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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

CI GIUNGE NOTIZIA CHE STA PER ESSERE COSTRUITA IN SARDEGNA UNA DISCARICA DI SCORIE NUCLEARI RADIOATTIVE (SU ORDINE UE)

lunedì 30 giugno 2014

LONDRA - C'e' una storia piuttosto interessante che da alcuni giorni sta circolando in alcuni blog riguardo una discarica per scorie radiottive che sta per essere costruita in Sardegna in ossequio a una direttiva dell'unione Europea.

Apparentemente questo deposito nazionale sarà costituito da una struttura di superficie, progettata sulla base degli standard IAEA e delle prassi internazionali, destinata allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività e per i rifiuti nucleari più pericolosi, ad alta attività o se preferite di terza categoria, è previsto un deposito di smaltimento geologico, vale a dire, nelle profondità delle terra.

In passato, lo Stato italiano ha nascosto una quantità consistente di scorie nucleari, ben 350 metri cubi provenienti dalla centrale atomica militare di Pisa (Camen, già Cresam infine Cisam) nella miniera di Pasquasia in Sicilia (chiusa inspiegabilmente, seppure produttiva), dove ha operato l’Enea per un esperimento in materia di confinamento di scorie nel sottosuolo.

E’ sufficiente esaminare il primo inventario nazionale sulla contabilità nucleare redatto dall’Enea nel 2000 e successivamente dall’Apat, per appurare che dei 700 metri cubi sfornati dal reattore RTS 1, gestito dallo Stato Maggiore della Difesa, mancano oggi all’appello appunto 350 metri cubi.

I depositi di rifiuti nucleari realizzati recentemente dalla Sogin – a Trino, Saluggia, Bosco Marengo, Borgo Sabotino, Garigliano, Trisaia - non sono “confinamenti temporanei” o momentanei, anche se le autorità, gli esperti di regime unitamente agli ambientalisti venduti al miglior offerente, lo vogliono far credere a tutti gli ingenui. Il settimo deposito di superficie sarà impiantato in Sardegna visto i sardi si vendono in cambio di qualche posto di lavoro, e poi sono già imbottiti di scarti radioattivi che dai vasti poligoni militari sono fluiti nel ciclo biologico.

Inoltre secondo l’ultimo inventario nucleare dell’Apat tra rifiuti e combustibile irraggiato, indica una quantità complessiva di 26.137 metri cubi. La Sogin, invece, ne ha già stimato 90 mila metri cubi. Qual è la reale provenienza di ben oltre 60 mila metri cubi di scorie atomiche? La risposta è scontata: l’Europa.

Basta una semplice ricerca e due minuti di tempo per appurare che dietro le due direttive Euratom (2009/71 – 2011/70) si nascondono nientedimeno che i soliti profittatori internazionali. La Svizzera, ad esempio, non fa parte dell’Unione europea, ma detta legge in materia di spazzatura nucleare, dopo aver già inondato il nostro Paese, con la sua incontenibile immondizia chimica e nucleare.

Al momento non e' chiaro se questa sia una bufala o un'altra porcata dei burocrati di Bruxelles ma sarebbe opportuno che chi di dovere inziasse a dare dei chiarimenti perche' la gente ha il diritto di sapere visto troppe persone sono morte per via di rifiuti tossici abbandonati in luoghi abitati.

Aspettiamo una risposta sperando, per una volta, di esserci sbagliati.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra

Nota.

il 6 giugno scorso, il quotidiano La Nuova Sardegna ha pubblicato al riguardo questo articolo:

"Il nome non c'è ma è come se lo avessero fatto: documenti e studi portano dritti al deposito di scorie nucleari in Sardegna. Lo denuncia il deputato di Unidos, ex Pdl, Mauro Pili preannunciando un'interrogazione parlamentare sul piano presentato dall'Ispra. «Sin dalle prime ore dalla pubblicazione – spiega l'ex presidente della Regione sarda – era emerso con chiarezza il richiamo alla stabilità geologica, geomorfologica e idraulica. Un parametro univoco posto alla base del piano con l'unico obiettivo: puntare sulla Sardegna. La nostra isola non può e non deve essere minimamente contenuta nemmeno come ipotesi nei criteri per la realizzazione del deposito unico nazionale delle scorie nucleari». Secondo quanto ricostruito dal parlamentare sardo «il database realizzato dagli Stati Uniti e tenuto sotto copertura (Database of Individual Seismogenic Sources) individua in modo esplicito l'unica Regione che sarebbe esente da pericoli», la Sardegna appunto. Di qui l'appello al governo: «Deve immediatamente sconfessare questa ipotesi e dire con chiarezza e trasparenza quello che intende fare». Pronti alla battaglia, annuncia Pili, «per respingere un'ipotesi folle che i sardi non accetterebbero mai. C'è un fiume di denari verso le lobby nucleari che va immediatamente fermato»."


CI GIUNGE NOTIZIA CHE STA PER ESSERE COSTRUITA IN SARDEGNA UNA DISCARICA DI SCORIE NUCLEARI RADIOATTIVE (SU ORDINE UE)




 
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