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Max Parisi

ISTAT: LE FAMIGLIE NON RIESCONO PIU' A RISPARMIARE, IL LAVORO CALA E CALERA', GLI INVESTIMENTI ANCHE PEGGIO. DISASTRO.

lunedì 6 maggio 2013

L'Istat continua a vedere per il 2013 segnali di debolezza sul mercato del lavoro con una disoccupazione all'11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012) mentre nel 2014 il tasso di disoccupazione potrebbe crescere fino al 12,3% per via della lenta ripresa dell'economia.

 ''La caduta del reddito disponibile, l'elevato clima di incertezza percepito dai consumatori e il tentativo di ricostituire livelli di risparmio precedentemente erosi continuerebbero a penalizzare i consumi privati'', spiega l'Istituto nazionale di statistica. E, aggiunge, ''le persistenti difficolta' nel mercato del lavoro e l'orientamento restrittivo delle politiche di bilancio, limiterebbero la possibilita' di un aumento significativo dei consumi nel 2014''.

Il prossimo anno, infatti, evidenzia l'Istat, si registrerebbe solo ''una lieve ripresa'' della spesa privata per consumi (+0,4%), ''inferiore alla crescita del Pil''. Insomma nel 2013 le famiglie continuerebbero a sperimentare un'ulteriore riduzione del reddito disponibile, con inevitabili conseguenze negative sulla spesa. La fase di deterioramento del potere d'acquisto dovrebbe arrestarsi solo nel 2014.

Inoltre, sottolinea l'Istituto, ''il miglioramento delle condizioni di liquidita' derivante dalle misure recentemente adottate per favorire il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche nei confronti dei creditori privati, sarebbe destinato prevalentemente a ricostituire i livelli di risparmio''. Tanto che ormai l'incidenza delle famiglie in grado di effettuare risparmi e' ai livelli della crisi del 2009.

Guardando alla dinamica dei prezzi, l'Istat ricorda come nei primi mesi del 2013 il processo di rientro dell'inflazione ha subito un'accelerazione. ''Nei prossimi mesi, in presenza di andamenti moderati delle componenti interne dei costi, la riduzione del tasso di inflazione potrebbe essere frenata dall'aumento - avverte - di un punto (dal 21 al 22%) dell'aliquota ordinaria dell'Iva previsto, a normativa invariata, per luglio 2013''. Tuttavia, fa presente l'Istituto, ''la mancanza di segnali di recupero per la domanda di consumo potrebbe rappresentare un ostacolo alla immediata e completa traslazione dell'incremento dell'aliquota sui prezzi finali''.

Quanto agli investimenti, secondo l'Istat nel 2013 quelli ''fissi lordi risulterebbero ancora in contrazione (-3,5%), per effetto di una riduzione della spesa delle imprese in macchine e attrezzature, mezzi di trasporto e costruzioni. Nel 2014, il miglioramento delle prospettive di crescita determinerebbe il ritorno a tassi di accumulazione positivi (+2,9%)''. Una nota positiva riguarda le esportazioni, previste in moderata espansione nel 2013, con tassi di crescita vicini a quelli osservati nella media dello scorso anno (+2,3% l'aumento in volume). E una piu' significativa accelerazione dovrebbe registrarsi nel 2014 (+3,9%). Anche se, fa notare l'Istat, ''i principali mercati di destinazione delle produzioni italiane continuerebbero a crescere a un ritmo inferiore a quello del commercio mondiale, in particolare nel 2014''. Ecco che ne seguirebbe un'ulteriore flessione della quota di mercato in volume delle esportazioni dell'Italia. (ANSA).


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