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Max Parisi

LA STAMPA BRITANNICA SALUTA LA VITTORIA DEL NO, MA IL REGNO UNITO ORA CAMBIERA' PROFONDAMENTE (GIUDIZIO UNANIME)

venerdì 19 settembre 2014

La stampa britannica ha salutato oggi la vittoria del No nel referendum scozzese sull'indipendenza, ma tutti i quotidiani, sia scozzesi che inglesi, hanno sottolineato come le conseguenze del voto per il Regno Unito saranno comunque profonde e complesse.

THE HERALD (SCOZIA) "La Scozia dice no, ma cambia il Regno Unito per sempre" titola The Herald, antico quotidiano "di qualità" di Glasgow, di centrosinistra. All'interno, i commenti dei suoi columnist sono unanimi: restano molte questioni irrisolte, sarà difficile per i partiti di Londra mantenere le promesse fatte di maggiori poteri alla Scozia, almeno nei tempi e nei termini che molti scozzesi vorrebbero. E, prima o poi, ci sarà un nuovo referendum.

THE SCOTSMAN (SCOZIA) "La Scozia dice 'No grazie'", titola a tutta pagina The Scotsman, quotidiano di Edinburgo schierato per il No. Il giornale sottolinea all'interno come dopo il referendum e le promesse di più "devolution" alla Scozia, anche le collettività territoriali minori in Inghilterra sembrano sul piede di guerra per ottenere più poteri dal governo centrale di Londra.

DAILY RECORD (SCOZIA) "Nuova Scozia, nuova Gran Bretagna" titola a tutta pagina il Daily Record, il tabloid scelto pochi giorni fa dal premier David Cameron, dal capo dell'opposizione laburista Ed Miliband e dal leader dei liberali Nick Clegg per la loro "promessa" in extremis agli elettori scozzesi di ancora maggiore autonomia.

"La nostra domanda comune per un accordo migliore oggi ha scatenato un terremoto che deve portare a una Gran Bretagna migliore e più equa".

THE INDEPENDENT (LONDRA) "Il regno ri-unito", titola a tutta pagina il quotidiano progressista di Londra "The Independent". Secondo il giornale, "l'unione sopravvive - ma ora comincia il vero gioco di potere: Farage e Miliband scendono in campo e l'opposizione chiede devolution per tutti".

THE GUARDIAN (LONDRA) "La Scozia dice no" è il sobrio titolo del quotidiano di sinistra di Londra "The Guardian", che riempie la prima pagina con una foto del leader dello Scottish National Party (Snp) Alex Salmond, visibilmente rattristato dalla sconfitta. All'interno, il Guardian analizza le difficoltà politiche - soprattutto per il Labour - del futuro scenario simil-federale che potrebbe risultare dalle promesse fatte dal governo Cameron di maggiore autonomia per la Scozia e ora anche per l'Inghilterra. Per l'Snp e Salmond l'immediato futuro non è roseo ma nel tempo - ritiene il Guardian - la questione referendaria potrebbe tornare.

THE TIMES (LONDRA) "Restiamo insieme", titola a tutta pagina il conservatore "Times", secondo cui "la maggioranza silenziosa della Scozia porta una vittoria decisiva". Anche il Times analizza negli articoli all'interno le conseguenze della "devo-max", la super devolution promessa dai partiti unionisti di Londra per convincere gli scozzesi a votare No.

FINANCIAL TIMES (LONDRA) "Cameron apre la questione inglese dopo il No scozzese", titola il quotidiano economico della City sulla sua edizione online.

All'interno, anche il Ft si sofferma sulla promessa fatta nella notte da Cameron di dare una risposta alla domanda dei cittadini inglesi (non scozzesi) di "voti inglesi per leggi inglesi", cioè più poteri ai parlamentari inglesi sulle questioni relative all'Inghilterra e non al resto del Regno Unito. In un commento all'interno, intitolato con la celebre frase de "Il Gattopardo" ("Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"), il quotidiano riconosce che il caso scozzese è parte di un lento processo di disgregazione statale iniziato con la guerra irlandese dell'inizio del secolo XX, e che l'indipendenza della Scozia non è una questione sepolta con il No di stanotte.


LA STAMPA BRITANNICA SALUTA LA VITTORIA DEL NO, MA IL REGNO UNITO ORA CAMBIERA' PROFONDAMENTE (GIUDIZIO UNANIME)


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