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Max Parisi

ATTACCO SENZA PRECEDENTI DEL GOVERNO MERKEL A DRAGHI: ''IL SUO PIANO DI AIUTI FINANZIARI (AI PIIGS) NON CI PIACE'' (BOOM!)

giovedì 25 settembre 2014

BERLINO - Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, si e' detto "non particolarmente entusiasta" del dibattito in corso su acquisti di titoli Abs, emessi a fronte di cartolarizzazioni di prestiti a imprese e famiglie, da parte della Bce. Nel linguaggio "diplomatico" dei vertici del governo tedesco, questo sta a significare un netto rifiuto e una clamorosa bocciatura.

Intervenendo al Bundestag, impegnato nel dibattito sulla legge di attuazione dell'unione bancaria europea, Schaeuble ha detto di temere conflitti di interesse tra i compiti di vigilanza unica esercitati dalla Banca centrale da un lato e la politica monetaria dall'altro. Come dire: la Bce da una parte accetta a garanzia dei prestiti bond bancari di dubbia solvibilità, dall'altra è responsabile della vigilanza delle medesime banche a cui presta capitali. 

Anche Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, non ha mai nascosto le sue riserve in proposito. Per Schaeuble, "bisogna muoversi con prudenza" su questo tipo di piani che il presidente della Bce, Mario Draghi, ha preannunciato, assieme a un secondo programma per l'acquisto di covered bond (gia' effettuati in passato dalla Bce mentre per gli Abs sarebbe la prima volta) e i cui dettagli dovrebbero essere annunciati durante la conferenza stampa mensile del Consiglio direttivo in programma a Napoli il 2 ottobre.

Al riguardo di questo attacco - senza precedenti - del governo tedesco al numero uno della Bce, il Sole 24 Ore scrive: "Il vero bersaglio di Schaeuble in realtà potrebbe essere il quantitative easing, il massiccio programma di acquisto di titoli di Stato che la Bce potrebbe lanciare nei prossimi mesi se la minaccia di deflazione dovesse materializzarsi. Sia il presidente della Bundesbank Jens Weidmann che il governo tedesco non hanno mai nascosto la loro contrarietà al progetto, che configurerebbe un finanziamento dei bilanci nazionali e dunque violerebbe il mandato della Bce. Draghi invece non ha mai escluso la possibilità del ricorso al «Qe» se la situazione lo dovesse richiedere. All'ultima riunione del board, quando la Bce ha tagliato il costo del denaro allo 0,05% e preannunciato il piano di acquisto di Abs, Weidmann ha votato contro"

Il quotidiano di Confindustria centra perfettamente il problema, ma il vero problema dietro questo è la rottura del rapporto di fiducia fra Draghi e la Germania. Una rottura che non potrà che portare all'uscita di Draghi dalla Bce. 

Max Parisi


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