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Max Parisi

COLDIRETTI FA I CONTI DEI DANNI AL SETTORE ALIMENTARE (E INDUSTRIALE) ITALIANO PROVOCATI DALLE SANZIONI UE ALLA RUSSIA

martedì 19 agosto 2014

Dall'Italia sono stati esportati prodotti farmaceutici e vetture, automobili, trattori, motocicli e altri veicoli terrestri, loro parti e accessori per un importo di 773 milioni nel 2013, leggermente superiore a quello di prodotti alimentari e bevande già colpiti dalle sanzioni decise da Vladimir Putin. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat dopo le indiscrezioni su possibili nuove sanzioni russe che potrebbero colpire l'importazione di auto straniere, farmaci e attrezzature sanitarie, secondo alcune fonti governative citate da media russi.

Anche se l'intervento sarà circoscritto a particolari categorie di veicoli sarà comunque rilevante per l'Italia che è stata già colpita pesantemente dallo stop ad alcuni prodotti alimentari significativi. Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in Russia nonostante le tensioni sono aumentate dell'uno per cento nel primo quadrimestre del 2014 dopo che lo scorso anno - sottolinea la Coldiretti - avevano raggiunto la cifra record di 706 milioni di euro messi ora a rischio dalle sanzioni. In particolare sono state bloccate - precisa la Coldiretti - le spedizioni di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro e importi molti più limitati per il pesce che l'Italia spedisce in quantità molto limitate in Russia.

Se i danni diretti per il Made in Italy agroalimentare sono stimabili dalla Coldiretti attorno ai duecento milioni di euro pesanti sono anche quelli indiretti con l'Italia che potrebbe diventare mercato di sbocco di quei prodotti comunitari ed extracomunitari ora rifiutati dalla Russia che rischiano di essere spacciati come Made in Italy perché - continua la Coldiretti - non è sempre obbligatorio indicare la provenienza in etichetta.

L'annuncio di misure dalla Commissione Ue per stabilizzare il mercato di frutta e verdura dopo la mobilitazione a sostegno del settore colpito dal blocco delle importazioni era molto atteso anche se - continua la Coldiretti - l'efficacia dipenderà dalla tempestività e dalle modalità operative con cui sarà condotto l'intervento che riguarda prodotti freschi di stagione non stoccabili e senza mercati di vendita alternativi immediatamente disponibili come pomodori, carote, cavolo bianco, peperoni, cavolfiori, cetrioli e cetriolini, funghi, mele, pere, frutti rossi (fragole, lamponi, ribes, mirtilli, more, uva spina), uva da tavola e kiwi.

Per le misure d'emergenza in vigore dal 18 agosto sono a disposizione fino a 125 milioni di euro in tutta l'Unione sino a novembre e prevedono - precisa la Coldiretti - ritiri dal mercato per la distribuzione gratuita e compensazioni per la non-raccolta e la raccolta anticipata con l'assistenza finanziaria per tutti i produttori, inclusi quelli che non fanno parte di organizzazioni di produttori. E' una somma a dire poco ridicola. La UE ha già calcolato he i danni complessivi saanno superiori ai 12 miliardi di dollari nel 2014. 

Dall'intervento - sottolinea la Coldiretti - restano in ogni caso esclusi i prodotti diversi dall'ortofrutta ma comunque colpiti dal blocco come le carni di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare ed il latte, i latticini ed i formaggi tra i quali ci sono prodotti tipici Made in Italy dal grana padano al parmigiano reggiano fino al prosciutto di Parma fortemente danneggiati dall'embargo.

E' stato calcolato che se il blocco dovesse protrarsi per un anno, la metà delle aziende produttrici di questi settori dovrà chiudere o dichiarare fallimento, con la perdita di non mano di 100.000 posti di lavoro. 

max parisi

 


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