50.668.054
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO: ECCO COME USCIRE DALL'EURO, CONFRONTO DI METODI E CONSEGUENZE (TUTTE POSITIVE)

mercoledì 10 settembre 2014

Mentre l’Inghilterra annuncia che alzerà i tassi d’interesse in quanto la ripresa economica sta andando oltre le aspettative, con ben 1,2 milioni di posti di lavoro in più e  Ungheria e Polonia possono vantare una crescita del PIL superiore al 3% e disoccupazione in calo, il governatore della BCE è stato costretto a ridurre il tasso di sconto sostanzialmente a zero nel tentativo disperato quanto inutile di far ripartire l’economia dell’eurozona che segnala un drammatico encefalogramma piatta ed una disoccupazione record pari a 44,8 milioni di persone.

Nel frattempo, i redditi delle famiglie italiane sono tornati ai livelli di 28, dicasi ventotto!, anni fa e l’organizzazione umanitaria Medicins du Monde trasferisce i piani umanitari previsti per l’Africa in Grecia stante la disperata situazione sanitaria frutto del “risanamento” operato dalla troika FMI-BCE-UE sotto dettatura della cancelliera di Berlino Angela Merkel e del fido Schauble.

Appare in tutta evidenza, come ormai riporta quotidianamente la stampa estera, che l’euro e le nazioni che lo adottano sono il grande malato mondiale, una delle poche zone che non cresce di una virgola e che, al contrario, sta distruggendo ricchezza peggio di un conflitto mondiale.

Certo, abbiamo gli euroentusiasti alla Renzi, pronti a copiare riforme in salsa tedesca che stanno già dimostrando il loro fallimento in patria e che non esitano a tartassare i propri cittadini con imposte e gabelle di ogni sorta, comprese le più odiose, come quelle sulla casa di proprietà.

La realtà è che siamo in presenza di un accanimento terapeutico senza precedenti, perché viene applicato su un cadavere già freddo, quello dell’euro.

Quale soluzione a questo disastro di proporzioni bibliche?

Una sola: la fine dell’euro ed il ritorno a monete nazionali. 

Le strade sono solo due

A) Gli stati membri dell’eurozona, preso atto del fallimento di un progetto che, a dirla tutta,  era evidente fin dall’inizio, concordano un ritorno programmato alle valute nazionali, fissando tassi di cambio iniziali, periodo di permanenza della doppia valuta e successiva liberalizzazione dei cambi (parliamoci chiaro, anche il sistema a cambi fissi dello SME, era assolutamente inefficiente)

B) Un singolo stato, di fronte all’evidenza che l’euro comporterebbe la distruzione del proprio tessuto sociale ed economico ed alla fine della sua stessa esistenza, decide di uscire unilateralmente dalla moneta unica (cosa prevista nei trattati della ue).

Stabilito che l’ipotesi A, che sarebbe la più sensata, difficilmente sarà percorsa stante l’ottusità degli eurocrati, rimane la B.

Uno stato, ipotizziamo l’Italia, sarebbe quindi in grado di tornare ad emettere propria valuta, meglio se con una banca centrale con funzione di prestatore di ultima istanza (ovvero acquirente di debito pubblico in caso di necessità). Quali sarebbero i passi? Vediamoli:

- Predisposizione di un adeguato quantitativo di cartamoneta e decisione del tasso di cambio iniziale con l’euro. Per comodità potrebbe essere quello euro/lira iniziale

- Ridenominazione del debito pubblico nelle nuove lire

- Passaggio alla nuova valuta a mercati chiusi, in un fine settimana, per evitare disguidi.

- Limiti iniziali al prelievo di denaro per evitare speculazioni

Nulla di spaventoso o di impraticabile.

A quanti affermano che la nuova lira potrebbe subire una svalutazione anche della metà rispetto all’euro, ricordiamo che questo significa che l’euro è sopravvalutato esattamente della stessa percentuale rispetto al potenziale dell’economia italiana e che questo è il motivo principale della crisi. Quindi le strade sono due: o svalutazione esterna rispetto alle altre monete, o svalutazione interna, impoverendo le famiglie, che è proprio quello che sta accadendo oggi.

Uno stato liberato dai vincoli  di una banca centrale che non può prestare soldi agli stati ma solo alle banche private (la somma idizia della BCE), potrebbe finanziare un serio programma di sviluppo per il proprio paese, in particolare nel campo delle infrastrutture e della ricerca, bloccando anche la fuga di cervelli verso l’estero che sta impoverendo sempre più l’Italia.

