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Max Parisi

ALLA BASE DEL BOOM ECONOMICO INGLESE (PIL MEGLIO DI GERMANIA E USA) ANCHE AVER RIFIUTATO IL ''PATTO DI STABILITA'!

domenica 27 luglio 2014

LONDRA - Una delle cose piu' assurde a cui si e' assistito negli ultimi mesi e' il coro dei vari europeisti che non fanno che ripetere la solita litania dell'enorme successo dell'euro nonostante i dati ufficiali dimostrano che i paesi che stanno avendo la crescita economica piu' forte sono proprio quelli che hanno mantenuto le loro valute.

E a tale proposito e' interessante notare come la Gran Bretagna (che e' fuori dall'euro) ha visto la sua economia crescere ancora una volta nel secondo trimestre del 2014, tornando così ai livelli del 2008. Secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica (ONS), inoltre, il PIL è salito del 3,1% su base annuale.

Non finisce qui. Londra rappresenta la 'locomotiva' nei Paesi sviluppati del G7, per il Fondo monetario internazionale, che ha alzato le stime di crescita per quest'anno dal 2,8% al 3,2%. Nessun altro Paese nel gruppo dei Grandi può vantare un incremento tanto rapido, escludendo la Cina. Meglio addirittura di Germania e Stati Uniti.

Sembrano lontani i tempi di una delle peggiori recessioni subite dal Regno Unito, quando le banche erano costrette, per sopravvivere alla crisi, a chiedere l'intervento dello Stato che così è dovuto entrare nella proprietà di alcuni colossi.

Il governo di David Cameron, con tutta la cautela possibile, non può però non cogliere l'euforia del momento. "È stato tutto possibile grazie al duro lavoro dei britannici, oggi abbiamo raggiunto un risultato fondamentale nel nostro piano economico di lungo termine", ha detto il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne.

Il premier Cameron si è limitato a ripetere le sue parole e sottolineare che sono notizie molto incoraggianti. C'è comunque ancora, nonostante tutto, una cautela, che è spiegabile prima di tutto dal fatto che la ripresa al momento è ancora fortemente settoriale.

A trascinarla è stato il settore dei servizi, che rappresenta larga parte dell'economia nazionale. Si trovano invece ancora al di sotto dei livelli pre-crisi il settore delle costruzioni e quello manifatturiero.

I dati molto positivi, secondo gli osservatori, potrebbero spingere la Bank of England verso un rialzo dei tassi di interesse. Anche in questo caso però non è scontato. È stato proprio il governatore della banca centrale d'Inghilterra, Mark Carney, a frenare su questo punto, pochi giorni fa, affermando che è necessario prima capire perché, nonostante il quadro economico di crescita, i salari non salgono.

Questa situazione dimostra ancora una volta non solo la lungimiranza del governo britannico di rimanere fuori dall'euro ma anche la saggezza di David Cameron di non sottoscrivere il patto di stabilita' risparmiando cosi' ai cittadini britannici tutte le misure lacrime e sangue imposte dalla UE che stanno riducendo gli italiani alla fame.

Ovviamente ai giornali di regime fa comodo nascondere questi fatti agli italiani ma la verita' sta venendo a galla e le menzogne dei vari Renzi, Letta, Monti e Napolitano diventano sempre piu' difficili da giustificare e da parte nostra invitiamo tutti i nostri lettori a chiedere a viva voce che anche l'Italia rinunci al patto di stabilita' ed esca dall'euro al piu' presto possibile.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.


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