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Max Parisi

COSA LEGA GLI ABITANTI DEL CASILINO E L'OPERAZIONE ''MARE NOSTRUM''? LA PAURA D'ESSERE TRAVOLTI DALL'ONDA EXTRACOMUNITARIA

lunedì 28 luglio 2014

Non occorre certo essere dei geni per capire che l'operazione Mare Nostrum e' un piano ben studiato per dispossessare i cittadini italiani del loro territorio e farli diventare una minoranza al fine di distruggere l'omogeneita' del popolo di questo paese e rendere piu' facile ai parassiti di Bruxelles la creazione di un superstato europeo.

Per fortuna sembra che alcuni ne stiano avendo abbastanza e hanno deciso di scendere in piazza e protestare contro questa politica folle e a tale proposito e' interessante notare come alcuni giorni fa abitanti del quartiere di Torre Angela abbiano bloccato via Casilina all’altezza di via Torrenova per protestare contro l’arrivo, per ora solo presunto, di circa 1200 rifugiati nel centro commerciale Dima di via Celio Caldo. 

"Alle ore 21 ci siamo radunati nel parco di via Celio Caldo", racconta su Facebook una manifestante. "All'inizio non eravamo in molti, ma poi piano piano siamo diventati sempre più numerosi. E' vero saremmo dovuti essere di più, ma è già un ottimo risultato. Hanno preso la parola alcuni partecipanti che hanno lamentato l'assenza dei rappresentanti del nostro municipio e soprattutto l'assenza del Presidente..."

La rabbia è tanta, le smentite del Campidoglio sempre meno rassicuranti. Gli abitanti non ci stanno e decidono di bloccare al traffico via Casilina, all’altezza di via Torrenova, attraversando le strisce pedonali in continuazione. "Eravamo donne, uomini, ragazzi, ragazze, bambini e sono stata orgogliosa nel vedere quanto fossimo uniti in questa battaglia", continua la testimonianza. "La polizia è intervenuta, ma i partecipanti si sono comportati civilmente e devo dire che c'è stato solo qualche episodio di intolleranza, ma subito rientrato. Mi sono emozionata quando un gruppo di ragazzi ha intonato l'inno di Mameli e tutti hanno partecipato come se volessimo dimostrare a noi stessi che siamo fieri di essere Italiani e che, se lo vogliamo, sappiamo essere compatti contro chi vuole annullarci".

 Nel quartiere il clima è particolarmente teso e le voci sull’arrivo di altri richiedenti asilo si rincorrono da giorni, malgrado sia arrivata una smentita ufficiale da parte dell’Assessorato alle Politiche Sociali. Nelle ultime 24 ore alcune circostanze hanno poi contribuito ad avvelenare il clima. La notizia diffusa da alcuni organi di stampa, ma ridimensionata dal Campidoglio, di migliaia di rifugiati pronti a sbarcare nella Capitale ha fatto scattare l’allarme nei quartieri di Roma Est che ospitano già il 60% dei richiedenti asilo presenti a Roma. 

E pochi giorni fa altri due fatti hanno alimentato i timori dei residenti. Anzitutto lo strappo tra il Municipio e l’Assessore alle Politiche Sociali Rita Cutini, proprio sul tema dei rifugiati. La frattura si è consumata nel corso di una riunione con gli staff di Marino e di Rita Cutini che ha visto Marco Scipioni abbandondare il tavolo in polemica con l’atteggiamento a suo dire poco democratico dei delegati al sociale. Infine una nota del consigliere capitolino Alessandro Onorato ha contribuito a gettare benzina sul fuoco: "Per volontà del sindaco Marino - ha scritto Onorato - stanno per arrivare circa 1.200 migranti, che saranno ospitati nell'ex centro commerciale DIMA a Torre Angela: un altro ghetto in un quadrante che già vive un'emergenza sociale drammatica". 

Insomma, a Torre Angela non si fidano. E così dopo aver raccolto circa duemila firme per ribadire il loro no a nuovi arrivi, ieri è andata in scena l’ennesima, plateale, protesta. Una manifestazione che ha visto tra gli accusati lo stesso minisindaco Marco Scipioni, non presente alla manifestazione. Per gli abitanti la sua è un’assenza che pesa. "Doveva essere con noi", dicono in molti. Le proteste, comunque, non si fermano qui, e già lunedì prossimo si replica. "Qualunque sia la verità - spiega una manifestante - una cosa è certa: Torre Angela c'è, siamo uniti in questa battaglia, abbiamo dimostrato la nostra forza".

Questi, i fatti.

E questa storia e' stata completamente censurata dai giornali di regime i quali temono che altri possano protestare e ovviamente questo darebbe fastidio ai vari Renzi, Boldrini e Napolitano e finora l'unico che l'ha riportata e' il sito Roma Today.

Da parte nostra siamo piu' che felici di rompere il muro del silenzio nella speranza che altri italiani possano prendere esempio e fermare questa politica folle.

GIUSEPPE DE SANTIS


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