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Max Parisi

RENZI HA RIDOTTO LE TASSE? NO, LE HA AUMENTATE (+0,2% DAL 2013) ORA SONO AL 44% PARI A 15.330 EURO DI MEDIA A FAMIGLIA

sabato 13 settembre 2014

Famiglie italiane tartassate dal fisco. Su ognuna grava un carico medio annuo di quasi 15.330 euro. Tra l'Irpef e le relative addizionali locali, le ritenute, le accise, il bollo auto, il canone Rai, la tassa sui rifiuti, i contributi a carico del lavoratore, ogni nucleo famigliare versa all'Erario, alle Regioni e agli Enti locali mediamente 1.277 euro al mese: un importo che, praticamente, corrisponde allo stipendio medio percepito mensilmente da un impiegato.

I conti li ha fatti l'Ufficio studi della Cgia che ha stimato il gettito di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali che le famiglie versano ogni anno allo Stato italiano. Nel 2013, grazie all'abolizione dell'Imu sulla prima casa, il prelievo medio annuo era sceso a 15.329 euro: ben 325 euro in meno rispetto a quanto versato nel 2012. Per l'anno in corso, purtroppo, il gettito invece è destinato ad aumentare ancora a causa dell'introduzione da parte del governo Renzi della Tasi e degli effetti legati all'aumento dell'aliquota Iva avvenuto nell'ottobre scorso.

''Pur essendo un Paese di tartassati - dichiara il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi - i servizi che riceviamo dallo Stato quasi sempre non sono all'altezza delle aspettative, data la mole esorbitante della tassazione. Dalle infrastrutture alla sanità, dai trasporti all'istruzione, in molte regioni la qualità e la quantità di questi servizi è inaccettabile".

Nonostante la restituzione degli 80 euro ai redditi più bassi, prosegue Bortolussi , "con un carico fiscale di questa portata sarà difficile rilanciare i consumi delle famiglie. Il livello di arrabbiatura raggiunto nei confronti di un fisco sempre più aggressivo e pretenzioso, ha fatto scendere ai minimi storici la fiducia dei consumatori italiani. Con gli effetti della crisi che non accennano a diminuire e un fisco sempre più esoso, i bilanci familiari rimangono in rosso, penalizzando anche quelli degli artigiani e dei piccoli commercianti che vivono quasi esclusivamente dei consumi del territorio in cui operano''.

La montagna di tasse e contributi che grava sulle spalle degli italiani emerge in maniera altrettanto evidente quando si analizza la serie storica del cosiddetto ''Tax freeedom day''. Sempre secondo i calcoli effettuati dall'Ufficio studi della CGIA, con una pressione fiscale che per il 2014 è destinata a toccare il record storico del 44 per cento, quest'anno i contribuenti italiani hanno lavorato per il fisco fino alla prima decade di giugno: precisamente l'11 giugno.

Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, all'aumento dell'Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l'arco dell'anno, all'introduzione della Tasi  cancellano i benefici del taglio dell'Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi: la pressione fiscale di quest'anno è destinata a salire di 0,2 punti percentuali rispetto al livello raggiunto nel 2013, conclude la CGIA. 

Redazione Milano.


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