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Max Parisi

LA VIA DI MARINE LE PEN / ECCO COME FARA' LA FRANCIA A USCIRE DALL'EURO, QUALI BENEFICI E PERCHE' E' SUBITO PRATICABILE

mercoledì 28 maggio 2014

La vittoria del Front National di Marine Le Pen alle elezioni europee è prima di tutto la vittoria del pragmatismo di chi, compreso che l’euro è una gabbia mortale per tutti i popoli che vi aderiscono, ha deciso di mettersi in gioco contro l’oligarchia di Bruxelles che sogna un’Europa dominata dai poteri finanziari in cui la sovranità popolare sia totalmente privata di significato.

Nonostante i violentissimi attacchi da parte dei media francesi ed internazionali, Marine Le Pen ha ottenuto un risultato storico per il suo partito e per la Francia intera, dove la popolazione ha fatto chiaramente intendere di non accettare più una classe politica succube dei diktat della Germania.

Come è stato possibile ottenere  un simile risultato per un partito che è sempre stato considerato la “pecora nera” dello scenario politico francese? Molto semplice: Marine ha saputo innovare il movimento fondato dal padre, facendolo diventare un partito moderno in grado di parlare alla gente di argomenti concreti, abbandonando toni razzistici ed antisemiti che avevano da sempre contraddistinto la vecchia gestione.

A differenza dello scenario italiano, dove molto spesso si cambia nome ai partiti, ma i contenuti rimangono gli stessi, la vincitrice delle elezioni europee ha tenuto il vecchio nome riempiendolo di contenuti nuovi: un’autentica eresia per i nostri politici che agiscono in modo analogo a quanto faceva Achille Lauro allorquando regalava la scarpa sinistra prima delle votazioni e quella destra poi (gli 80 euro di Renzi che, forse, arriveranno nelle tasche di qualcuno, a fronte di aumenti certi di tasse).

In questo Marine Le Pen può essere accomunata agli altri due trionfatori di questa tornata elettorale europea: Nigel Farage in Inghilterra e Viktor Orban in Ungheria, passando per Tsipras in Grecia. Tutti politici con idee estremamente chiare su come muoversi per il futuro: non è un caso che Cameron, ad esempio, sia orientato ad accelerare i tempi per indire il referendum sull’uscita dell’Inghilterra dalla UE.

Tornando a Marine Le Pen, la sua battaglia contro l’euro e contro la ue è chiara ed improntata a passi chiari e fattibili. Difatti sul sito del suo movimento www.frontnational.com,  è possibile scaricare una breve, ma interessantissima guida sul perché uscire dall’euro, quali sarebbero le conseguenze e soprattutto, i procedimenti con cui arrivarci.

Ecco, il punto nodale è proprio questo: uscire dall’euro e dalla ue è possibile e fattibile.

Infatti l’articolo 50 del trattato dell’unione europea consente ai singoli stati di uscire dall’euro e dall’unione europea, con le modalità previste dall’articolo 238 del trattato sul funzionamento della ue. In sostanza i due articoli normano un’uscita programmata di una nazione dalla ue e dalla moneta unica che, comunque, non può avvenire oltre i due anni dal momento della richiesta.

La cosa importante è che non è necessario alcun referendum (cosa, ad esempio, impossibile in Italia, dato che i trattati ue sono sottratti a giudizio popolare, alla faccia della democrazia!), ma la semplice volontà del parlamento nazionale. Questo è il punto nodale e questo è il motivo per cui subito dopo l’esito delle consultazioni europee, Marine Le Pen ha chiesto a gran voce le dimissioni del presidente Hollande e la convocazione di nuove elezioni generali (il partito del presidente in carica è sceso ai minimi storici assoluti!).

Una volta uscita la Francia dall’euro, accadrebbe la catastrofe? Assolutamente no, perché la banca centrale francese tornerebbe a stampare franchi ed i vari c/c  sarebbero ridenominati nella nuova valuta in ragione di  1franco=1euro, dopo di che la valuta sarebbe quotata come una qualsiasi valuta  presente sui mercati mondiali. Nulla di strano perché, a differenza di quanto vogliono far credere gli oligarchi europei alla popolazione, fuori dall’euro esistono decine e decine di monete nazionali, che continuano a vivere e, in molti casi a far prosperare le nazioni che le utilizzano, a differenza di quanto avviene per quelle che adottano la moneta unica europea, che presentano tassi di sviluppo e benessere fra i più bassi a livello mondiale.

Al di là della retorica dei media nostrani, queste elezioni non hanno segnato una vittoria per gli euro favorevoli, tutt’altro: basti pensare che il PPE ha perso un’ottantina di parlamentari e che per avere la maggioranza dei parlamentari, è necessaria la “grande ammucchiata” tra PPE e PSE.

Il merito di questa sconfitta degli oligarchi spetta a leader politici come Marine Le Pen che hanno saputo riempire il sentimento di protesta dei cittadini verso la ue di contenuti e, soprattutto, di soluzioni.

La Francia può essere la capofila della liberazione dei popoli da un’oligarchia protesa  a servire esclusivamente gli interessi degli apparati finanziari (nemmeno produttivi, giacchè anche quelli sono stati devastati dall’operato di Bruxelles) a danno dei popoli europei. Il signor Hollande può solo decidere se prolungare l’agonia rimanendo pervicacemente attaccato alla poltrona, o se dimettersi e lasciare che i cittadini si riapproprino della propria libertà. E’ solo questione di tempo, e poiché il tempo è prezioso, sarebbe un peccato che per l’orgoglio e l’ambizione di un singolo, i cittadini francesi dovessero sprecarlo.

Luca Campolongo


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