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Max Parisi

LA LAGARDE (PRESIDENTE FMI) INCRIMINATA IN FRANCIA PER FRODE (400 MILIONI A TAPIE QUANDO LEI ERA MINISTRO DELLE FINANZE)

mercoledì 27 agosto 2014

La vicenda Tapie-Credit Lyonnais che torna oggi agli onori della cronaca e che coinvolge la presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde attraversa la storia politica, economica e giudiziaria della Francia per oltre un ventennio. Protagonista e' appunto Bernard Tapie, gia' patron dell'Olympique Marsiglia campione d'Europa, deputato socialista, uomo vicino a Francoise Mitterand che lo volle ministro agli inizi degli anni '90, convertito al 'sarkozysmo' nel decennio successivo, una delle figure piu' controverse della scena politico-imprenditoriale d'Oltralpe.

L'affaire inizia nel 1991, quando Tapie compra la quota di maggioranza, l'80%, del prestigioso marchio Adidas facendosi finanziare dall'istituto francese Credit Lyonnais, banca partecipata dallo Stato francese. Passano meno di due anni e Tapie decide di vendere, affida il mandato alla Societe' de Banque Occidentale, filiale del Credit Lyonnais che mette sul mercato Adidas per conto di Tapie. Ma un anno piu' tardi lo stesso Tapie contesta l'operazione e si rivolge alla magistratura. Si scoprira' in seguito che l'istituto lionese aveva venduto e ricomprato parte delle quote di Adidas attraverso un'operazione condotta da societa' con sede in un paradiso fiscale, lucrandoci su alcuni milioni di franchi. Nel frattempo, e' il 1995, il Credit fallisce e viene creata una struttura incaricata della liquidazione delle passivita' della banca francese.

La battaglia legale inizia ufficialmente nel 1996 e ci vogliono ben nove anni prima che una prima sentenza venga emessa: la Corte d'Appello di Parigi decide che Tapie deve essere risarcito per danni e l'ex patron dell'Olympique ottiene 135 milioni di euro. Ma l'anno successivo la Corte di Cassazione ribalta la sentenza, finche' nel 2007 Tapie chiede di affidare l'affaire' a un collegio arbitrale privato. La richiesta dell'imprenditore ottiene il benestare del Tesoro francese, all'epoca guidato dalla Lagarde, ministro nel governo di Francoise Fillon, mentre all'Eliseo siede Nicolas Sarkozy. E' in questo passaggio che che la posizione della Lagarde viene contestata, perche' in molti si chiedono il motivo per cui l'attuale presidente del Fondo Monetario decida di affidare la questione a un arbitrato, come chiesto da Tapie, anziche' consentire alla giustizia ordinaria di fare il suo corso.

Il collegio da' ragione all'uomo d'affari e il 'marsigliese' ottiene un risarcimento di circa 400 milioni di euro. Socialisti e centristi insorgono, chiedono alla Lagarde di presentare un ricorso contro la decisione arbitrale. Ma la Lagarde si rifiuta di farlo. Nel maggio del 2011 la Corte di Cassazione apre un'indagine sull'attuale numero uno del Fmi, con la pesante ipotesi di reato di abuso d'ufficio. Secondo il procuratore generale Jean Louis Nadal, l'attuale presidente del Fondo avrebbe favorito la decisione arbitrale a favore dell'uomo d'affari francese. La Lagarde viene convocata e interrogata anche di recente, nel maggio scorso, dalla Corte di giustizia della Repubblica, una sorta di tribunale dei ministri cui spetta di verificare se i membri dell'esecutivo abbiano commesso crimini o reati nell'esercizio delle loro funzioni.

La Corte decide pero' di non indagarla ma di considerarla 'testimone assistito', "una posizione - scrive il quotidiano Le Monde - intermedia fra quella del testimone semplice e quella dell'indagato". L'epilogo e' cronaca. Ascoltata martedi' scorso, per la quarta volta per oltre quindici ore, dai magistrati della Corte di giustizia della repubblica, la Lagarde e' ora ufficialmente indagata.


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