Il braccio di ferro tra la Catalogna e il governo centrale spagnolo di Mariano Rajoy, pupillo della Ue e fedele servitore della Commissione europea.  e' entrato nella sua fase piu'
Continua
SOLIDARNOSC SCENDE IN PIAZZA A VARSAVIA CONTRO LA UE: GIU' LE MANI DALLA POLONIA! ABBIAMO GIA' BATTUTO L'URSS, ATTENTI!

SOLIDARNOSC SCENDE IN PIAZZA A VARSAVIA CONTRO LA UE: GIU' LE MANI DALLA POLONIA! ABBIAMO GIA'

lunedì 18 settembre 2017
LONDRA - Probabilmente nessuno e' a conoscenza del fatto che sabato scorso migliaia di polacchi hanno protestato davanti l'ufficio di rappresentanza della Commissione europea a Varsavia e la cosa non
Continua
 
UN SIRIANO (ARRIVATO DALL'ITALIA) E UN IRAKENO, I TERRORISTI ISLAMICI CHE HANNO TENTATO LA STRAGE A LONDRA NELLA TUBE

UN SIRIANO (ARRIVATO DALL'ITALIA) E UN IRAKENO, I TERRORISTI ISLAMICI CHE HANNO TENTATO LA STRAGE A

lunedì 18 settembre 2017
LONDRA - Ha un nome e un volto, almeno sulla stampa britannica, un dei due arrestati per la bomba sulla metropolitana di Londra di venerdì: si tratta di Yahya Faroukh, 21 anni, rifugiato
Continua
LA FRANCIA DICHIARA GUERRA AI MOTORI DIESEL DI AUTO E CAMION, SUPER INQUINANTI: NUOVA TASSA FINO A 10.500 EURO-ANNO

LA FRANCIA DICHIARA GUERRA AI MOTORI DIESEL DI AUTO E CAMION, SUPER INQUINANTI: NUOVA TASSA FINO A

lunedì 18 settembre 2017
PARIGI - La Francia dichiara guerra ai motori diesel. Il governo francese prevede un inasprimento della tassa "bonus-malus" sulle emissioni inquinanti degli scarichi delle automobili, soprattutto di
Continua
 
DAL PALCO - PER LA PRIMA VOLTA BLU, COLORE DEL NAZIONALISMO - MATTEO SALVINI LANCIA IL ''NEW DEAL'' DELLA NUOVA LEGA

DAL PALCO - PER LA PRIMA VOLTA BLU, COLORE DEL NAZIONALISMO - MATTEO SALVINI LANCIA IL ''NEW DEAL''

domenica 17 settembre 2017
PONTIDA - Da Pontida, Matteo Salvini ha lanciato messaggi chiari: law and order per il Paese, e un new deal - un nuovo corso - per giustizia, economia, sociale, Europa. "Mano libera alla Polizia", ha
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
IL PREMIER BRITANNICO DAVID CAMERON HA FATTO CAPIRE CHE IL REFERENDUM PER USCIRE DALLA UE POTREBBE ESSERE IMMINENTE.

IL PREMIER BRITANNICO DAVID CAMERON HA FATTO CAPIRE CHE IL REFERENDUM PER USCIRE DALLA UE POTREBBE
Continua

 
L'AUSTRALIA HA TROVATO UNA SOLUZIONE PER FERMARE I CLANDESTINI: PAGA 25 MILIONI DI EURO ALLA CAMBOGIA PER ''OSPITARLI''

L'AUSTRALIA HA TROVATO UNA SOLUZIONE PER FERMARE I CLANDESTINI: PAGA 25 MILIONI DI EURO ALLA
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!