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Max Parisi

INCHIESTA FINANZIARIA / DEI 160 MILIARDI DI SOFFERENZE (AD APRILE) DELLE BANCHE ITALIANE RECUPERABILE SOLO 4% (DISASTRO)

martedì 27 maggio 2014

MILANO - Parliamo della possibilità di recupero di quei 160 miliardi di sofferenze di prestiti a privati e imprese che si sono accumulati nei libri delle banche. 

Sono a dire poco allarmanti, i dati pubblicati questa settimana da UNIREC, l’associazione che raggruppa 192 società che si occupano di recupero crediti e che ha presentato il IV Rapporto sui servizi a tutela del credito, raccogliendo le informazioni provenienti dalle società associate che rappresentano circa l’80% di un mercato popolato da 1.400 operatori (!) con un fatturato totale di oltre un miliardo.

Dati che in sintesi dicono che il mercato sta crescendo notevolmente come numero di pratiche di recupero (+12%),e volumi (+13%) ma che sta calando sempre più quanto a tassi di successo del recupero: solo il 43,8% dei casi di tentativo di recupero hanno successo e le percentuali di recupero sono scese sotto al 20%.

Ma la massa di crediti affidati alle società è di vario tipo, con una prevalenza di piccoli importi relativi alle utenze private.

Quando si va a vedere il tasso di recupero del settore bancario-finanziario - che conta per il 60% del totale per il valore - le percentuali di recupero crollano sulle pratiche in sofferenza che rappresentano il 70% dei tentativi di recupero.

Il tasso di recupero si attesta attorno al 4%.  Dalle statistiche UNIREC non è dato sapere se queste posizioni godevano di garanzie reali, ma mi sentirei di escluderlo.

Ancora più inquietante il dato che indica come le principali banche italiane abbiano portato in salvo solo il 3-5% del valore nominale delle sofferenze nel periodo 2012-2013, un importo assai vicino a quello ottenuto dalle società del rapporto UNIREC.

Questo dato e quello di UNIREC da soli spiegherebbero perché è un problema vendere le sofferenze a società, fondi o bad bank del caso. A questi prezzi e con quei livelli di copertura si andrebbe a registrare una minusvalenza terrificante.  Quanto valgono quelle ipoteche immobiliari quando si va ad escuterle ottenendo esecuzioni fallimentari? Questa è la domanda importante che oggi non ha una bella risposta.

I dati del rapporto UNIREC dimostrano tuttavia che è sempre più difficile convincere un debitore a pagare in Italia, perché molti sono falliti e molti altri non hanno proprio nulla con cui pagare. La crisi morde anche la percentuale di successo e le cattive sorprese sul portafoglio sofferenze sono solo destinate ad aumentare.

Fonte notizia: linkerblog.biz - che ringraziamo. 

 


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