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Max Parisi

LA VERITA' E' CHE RENZI HA SBAGLIATO COMPLETAMENTE TUTTO, IN ECONOMIA: DAL BONUS AI TAGLI (INESISTENTI) DELLE TASSE.

giovedì 7 agosto 2014

Non finisce proprio mai. La ripresa non e' arrivata, non c'e'. C'e' - invece - il ritorno dell'Italia in recessione tecnica, con un secondo trimestre del 2014 che e' ancora negativo. Ma se tra gennaio e marzo l'economia italiana si era contratta dello 0,1 per cento, tra aprile e giugno le cose sono andato ancora peggio, con una discesa dello 0,2 per cento rispetto ai primi tre mesi dell'anno.

Su base annua, invece, il Pil scende dello 0,3 per cento. E sempre del -0,3 per cento, fino allo scorso giugno, e' la 'crescita acquisita' per il 2014, ovvero il dato che si otterrebbe a fine anno se nella seconda meta' dell'anno non ci saranno variazioni. Insomma - scrive Roberto Giovannini su LA STAMPA -, un disastro. Che l'aria fosse brutta si era capito, ma che fosse cosi' orribilmente brutta proprio no. Non ha praticamente piu' senso la previsione del governo, che si attendeva a fine anno una crescita dello 0,8 per cento che ormai e' del tutto fuori portata.

Quel che conta in questo caso e' la conseguenza per i conti pubblici: un Pil in calo significa allontanarsi ancora di piu' dal pareggio di bilancio, e complicare ulteriormente il lavoro di preparazione della Legge di Stabilita'. Cosa che viene notata immediatamente da Bruxelles: come afferma il commissario Ue all'Economia, il finlandese Jyrki Katainen, 'il Pil italiano peggiore delle attese ritarda di nuovo la ripresa e avra' un impatto negativo sulle finanze, ma e' troppo presto per fare valutazioni sul deficit'.

Entrando nel merito dei dati Istat, il calo congiunturale e' per l'istituto di statistica la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attivita' economica, agricoltura, industria e servizi, ed e' peggiore delle attese degli analisti, che indicavano per il secondo trimestre una forchetta tra il -0,1 per cento e il +0,1 per cento. La frenata dell'economia sembra dipendere dall'indebolimento della spinta della domanda estera: il contributo alla variazione del Pil della domanda interna, al lordo delle scorte, risulta nullo, mentre quello della componente estera netta e' negativo.

Non e' un caso che la stagnazione dell'economia tedesca si rifletta in una secca caduta degli ordinativi alle fabbriche in Germania: il dato di giugno, mese su mese, segna un calo del 3,2 per cento. In Italia invece la produzione industriale a giugno riprende un po' di fiato, con un rialzo dello 0,9 per cento rispetto a maggio. Si capisce, comunque, che l'impatto del bonus degli 80 euro e' stato decisamente limitato sulla domanda per consumi. Almeno per ora. Il pessimo dato si traduce in una giornata da dimenticare a Piazza Affari. A fine giornata il conto e' amaro: la recessione tecnica costa quasi 13 miliardi di euro in capitalizzazione, con una discesa dell'indice del 2,7 per cento, dopo un -3 per cento toccato subito dopo la diffusione dei dati. Il dato scuote tanto che sul listino (tornato sul livelli di febbraio) e' da subito una raffica di sospensioni, mentre lo spread si allarga fino a toccare e superare i 170 punti.

Nella giornata sono fioccate le critiche dell'opposizione al premier Matteo Renzi, accusato di aver clamorosamente fallito la strategia di politica di economica: 'un dato oltre le piu' cupe previsioni - accusa Renato Brunetta - come la mettiamo con i gufi?'. Critiche arrivano anche dai sindacati; Susanna Camusso, Cgil, dice che sono fallite le politiche di austerita' e le strategie di riforma, e che 'ora bisogna mettere al centro il lavoro'. Per Raffaele Bonanni, Cisl, bisogna spostare le tasse dal lavoro ai consumi. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (oggi riferira' alla Camera) cerca di rassicurare: 'Non ci sara' alcuna manovra correttiva per il 2014 - dice - il bonus da 80 euro e' permanente, usatelo. Abbiate fiducia'.

Proprio la fiducia, adesso, di fronte a questo disastro, è venuta a mancare.

Redazione Milano.


LA VERITA' E' CHE RENZI HA SBAGLIATO COMPLETAMENTE TUTTO, IN ECONOMIA: DAL BONUS AI TAGLI (INESISTENTI) DELLE TASSE.




 
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