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Max Parisi

L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / DA MONTI A LETTA E INFINE RENZI, COME E' STATA DISTRUTTA L'ITALIA (E QUANTO MANCA A...)

martedì 12 agosto 2014

La notizia che l'Italia è nuovamente entrata in recessione tecnica, non è stata certo una sorpresa per gli addetti ai lavori. Che l'economia italica fosse in coma profondo lo testimoniavano quotidianamente i dati riportati dalle varie associazioni di categoria oltre che l'istat. Solo la combriccola al governo ostentava una fiducia in una ripresa che non c'era e non potrà esserci.

Dopo questa sonora bocciatura, un qualsiasi amministratore, anche dell'azienda più sgangherata, avrebbe rassegnato le dimissioni per manifesta incapacità. La stessa cosa avrebbe fatto un allenatore la cui squadra avesse collezionato solo sconfitte dall'inizio di stagione.

L'inquilino non eletto di palazzo Chigi, al contrario, con una faccia tosta seconda solo alla sua arroganza e presunzione, ha dichiarato che questi dati negativi saranno da sprone per lui per proseguire nella sua azione di governo. Come se un amministratore che ha portato sull'orlo del fallimento l'azienda chiedesse di poter continuare nel suo operato per farla fallire del tutto.

Il punto è che l'azione del governo, fatta di annunci inconcludenti, aumento della pressione fiscale e provvedimenti retroattivi ha ulteriormente sfiancato un'economia già stremata dalla folle politica fiscale del duo Monti-Letta, rara combinazione di pressappochismo e arroganza cattedratica. Come era prevedibile, il bluff degli 80 euro al mese in busta paga non è servito ad invertire la tendenza.

Naturalmente, l'inquilino non eletto di palazzo Chigi ha confermato l'intenzione di rispettare i vincoli europei in nome della credibilità del sistema Italia, non pensando che è proprio lui il principale ostacolo alla credibilità del paese.

Parliamoci chiaro: con questi dati economici l'Italia non ha nessuna possibilità di sopravvivere.

Anche riformando il mercato del lavoro, uno degli ennesimi impegni assunti dal governo, non si creerà nuova occupazione per lungo periodo. I dati storici dimostrano che le aziende assumono solo con una crescita del pil superiore al 2%; con valori compresi tra 0,8 e 2, mantengono i posti in essere; sotto lo 0,8 licenziano per recuperare margine di guadagno.

Ma se l'occupazione non cresce, non possono crescere i consumi e quindi il pil: praticamente il cane che si morde la coda.

Il signor Monti, più simpatico che capace ed è tutto dire, pensava che massacrando l'economia interna le aziende si sarebbero buttate sui mercati esteri, ma dall'alto della sua arrogante inconcludenza, non aveva tenuto conto che l'economia estera stava già rallentando e quindi la sua mossa avrebbe semplicemente condotto il paese al disastro in cui sta versando ora.

La situazione è drammatica, ma non seria perché chi ci sta governando vede un mondo che non esiste e agisce di conseguenza, come Hitler asserragliato nel bunker della cancelleria muoveva divisioni e truppe che non esistevano.

Prova ne è che il governo del paese di Pulcinella si è prontamente accodato alle sanzioni contro la Russia volute da Obama e dall'oligarchia della Ue, ottenendo per tutta risposta l'embargo sui prodotti agricoli italiani diretti in Russia. Risultato: mercato chiuso per noi e aperto per Brasile e Argentina, tra poco anche alla Turchia. Questo significa che quando Obama finalmente toglierà il disturbo e verrà ricordato nei libri di storia per quello che è, il peggior presidente che gli Usa abbiano mai avuto, le sanzioni alla Russia saranno tolte, ma il mercato sarà dominato da Brasile e Argentina e i nostri agricoltori saranno stati tagliati fuori per sempre. A livello occupazionale questo si tradurrà in una moria di posti di lavoro non recuperabile nell'unico settore produttivo itaiano che ancora manteneva alto l'export.

Naturalmente, di queste conseguenze il primo ministro non eletto e i suoi ministri in-competenti non ne hanno minimamente tenuto conto, troppo impegnati a fare la ruota del pavone con gli "amici" Obama e Junker.

Quindi, questo governo sta riuscendo nell'ardua impresa di massacrare il mercato interno e togliere sbocchi sui pochi mercati esteri ancora in crescita alle aziende: geniale nella sua stupidità.

Strappa un sorriso di compatimento l’ingenuità con cui il ministro Mogherini dichiara che le riforme del governo Renzi faranno agganciare l’italico stivale alla ripresa internazionale contribuendo a creare nuovi posti di lavoro, ridurre le tasse e risanare  i debiti. La ripresa cui fa cenno il ministro è già terminata e l’economia mondiale si avvia verso un periodo di raffreddamento, che avrà come unica conseguenza quella di affossare ulteriormente l’occupazione italiana.

Il signor Renzi all’incontro con i boyscout ha dichiarato che i giovani devono avere il coraggio di restare in Italia perché presto ci saranno le condizioni per far ripartire il paese. No, signor Renzi, l’italico stivale è un paese morto, in decomposizione, e lei è uno dei responsabili di questo omicidio. Lei, assieme ai suoi due predecessori è il responsabile di aver bruciato il futuro di un’intera generazione, sacrificata sull’altare degli interessi di un’entità, la Ue, governata da un’oligarchia di corrotti burocrati protesa a consolidare esclusivamente il potere per il proprio appagamento personale.

Come già detto precedentemente, il premier non eletto Renzi poteva decidere di passare alla storia per il coraggio di spezzare la catena dell'euro e far rinascere il paese o per esserne il becchino. Per la prima via serviva coraggio, per la seconda arroganza e vanità. Temo non vi siano dubbi su quale abbia scelto.

Luca Campolongo


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