E per tutelarsi dal rischio di una svalutazione selvaggia ad opera di qualche speculatore? Semplice, basta convertire una parte dei propri risparmi in una valuta stabile e diversa dall’euro, come il franco svizzero ad esempio. E per farlo, non occorre andare all’estero, basta chiedere alla propria banca l’apertura di un conto denominato in valuta. In questo modo, qualsiasi cosa accada al rapporto di cambio tra la nuova lira e le altre monete, sarà neutralizzato.

I concetti che sottendono al ritorno alla lira è leggermente più complesso, non ce ne vogliano i mega esperti in trading di valuta, ma quello che conta è la sostanza. Un vecchio lupo della borsa italiana era solito dire: “tutto quello che non può essere spiegato con parole capibili da un bambino di sei anni, è una fregatura”, esattamente il contrario di quello che oggi fa moda.

Le vie di salvezza dal disastro dell’euro, che sarà ricordato come una catastrofe pari alla seconda guerra mondiale per il popolo europeo ci sono, basta avere il buon senso e l’umiltà di percorrerle.

 

Luca Campolongo

consulenza@sosimprese.info

www.sosimprese.info

 


L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO: ECCO COME USCIRE DALL'EURO, CONFRONTO DI METODI E CONSEGUENZE (TUTTE POSITIVE)


Cerca tra gli articoli che parlano di:

VIA DALL'EURO   VIA DALLA UE   ITALIA   GOVERNO   BRUXELLES   GRECIA   AFRICA   EUROZONA    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA NAZIONALISTA DELLA FRANCIA

MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA

lunedì 14 agosto 2017
LONDRA - Quando Emmanuel Macron e' stato eletto presidente della Francia tutti i sinistri di casa nostra hanno fatto a gara a dichiarare tale risultato come una vittoria contro il razzismo e il
Continua
 
PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO ''AFRICANO'' DELL'ITALIA

PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO

sabato 12 agosto 2017
Il mitico ministro delle finanze “pierpiero” padoan, ha pubblicamente dichiarato, in perfetto rispetto della sua tradizione di non averne azzeccata una da quando siede su quella poltrona,
Continua
DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI PRESENTI NEL PAESE

DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI

lunedì 7 agosto 2017
LONDRA - Giorni fa avevamo riportato la notizia che la Malesia sta cacciando via tutti gli immigrati clandestini che da anni vivono nel suo territorio. Ebbene questo non e' affatto un caso isolato
Continua
 
RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I PRESTITI SEGNANO -2%

RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I

sabato 5 agosto 2017
Ripresa? Non si direbbe, dato che a salire non è l'economia italiana ma le sofferenze bancarie, e cioè i crediti elargiti dalle banche e non rimborsati da chi li ha ricevuti. "Tornano a
Continua
DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI: LE CASSE SONO VUOTE

DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI:

giovedì 3 agosto 2017
Secondo un’inchiesta di Unimpresa, nella prossima legislatura: 2018-2022, andranno a scadenza 900.143.000.000 di euro di debito pubblico, mettendo a serio rischio la stabilità ed il
Continua
 
LA BREXIT PRODUCE GRANDI INVESTIMENTI INDUSTRIALI... TEDESCHI IN GRAN BRETAGNA (LE NOTIZIE CHE NON VENGONO DIVULGATE)

LA BREXIT PRODUCE GRANDI INVESTIMENTI INDUSTRIALI... TEDESCHI IN GRAN BRETAGNA (LE NOTIZIE CHE NON

lunedì 31 luglio 2017
LONDRA - E' passato poco piu' di un anno da quando i cittadini britannici hanno votato per uscire dalla UE e tutte le previsioni catastrofiche fatte all'indomani di questo storico referendum non si
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
LA GRAN BUFALA DI RENZI CHE ''TAGLIA LE TASSE'': PATRIMONIALE SUGLI IMMOBILI DA 355 MLD (IMU + MOLTIPLICATORI CATASTALI)

LA GRAN BUFALA DI RENZI CHE ''TAGLIA LE TASSE'': PATRIMONIALE SUGLI IMMOBILI DA 355 MLD (IMU +
Continua

 
NOMISMA AFFONDA L'UNIONE EUROPEA! ''LE POLITICHE ECONOMICHE HANNO FALLITO, QUESTO E' IL TERZO ANNO DI RECESSIONE''

NOMISMA AFFONDA L'UNIONE EUROPEA! ''LE POLITICHE ECONOMICHE HANNO FALLITO, QUESTO E' IL TERZO ANNO
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!