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Max Parisi

RETROSCENA FULMINANTE: LE RAGIONI CHE HANNO PORTATO GERMANIA, POLONIA E NORD EUROPA A ''VOLERE'' ALLA FINE LA MOGHERINI

mercoledì 3 settembre 2014

C'è una storia piuttosto interessante che circola in rete riguardo ai veri motivi per cui Federica Mogherini e' stata nominata agli affari esteri UE, data la sua mancanza di qualifiche per ricoprire l'incarico.

Quindi, abbiamo deciso fosse opportuno vederci chiaro in questa storia cosi' da dare uno spunto di riflessione a tutti coloro che stanno soffrendo per le politiche antirusse di una signorina senza arte nè parte improvvisamente "accettata" nell'incarico PESC dopo mesi di bordate contro di lei da Polonia, Germania e altri Stati nord europei.

E difatti sembra che ci sia una ragione subdola ed estremamente grave che ha spinto la Germania a fingere di cedere sulla questione della nomina Mogherini per dare a Renzi i 15 minuti di gloria che Andy Warhol aveva previsto per ogni uomo.

Questa ragione riguarda l’approvazione del pacchetto legislativo per la tutela della sicurezza dei prodotti all’interno del quale sono contenute le norme a tutela del cosiddetto “Made in” che nel nostro caso è Made in Italy.                                          

Tale pacchetto rappresenta un passo fondamentale per la competitività delle nostre imprese, per la tutela dei consumatori e della salute e per la lotta alla contraffazione, ma e' fortemente opposto dai paesi nordici ed in particolare della Germania che da anni prova a fare di tutto per cancellarlo dato che è una barriera alla delocalizzazione selvaggia.

Già quattro anni fa, nel 2010, il Parlamento europeo aveva approvato un regolamento al riguardo, che poi fu ritirato dalla Commissione Europea* e chiuso in un cassetto, senza dare troppe spiegazioni, violando la scelta dell’unica istituzione europea espressione della volontà dei cittadini.

Il regolamento intendeva introdurre l’obbligo di specificare su un prodotto proveniente da fuori l’Ue il luogo di produzione in modo da fornire al consumatore una chiara indicazione. Indicazione, ovviamente, premiante per quei produttori europei non avvezzi a delocalizzare con un “made in” riconosciuto ed apprezzato nel mondo.

Il 16 Aprile 2014 però, è arrivata la batosta per la Germania e per i paesi nordici su questo fronte: ll Parlamento europeo ha approvato** ancora una volta e con 485 voti a favore, 130 contrari e 27 astensioni, le norme per rendere obbligatorie le etichette “Made in” sui prodotti non alimentari venduti sul mercato comunitario.

La questione ovviamente non finisce qui ed ora passa al Consiglio europeo durante la presidenza italiana. Sulla carta questo dovrebbe significare, a rigor di logica, la sconfitta definitiva della Germania e l’approvazione finale del regolamento che salverebbe il nostro paese, le nostre industrie, i nostri artigiani, il nostro commercio e la nostra stessa identità nel mondo.

Ma il diavolo si nasconde nei dettagli. La Germania ha deciso di organizzarsi seriamente senza lasciare nulla al caso: ha appoggiato alla presidenza del Consiglio europeo il Premier polacco Donald Tusk. La Polonia guarda caso era l’unico paese che era rimasto neutrale nella passata votazione del regolamento*** e quindi potrebbe fare la differenza. Tusk inoltre è un ultra liberista.

L’Italia ora dovrebbe opporsi, ma Renzi col via libera tedesco e polacco alla Mogherini è "in debito" con la Germania.

Il delicatissimo regolamento sul "made in" passa ad un Consiglio europeo presieduto da un uomo sostenuto dalla Merkel e premier dell’unico paese rimasto in passato neutrale sulla vicenda. A tutto questo si aggiunge che i cittadini italiani non ne sanno assolutamente nulla e se perdiamo la partita del “Made in” non rimarrà più niente dell’identità e dell’orgoglio del nostro paese.

Ecco che, quindi, questa trama diabolica che nasconde interessi economici giganteschi potrebbe spiegare il reale motivo per cui Federica Mogherini è diventata Miss PESC.

GIUSEPPE DE SANTIS

Fonti delle notizie riferite nell'articolo:

* http://www.europarlamento24.eu/made-in-la-commissione-europea-ritira-il-regolamento/0,1254,106_ART_2190,00.html

** http://www.europarlamento24.eu/etichettatura-si-riprova-con-il-made-in-obbligatorio/0,1254,106_ART_6676,00.html

*** http://www.europarlamento24.eu/made-in-la-partita-e-ancora-italia-germania/0,1254,106_ART_6679,00.html

 


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