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Max Parisi

GRAZIE A CRISI + SANZIONI UE ALLA RUSSIA, SCOMPARSO IL 28% DEI FRUTTETI ITALIANI! AVANTI COSI' TRA UN ANNO SARA' IL 50%

mercoledì 24 settembre 2014

Gli acquisti familiari di frutta e verdura degli italiani sono crollati di oltre il 20 per cento negli anni della crisi per un quantitativo che nel 2014 è sceso addirittura al di sotto dei 400 grammi per persona raccomandati dal Consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. E` l`allarme lanciato dalla Coldiretti all`apertura del Macfrut, la rassegna internazionale del settore ortofrutticolo inaugurata dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

Si tratta degli effetti - sottolinea la Coldiretti - della spirale recessiva tra deflazione e consumi iniziata dal 2007 che sta mettendo a rischio le imprese e la salute consumatori e che occorre rompere per dare a tutti la possibilità di acquistare con fiducia la componente piu` importante della dieta estiva degli italiani, in un Paese come l`Italia che è leader europeo nella produzione.

Nel 2013 gli acquisti familiari di prodotti ortofrutticoli sono scesi a 323 chili all`anno ma nel primo semestre del 2014 la discesa è proseguita con un ulteriore calo del 2 per cento rispetto allo stesso periodo dell`anno precedente. Sul podio della frutta preferita dagli italiani nel tempo della crisi - rileva la Coldiretti - salgono le mele seguite dalle arance e dalle banane ma sono apprezzate nell`ordine angurie, pere, pesche, clementine, meloni, limoni e uva.

Secondo il rapporto Istat/Cnel 2013 sul benessere in Italia - continua la Coldiretti - solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l`assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante.

Il calo è ancora piu` preoccupante per bambini e adolescenti con il numero di coloro che mangiano frutta e verdura a ogni pasto è sceso al 35 per cento mentre quelli che la mangiano una volta al giorno sono passati al 35 per cento nel 2013 e si registra anche un aumento di coloro che non l'assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31 per cento).

Gli effetti si fanno sentire sulla produzione agricola con i prezzi pagati al produttore che sono per la maggior parte delle varietà ben al di sotto dei costi di produzione mettendo così a rischio il frutteto italiano che negli ultimi trent`anni - continua la Coldiretti - si è ridotto del 28 per cento ed oggi puo` contare su appena 321mila ettari coltivati a melo, pero, pesco, albicocco, arancio, limone e altro.

Una situazione ancora piu` grave per le pesche e le nettarine le cui coltivazioni - continua la Coldiretti - si sono quasi dimezzate con un calo del 44 per cento ed oggi possono contare su appena 62104 ettari secondo l`Istat. 

A dare il definitivo colpo di grazia al settore, ora sono arrivate le sanzioni della Ue alla Russia e l'embargo russo per ritorsione. Si stima che se dovesse continuare per un anno, nell'estate del 2015 il 50% dei terreni coltivati a frutta e verdura in Italia saranno abbandonati per l'assenza di un mercato dove poter vendere la produzione.

Redazione Milano


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