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Max Parisi

SUBPRIME ALL'ITALIANA! MUTUI ''IMPACCHETTATI'' DENTRO DERIVATI RIVENDUTI A IGNARI RISPARMIATORI (DEFINITIVO DISASTRO)

domenica 22 giugno 2014

Si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile reintroduzione della penale per estinzione anticipata dei mutui che i clienti dovrebbero versare alle banche qualora decidessero di chiudere in anticipo i mutui contratti.

La motivazione ufficiale è che le banche dovrebbero essere “indennizzate” per i mancati guadagni dovuti al fatto di non incassare gli interessi previsti per l’intera durata contrattuale.

Ammesso che questa fosse la vera motivazione, essa dimostrerebbe comunque un’arroganza senza eguali da parte del sistema bancario che pretende di scaricare sui suoi clienti quello che è da considerare normale rischio d’impresa: come in un casinò dove la roulette è truccata, il banco pretende di vincere sempre.

Vogliamo comunque far notare che un mutuo estinto anticipatamente dal cliente che rimborsa l’intera somma, offre comunque la possibilità alla banca d reimpiegare quelle somme in nuove operazioni di finanziamento, che altrimenti le sarebbero precluse a causa dei vincoli sui rapporti tra impieghi e riserve. In sostanza, quindi non si comprende perché un mutuo estinto anticipatamente debba rappresentare un problema per la banca e, al di là di tutto, perché debba essere scaricato il tutto sul cliente.

La penale per anticipata estinzione del mutuo assume invece un suo significato preciso e preoccupante se prendiamo in considerazione uno studio del professor Lucio Gallino, di cui riportiamo alcune frasi:

“Tra il 2000 ed il 2008 la banche italiane hanno effettuato cartolarizzazioni comportanti la trasformazione in titoli negoziabili e la loro vendita ad uno dei veicoli SIV da loro stesse creati per 347 miliardi di euro. Nel 2009 per altre decine di miliardi (…) Tali cartolarizzazioni sono state effettuate per due scopi: fare uscire i crediti dal bilancio in modo da poter continuare ad erogarne altri, e trasformare in liquidità immediatamente disponibile dei titoli di per sé illiquidi quali sono i mutui.”

Traduzione per i non addetti ai lavori: le banche italiane hanno “impacchettato” in strumenti derivati i mutui dei clienti, rivendendoli sui mercati sotto forma di obbligazioni o di fondi comuni speculativi con un certo interesse e con una data scadenza. Ovviamente, però, se un cliente decide di chiudere in anticipo il proprio mutuo, ecco che il meccanismo si inceppa, perché una parte del “derivato” viene a mancare, e la banca dovrà quindi intervenire per mantenere invariato il prodotto fino alla scadenza. Ovviamente, fin che si tratta di uno o due mutui, poco cambia e poco incide, ma se i mutui estinti anticipatamente iniziano ad essere numerosi, ecco che per le banche, mantenere in piedi gli strumenti derivati in cui li  hanno “impacchettati” potrebbe diventare costoso, quindi meglio scoraggiare l’estinzione anticipata per non disturbare il manovratore.

Avete capito come funziona il giochino? Il signor Rossi stipula un mutuo per acquistare la casa, la banca glielo concede, poi prende il mutuo, lo “vende” ad una sua società costituita in un paradiso fiscale che a sua volta lo venderà sotto forma di obbligazione, polizza index linked o qualche altro strumento finanziario fantasioso a qualche ignaro cliente convinto di aver investito i propri risparmi in modo tranquillo e sicuro.

Oppure, e qui sta l’ulteriore evoluzione del mostruoso giochino, le banche ricomprano dai SIV i derivati, li depositano presso la BCE come collaterale a garanzia e si fanno prestare soldi veri con cui compiere operazioni sui mercati o per acquistare banche semi decotte in giro per il mondo. Già, cari lettori, le banche riescono a trasformare i vostri mutui, ovvero soldi prestati, in nuovi soldi veri attraverso, in definitiva, il vecchio gioco delle tre carte. Ovviamente con il benestare dei governi, non solo italiani, che hanno consentito e consentono la creazione di questi mostri finanziari chiamati strumenti derivati.

Sempre secondo lo studio del professor Lucio Gallino, si stima che a fine 2010, le prime 10 banche italiane avessero crediti fuori bilancio (leggasi cartolarizzazioni di mutui e impieghi vari) per 600 miliardi di euro e che di questi, circa la metà fosse imputabile alla sola Unicredit.

Se la penale per anticipata estinzione dei mutui dovesse tornare ad essere applicata, il significato sarebbe uno solo: le banche stanno tornando a fare tutto quello che facevano prima della grande crisi del credito.

La storia, come sempre, si ripete e chi paga è sempre quello: il popolo dei piccoli risparmiatori, “munto” dal vero, unico, potere forte che esiste su scala planetaria, quello delle grandi banche, che ha potuto aumentare a dismisura la propria forza grazie all’operato di Bill Clinton, Tony Blar, Romano Prodi, Jorge Luis Zapatero e Gerard Shroeder, che nei rispettivi paesi hanno di fatto smontato tutte le normative di controllo sulle banche. Come? Sono tutti esponenti della nuova sinistra, del cosiddetto “ulivo mondiale” tanto caro a Prodi, Veltroni ed al PD tutto, Renzi compreso? Sarà una semplice coincidenza, anche se io, alle coincidenze ho smesso di credere da tempo.

Luca Campolongo

consulenza@sosimprese.info

www.sosimprese.info

Fonte: Lucio Gallino, Il colpo di stato di banche e governi: l’attacco alla democrazia in Europa, Einaudi, 2013


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