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Max Parisi

SONDAGGI PER L'UNIONE, MA IL PREMIER SALMOND: ''LA SCOZIA VOTERA' SI''' FARAGE: ''INDIPENDENZA? GOVERNERA' BRUXELLES!''

giovedì 11 settembre 2014

EDIMBURGO - SCOZIA - "La Scozia sta per fare storia. Gli occhi del mondo sono puntati sul referendum scozzese": lo ha dichiarato a Edimburgo Alex Salmond, il giorno dopo che il primo ministro britannico David Cameron ha visitato la capitale scozzese per chiedere di preservare "la famiglia delle nazioni" La campagna elettorale in vista del voto del 18 settembre e' stato un "processo di legittimazione nazionale", ha detto con ottimismo Salmond e ha promesso che una Scozia indipendente sara' una societa' "piu' giusta e piu' redditizia".

"La Scozia votera' 'si'' giovedi' prossimo perche' le promesse dell'ultimo secondo del fronte del 'no' non inganneranno nessuno", ha insistito il "first minister" scozzese. "In quanto paese, stiamo riscoprendo l'autostima, come nazione stiamo trovando la nostra voce... Il 18 settembre, noi, il popolo teniamo il destino nelle nostre mani", ha aggiunto. In base agli ultimi sondaggi, gli elettori scozzesi sono spaccati a meta' tra il "si'" all'indipendenza e il "no" alla separazione da Londra, sebbene solo una ricerca finora abbia dato in vantaggio il fronte pro-indipendentista. L'ultimissimo sondaggio, pubblicato ieri dal quotidiano Scotland's Daily Record, dava gli indipendentisti al 47% contro il 53% degli "unionisti", senza dare conto degli indecisi. 

"La Scozia, in caso di indipendenza, partecipera' solo ad azioni militari autorizzate dall'Onu secondo il diritto internazionale" ha aggiunto il primo ministro scozzese, Alex Salmond, rispondendo a una domanda dei giornalisti stranieri che gli chiedevano la posizione di Edimburgo rispetto alla coalizione contro l'Isis annunciata dal presidente americano, Barack Obama.

Salmond ha detto inoltre di non aver mai dichiarato che gli scozzesi sono piu' pacifici degli inglesi. Ma ha anche precisato che uno Stato indipendente rispettera' la legge internazionale a differenza di quello che accadde quando la Gran Bretagna appoggio' la guerra in Iraq. Rispetto a un ingresso scozzese nell'Alleanza atlantica, ha ricordato come l'ex ambasciatore britannico nella Nato abbia detto di recente che la Scozia sarebbe benvenuta. 

Ma un'eventuale separazione dalla Gran Bretagna "solleverebbe questioni importanti e complicate, che dovrebbero essere negoziate" soprattutto per quanto riguarda un possibile impatto sull'economia britannica, ha detto William Murray, viceportavoce del Fondo monetario internazionale, durante la consueta conferenza stampa bisettimanale a Washington.

"C'e' un processo politico in corso e non sarebbe appropriato commentarlo", ha detto Murray, ammettendo tuttavia che una separazione "creerebbe una situazione di incertezza, soprattutto da un punto di vista monetario, finanziario e fiscale". Tutto questo "potrebbe avere un impatto sull'economia" britannica, ma anche su quella scozzese, che dovrebbe dimostrare di essere autosufficiente. 

E anche nel mondo delle grandi banche, l apossibile indipendenza della Scozia procura allarme. La Royal Bank of Scotland, una delle più antiche del Regno Unito, conferma le voci di un trasferimento della propria sede legale da Edimburgo a Londra in caso di una vittoria dei 'sì' nel referendum per l'indipendenza del 18 settembre. In una nota ufficiale diffusa stamani, l'istituto, che fu fondato proprio a Edimburgo nel 1727, afferma che la decisione si renderebbe "necessaria" di fronte alle "incertezze" e alle "possibili implicazioni finanziarie" derivanti da una vittoria del fronte indipendentista.

L'amministratore delegato di Rbs Ross McEwan, in una lettera inviata ai dipendenti, chiarisce che comunque l'eventuale trasferimento della sede legale non avrebbe implicazioni sulle operazioni della banca, né sui livelli occupazionali in Scozia. "Rbs -afferma McEwan- intende mantenere un livello significativo delle proprie operazioni e di posti di lavoro in Scozia a sostegno della propria clientela e del complesso delle attività della banca".

Analogo annuncio è giunto anche da Lloyds Banking Group che, come riportano i media britannici, ha confermato, in caso di vittoria dei 'sì', il trasferimento della propria sede legale a Londra, dove già si trova il quartier generale del gruppo. Anche Standard Life, gigante del settore pensionistico, ha rivelato di avere pianificato il trasferimento in Inghilterra di una parte delle proprie attività, per proteggere la clientela dalle ripercussioni finanziarie dovute all'incertezza generata da un'eventuale vittoria degli indipendentisti.

Il leader dell'UKIP, Nigel Farage, da parte sua si dice convinto che anche ammesso vinca il sì, la Scozia non diventerebbe indipendente. 

Votando a maggioranza 'sì' nel referendum del 18 settembre gli scozzesi si separerarnno dall'Inghilterra, ma non otterranno l'indipendenza: al governo di Londra si sostituirà quello di Bruxelles, scrive Farage sul Telegraph, in un intervento sul referendum scozzese.

Bersaglio del leader dell'Ukip sono sia il 'first minister' scozzese Alex Salmond, fautore dell'indipendenza, che David Cameron. Il premier inglese viene paragonato all'"arrogante" re Edoardo II, che certo della vittoria "è finito dritto in un agguato pianificato da tempo" da Salmond.

Dopo oltre 300 anni gli scozzesi vogliono liberarsi del "giogo" inglese, riconosce Farage. "Il problema per gli scozzesi, però, è che se voteranno 'sì' la prossima settimana, non otterranno l'indipendenza. Piuttosto, voteranno per farsi governare da Bruxelles.

Come Cameron ha brutalmente scoperto - scrive ancora Farage- nessun membro della Ue è veramente indipendente". Il leader dell'Ukip, alleato del M5S di Beppe Grillo sui banchi dell'Europarlamento, mette quindi in guardia gli elettori scozzesi dalla realtà che a suo giudizio si materializzerebbe per loro in caso di secessione dall'Inghilterra e quindi di un minore peso politico.

In un'Europa dominata dalla Germania di Angela Merkel, afferma Farage, "una Scozia fuori dal Regno Unito, ma nella Ue, non potrà più avere le proprie politiche sul commercio, l'agricoltura, la pesca, l'immigrazione, l'ambiente o la giustizia al pari degli altri membri della Ue". 

Redazione Milano. 


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